Blessing Calciati: intensità della sua mano sul foglio di carta che tratteggia e segna con forza quello che emerge dal suo sentire. Un sentire pescato nella profondità dell’animo che riaffiora e che fa a gara con quella forza, altrettanto intensa, che esprime con le parole nelle migliaia di poesie lasciate sui 32 quaderni.
Poesie e pensieri diventati un libro “La vita è un profumo“ uscito a maggio del 2025 edito da Baldini e Castoldi. Le presentazioni stanno percorrendo la penisola dove Giovanna Calciati la mamma adottiva di Blessing insieme a Chiara Ingrao curatrice del libro portano per far conoscere Blessing e far pensare chi ascolta e vede le immagini e i video proiettate durante gli incontri. Poesia e colore un tutt’uno in lei, in Blessing. Anche quel titolo della raccolta di poesie è come se lo ha dettato lei quando scriveva…
La vita è strana
la vita è un profumo che
devi saper mettere
tutti i giorni
“Sono versi scritti nel febbraio 2017 da Blessing Calciati. La sera del 24 maggio 2022 decide che lei, quel profumo l’indomani non l’avrebbe messo. Non sapeva più come metterlo. Stava per compiere 29 anni e l’aveva disimparato. Quel profumo svaniva, sempre meno durava. Dato al mattino, una traccia, ogni giorno più debole, ne restava la sera, Lo consumava di più in più ansia, rapidamente“.
Questo è l’incipit che apre il catalogo curato dal prof. Alberto Olivetti “Blessing Calciati” disegni carboncini acrilici pubblicato da Dario Cimorelli Editore in occasione della mostra “Pazienza stabile” (allestita con la collaborazione della gallerista piacentina Sandra Bozzarelli) che si è chiusa l’11 ottobre scorso nella sala esposizione della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il volume porta anche un’introduzione di Riccardo Muti.
Due forme di comunicazione dura, forte, senza sconti. E’ lì, nella scrittura e nella pittura, che Blessing tira fuori i demoni che riaffiorano dalla sua difficile vita passata nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza. Vissuta come una violenza che non svanisce con gli anni dal suo essere bambina in Africa e il suo divenire adolescente e giovane donna in Italia, a Piacenza. Una donna amata dalla sua mamma adottiva Giovanna Calciati. Una donna che lavora, s’impegna e libera con decisione le sue doti innate di artista indiscutibilmente molto molto dotata.
La sofferenza passata e presente diventa il tracciato della sua arte. Dello scrivere e del dipingere. Ma l’arte non svolge fino in fondo la sua funzione catartica, anche l’arte non aiuta a far durare il profumo che lei sentiva svanire… Non frena quei demoni che riappaiono, tormentano il suo desiderio “voglio vivere” come dice mentre commenta un dipinto “doppio” (qui sotto ritratte le due facce) come fosse una doppia se stessa e che la rappresenta dice con un fil di voce, “la mia storia“.
Africa, Italia e lei stessa in emtrambi i luoghi. In una registrazione commenta sottovoce: “Come si potrebbe mai definire un quadro così… un quadro cos. Certo si può eccome… è che racconta il mio passato racconta il mio essere. E racconta me“.


Due facce di una vita spezzata che non si ricompone. In un altro messaggio video gioisce con voce birichina e cristallina di chi confessa di aver comprato quaderni ecc “l’altro giorno ho fatto shopping… mi sono presa dei quadernetti, mi son presa tutto, le penne e arrivano domani…ehehe ti avevo promesso sdi non spendere i soldi e invece li ho spesi. Mi dispiace, mi sono fatta un regalo… arriverà tutto domani… okai? ormai … è fatta…“.
La voce di Blessing che lascia il segno. Un messaggio giocoso di chi da un lato lancia una sfida domestica alla mamma e che allo stesso tempo sembra divertirsi per aver portato a termine una piccola trasgressione alle raccomandazioni ricevute… Contenta di averla confessata apertamente e senza nascondersi. “Ormai è fatta”…
Quaderni e matite usate per dar sfogo ancora e ancora al bisogno di raccontare il tumulto che non sta fermo dentro di lei. I colori e le parole sono il medium necessario per tenere a bada quell’angoscia, quell’ansia che la divora. Ne parla in una poesia… (Anche questa richiamata nella prima pagina del catalogo)
“Tu mi chiami così?
ansia da prestazione!
Cioé
di nome fai Ansia
e di cognome fai Da Prestazione
Ok, ho capito!
Piacere
Hai un nickname per caso?
un soprannome che usano tutti!
Io mi chiamo Omorovbitye Efe
Osemweigie
Ma gli altri mi chiamano Blessing
Nelle situazioni formali mi chiamano
Efe
Gli amici più stretti Blex
Io da te preferisco Blessing Calciati
Però ansia
Credo di conoscerti da più tempo
anche se le presentazioni le facciamo
solo ora
Blessing Calciati. I disegni, carboncini e acrilici che ha portato all’esterno quello che lei nei suoi pochi anni di vita ha espresso sui fogli bianchi dei quaderni e poi su quelli da disegno.
E’ lì, su quei fogli grandi da disegno, che cattura con il colore ma anche per come trasferisce sui nostri occhi la sua visione della vita. Della sua vita. Ti spiattella il suo star male e chi guarda ne viene catturato perché quello star male così tradotto senza filtri e senza maschera è vero, tanto vero da entrarti dentro. Come se l’avessi sempre conosciuta Blessing.
Non l’hai conosciuta. Ti dispiace. Senti di aver perso tanto da quel calore di vita che esplode per togliere di mezzo i demoni, il lontano soffrire che ritorna, ritorna diventa forte e allora ecco i quadri. Opere che incantano. Sono andata a visitare la mostra in un primo pomeriggio prima che fosse smontata. Prima non ho potuto. Ho accolto l’invito di Giovanna ed è stato un tuffo al cuore. La sua immagine ad accogliermi con quel sorriso aperto, contagioso anche se non l’ho mai conosciuta. Al centro della sala in alcune teche alcuni dei suoi preziosi “quadernetti” e su un foglio lo studio per una parrucca.
Perché una parrucca? Mi spiega Giovanna che i capelli (rasta) erano la sua ossessione li odiava profondamente. Evocavano storie terribili che avevano vissuto i popoli come il suo, la schiavitù. Il sistema per domarli? Schiacciarli sotto una parrucca…
Da una prima annotazione ho notato che tanti dipinti non hanno titolo. Eccezioni sono i ritratti delle persone care diversi quelli dedicati a Giovanna, uno “Giovanna e Blessing” ritratti anche di se stessa come “Autoritratto con orecchino,” o , della sorella Sofia (a matita) “Questa sono io a colori”, un pastello su quaderno “Donna e bambino”. Titolati anche i lavori che contengono scritte tratteggiate sopra l’immagine come “Sii te sempre” e i dipinti di animali come “Tucano” e “Animali materici” ma anche “elefantino” e “Uccello giallo” “Rapace” ….

Come quell’occhio azzurro su fondo scuro carico di ciglia che guarda l’infinito. Come quel ritratto incompiuto dove sono proprio gli occhi i grandi assenti sotto il grande cappello armonioso che racchiude il capo di una donna dove il labbro superiore è appena accennato, ma non si completa con quello inferiore … come a dirci non voglio vedere, non voglio parlare più.

Autoritratto con cappello rosso (acrilico su cartoncino)

Una sofferenza tanto enorme da non poter essere sopportata.
Osservando nell’insieme i dipinti, i disegni, i bozzetti, le prove di tanti occhi abbozzati come fosse un’esercitazione scolastica, si ne osservano alcuni come “spezzati” E’ il caso del volto con un occhio maschile e uno femminile che “Senza titolo” (dittico) su cartoncino realizzato con acrilico e unito su cartoncino unito da nastro adesivo
ANIMA A FUOCO
Essenze dell’anima a fuoco
Marchio improntato
Non vuoi noia
Non ami nessuno
Non parli
Sei Logorroico Col Silenzio
Non mi vuoi aspettare
E così io ti prendo
così ti cullo
Non aspettare! Vai!
L’orizzonte ti aspetta
il tramonto ti aspetterà
Blessing Calciati (2021)
Blessing alcuni dipinti









Antonella Lenti
(info@antonellalenti.it)

Blessing, la mostra diventa itinerante tra Medesano, Spoleto, Perugia e Roma
Fonte Ufficio Comunicazione Fondazione Piacenza e Vigevano
Prima della conclusione della mostra programmata per domenica 11 ottobre, il 7 ottobre scorso si è parlato di “Poesia Pittura Politica”, una tavola rotonda concepita come occasione di confronto tra esperienze, sensibilità e generazioni diverse, nel segno della vicenda personale di Blessing Calciati e della sua ricerca artistica.
Nell’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, ne hanno discusso, oltre ad Alberto Olivetti, Luciana Castellina, già parlamentare italiana ed europea, giornalista e scrittrice, Pier Luigi Bersani, già parlamentare italiano ed europeo e presidente dell’ISREC di Piacenza, Eva Mazzoni, laureanda magistrale in Sociologia a Padova, Gladys Homedje, infermiera dell’associazione afrodiscendente Roots di Ravenna, Yasmine Faouzi, laureata in Scienze politiche e funzionaria della Pubblica amministrazione, e Chiara Ingrao, già parlamentare italiana e scrittrice, autrice del libro La vita è un profumo (Baldini+Castoldi, 2025) insieme a Giovanna e Blessing Calciati.
E ancora, domenica 11 ottobre, si è tenuto nel Cortile di Palazzo Rota Pisaroni, il finissage evento con reading dal libro “La vita è un profumo” a cura di Donatella Allegro, Alessandra Ramelli ed Evelyn Cantini, con musiche di Daniele Branchini.
La mostra con i lavori di Blessing Calciati avrà ulteriori sedi espositive, tra le quali sono citate la Sala dei Drappi del Castello di San Pietro in Cerro, Medesano (PR), Spoleto, Perugia e Roma. Alcuni quadri di Blessing sono stati esposti il 15 e il 16 ottobre a Ferrara ed a Ravenna in occasione della presentazione del libro “La vita è un profumo”.
Tra i tanti lasciti di Blessing Calciati, va infine citato il progetto “Dai sogni di Blessing al tuo”, che supporta giovani donne a realizzare un sogno che le aiuti a diventare “libere, indipendenti e buone”. Informazioni sul libro, sulla pittura, sulla poesia e sulla vita di Blessing sono riportate nel sito www.improntediblessing.it