APPENDICE 2 – STUDIO SULLE CASE DELLA SALUTE
E’ stato compiuto uno studio dell’Agenzia sanitaria e sociale della Regione Emilia Romagna, presentato nel maggio dello scorso anno, in cui è stato analizzato, per il periodo 2009-2016, l’impatto delle Case della salute sul sistema sanitario e sui cittadini residenti nei comuni dove erano state attivate.
“Secondo i riscontri che arrivano dall’osservazione dei primi anni di attività tra il 2009 e il 2016, dove c’è una Casa della salute, si sono ridotti del 21,1% gli accessi al Pronto soccorso per cause che non richiedevano un intervento urgente, i cosiddetti “codici bianchi”. Percentuale che ha sfiorato addirittura il 30% quando il medico di medicina generale opera all’interno della Casa della salute” (e non sempre questo accade rappresentando un limite alle potenzialità delle stesse strutture)
“Calano contemporaneamente(-3,6%) i ricoveri ospedalieri per le patologie trattabili a livello ambulatoriale, come diabete, scompenso cardiaco, bronco pneumopatia cronica ostruttiva, polmonite batterica. Anche in questo caso l’effetto è ancora maggiore (-5,5%) se presente il medico di medicina generale. Non solo, perché nei territori serviti dalle Case della salute si è intensificata nel tempo (+5,5%) l’assistenza domiciliare al paziente, sia infermieristica che medica”.
Le Case della salute attualmente attive in Emilia-Romagna sono 110 (erano 42 nel 2011), così suddivise in base alle Aziende sanitarie di riferimento: l’Usl della Romagna ne conta 37; Usl Parma 20; Usl Bologna 16; Usl Modena 12; Usl Reggio Emilia 11; Usl Ferrara 7; Usl Piacenza 7. Il bacino di utenza delle Case della salute funzionanti è pari a circa 2 milioni 300mila abitanti, il 52% della popolazione totale in Emilia-Romagna.
Nel 2016 la Giunta ha approvato le nuove indicazioni regionali sulle Case della salute, che individuano strumenti organizzativi e assistenziali per migliorare l’integrazione e il coordinamento tra servizi sanitari (ospedale-territorio) e sociali; rafforzare la presa in carico della persona secondo il modello della medicina d’iniziativa e promuovere percorsi di prevenzione e cura multidisciplinari con la partecipazione della comunità.
I professionisti coinvolti nelle case della salute Sono 1.410 i medici di Medicina generale che operano nel territorio di riferimento delle Case della Salute, di cui oltre 600 a tempo pieno all’interno delle strutture. Per quanto riguarda i Pediatri di libera scelta, sono 260 a lavorare nel territorio di riferimento, di cui 67 all’interno delle Case della Salute.
Queste strutture, inoltre, possono contare su circa 450 infermieri, circa 100 ostetriche, oltre 100 assistenti sociali, a cui vanno aggiunti molti altri professionisti, come tecnici della riabilitazione, amministrativi, personale sanitario non medico e altro personale sanitario e tecnico. Le branche specialistiche prevalenti sono quelle previste nell’ambito dei percorsi assistenziali: cardiologia, oculistica, diabetologia.