MODA&MODI

La temibile frivolezza cambia pelle… anzi pelo e perfino piume

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I pantaloni calpestabili attraggono la nostra attenzione. Per due motivi. Il primo perché ci piace il rischio. Il secondo perché non sia mai che noi, adusi allo scoprire le novità, ci lasciamo sfuggire
una proposta della moda tanto… scomoda. Se così fosse, addio al nostro spirito frou frou che ci contraddistingue e che sempre ricerchiamo nonostante la composta serietà che ci contraddistingue nelle circostanze normali della vita. La leggerezza della frivolezza è un ingrediente di cui non si può
fare a meno. Viva la frivolezza. Prima di tutto perché aiuta a non prendersi
troppo sul serio nelle cose che si fanno. Una buona regola sarebbe fare
un bagno di leggerezza di tanto in tanto. Così per togliersi il peso di
pensare di essere quel genere di persone che ogni cosa che fanno, ogni
pensiero che esternano siano di quelli da incasellare nelle battaglie epocali. Diciamolo: non è così, è bene prenderne atto. Un altro must è la pelliccia
ecologica. Super brand del mondo della moda hanno fatto dell’animal free
il loro marchio di fabbrica, tanto che anche un concorso annuale si perita
di premiare la scelta di lasciar vivere gli animali con un “Oscar della
moda animal free”. Né pelo, né pelle, né piume è la nuova frontiera. Il
messaggio è chiaro: non c’è bisogno degli animali per coprire il nostro
corpo, possiamo dedicarci ad altro. La tecnica e la chimica vengono in
aiuto e dalle aziende del settore si sfornano metri e metri di materiale
che fa la parte del cuoio e fino alla pelliccia che però, grazie alla tecnica,
dà molto l’idea dell’animale vero. Ho qualcosa da ridire sul fatto che
si tratti di capi “ecologici”. E’ facile che se in casa ti si fulmina una
lampadina non ci sarà bisogno di torce a pila per fare luce. Basterà indossare
uno dei tanti giubbottini “finto-pelo” che, con il tuo movimento, produrrano
tante scintille e ullimineranno quasi a giorno… Farai tanta luce da far
invidia alla super luna vista in questi giorni… Chiamiamoli animal free
se vogliamo. Ma certo non ecologici. Tra la plastica e l’ecologia di spazio
ne corre. Ma è il mood di questi tempi e adeguiamoci come possiamo. Tutto
questo pelo è poi così necessario? Forse no. Il ritorno ai bei tessuti
di una volta non potrebbe essere una svolta? Questa sì davvero epocale.
Un modo anche per sfuggire all’ipocrisia dell’etichetta che promuove la
seria e impegnata dichiarazione dell’assenza di materiale animale ma poi
casca l’asino quando l’occhio cade sul prezzo. Quattro cifre. Alla faccia
della plastica!
Ma all’inizio parlavo di pantaloni calpestabili. Il meglio
sono quelli che si portano con le zeppe alte tanto da sfidare la gravità
e… provateci voi a non ruzzolare in fondo a una scala o tenere in equilibrio
testa, gambe e busto mentre una scala la state percorrendo in salita. Auguri.
Mi si racconta che l’estate scorsa una signora nel bagaglio per le vacanze
aveva inserito un bellissimo paio di pantaloni a zampa di elefante rigorosamente
vintage trovati sulle bancarelle di obei obei che si moltiplicano in ogni
piazza. Originali degli anni Settanta e quindi da portare come era d’obbligo
in quel decennio di grandi stravolgimenti. Così la signora in questione,
molto fiera dell’acquisto, li ha esibiti durante tutte le vacanze cambiando
maglietta, camicetta, giacchetta, ma tenendo la barra ferma sui pantaloni
a zampa completati dai sandali con la zeppa. Sennonché un bel giorno (ma
non è una storia a lieto fine) per attraversare la strada la malcapitata
ha dovuto accelerare il passo. E si è manifestata così quella combinazione
astrale della sfiga che ha portato l’orlo dei pantaloni eccessivamente
lunghi a finire, per fatalità, come si dice in questi casi, sotto la zeppa
e la povera signora è caduta sulle strisce dell’amena località di mare
decretando non solo la fine dell’agognata vacanza, ma rimediando anche
diverse fratture. Immortalate sulla via della moda e in fatto di gravità
non c’è pantalone che tenga. La regola è sempre la stessa. Comincia a farsi
strada il sospetto che le soluzioni improbabili delle creazioni femminili
nascondano anche un qualcosa di insidioso. Da scoprire the incredible mind
che pensa queste cose per arricchire di trabocchetti le fantasie femminili
del look. Le offerte di pantaloni calpestabili si sprecano in ogni angolo.
Ci sono anche quelle plissettate a gamba larghissima. Un’impresa camminarci
figurarsi poi se ci si deve andare in bicicletta. Talvolta si ha l’impressione
che queste cose siano pensate per persone per le quali l’abito non è altro
che un oggetto da esibizione e non già un qualcosa di utile quotidianamente.

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