Mentre ero in macchina questa mattina mi sono venuti tanti pensieri alla mente e regolarmente una volta scesa dalla macchina i pensieri sono rimasti ingabbiati tra le portiere e mi sono sfuggiti. Ci sono luoghi che si trattengono le cose. Una di queste è l’automobile. Comunque sia riflettevo sul mio rapporto con le cose dopo l’esperienza vissuta con la malattia. A volte sento il fiato sul collo del tempo e vorrei mettere insieme un sacco di cose, vedere un mucchio di posti che non ho visto, leggere un casino di libri che non ho letto. Ma ho come la sensazione…

Accidenti, mi sveglio al mattino e mi sembra di essere raddoppiata nella notte. Faccio fatica a camminare, mi vedo cicciona e sento le gambe di legno. Passo in rassegna velocemente il mio pasto serale: broccoli, cavolo nero e gamberetti al vapore conditi con olio e curcuma. “Mangio sta roba? – mi son detta – e come faccio a essere una tale cicciobomba? ” Vai nell’armadio e vedi cose che non ti entrano più. Ripercorri nella mente il tempo in cui ci entravi. Quegli abiti non li hai mai smessi nella speranza di poterli rimettere. Ma sai che non sarà così……

Perche’ non ho piu’ le ciglia e le sopracciglia? Dove sono finite? Mi guardo allo specchio e mi sembra di avere uno sguardo vuoto. Guardo le vecchie foto e non mi ritrovo. Sara’ questa nuova vita? Ma gli occhi mi piangono di piu’ fuori all’aria aperta sono esposti. Come me. Ho letto da qualche parte che ci sono persone che spendono fortune per farsi trapiantare le sopracciglia. Come essere contro corrente.

A volte penso, se al prossimo controllo qualcosa dovesse andare storto, che cosa farei? Sara’ che ho finito da un’ora di lavorare, ma in questo momento non sarei disposta a rimettermi nel circolo. “Che fai, sbarelli? Ha detto un’amica a cui ho confidato questa mia pensata. ” Rivendico il diritto di una fragilita’ molto umana. Ma te la pensi una vita portata avanti tutta d’un pezzo? Non posso pensarlo…” Appunto smetti di pensare e vivi. Giorno per giorno.

Spesso mi prende la paura. Sei impegnata in una normale attivita’ quotidiana come lavorare, ad esempio, e basta una parola, un frammento di conversazione che la tua mette fa un salto all’indietro e ti riporta a quel tempo. A quando scommettevi sulla tua vita sottopondendoti a prendere un tot di veleni su cui puntavi tutto per salvarti. Ad aprile saranno passati tre anni. Si rompono le amicizie, i matrimoni, i rapporti di lavoro… Ma il rapporto col cancro non si rompera’ mai?

Se qualcuno due anni fa mi avesse detto: diventerai uno dei soggetti di un calendario avrei risposto siete matti? Neanche morta. Due anni dopo il cancro invece ho detto sì al calendario e mi sono fatta ritrarre a seno nudo insieme ad altre 11 donne e a un uomo. Perché? Perché… ho avuto il cancro e non sono morta. Che stupidaggine è mai questa, si dirà. Semplice: il cancro ha aggredito il mio corpo, le cure per sconfiggerlo lo hanno indebolito, mi hanno lasciato in eredità qualche problemino di salute da governare ma ora, dopo questa esperienza, il guscio con…