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Occhio alle unghie delle donne…tornano a graffiare

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outfit di strada rubrica uscita su Libertà il 29 febbraio 2016
appuntamento ogni lunedì

Chi non si fa le unghie zotica è. Sul refrain potrebbe
partire la musichetta, quella ritmata che si sente negli stadi, utile a
rafforzarne il significato. E’ scoppiata la nail mania e, ad ogni angolo,
spuntano specialisti delle unghie, veri e propri negozi che con poco ti
garantiscono la trasformazione delle mani. Grazie alle unghie.
Da qui
la corsa per farsi unghie da design che danno tono e classe non comuni.
Ci si inventano le soluzioni più fantasiose, da vere e proprie progettiste
del look. Il fornetto che fissa la resina (lunga quanto si vuole, della
forma che si vuole e con i colori che si vuole) è un’invenzione di quelle
che potrebbe fare il paio con il phon, i bigodini, le tinte per colorare
i capelli e, via via più in grande, la lavatrice e tutto quello che ha
dato una mano alle donne, una mano pratica e morale. Viva il fornetto.
Per le più ruspanti (e mi ci metto anch’io) che le unghie le ha sempre
inghiottite voracemente, il fornetto richiama alla memoria altri usi più
comuni. “Che fai ti scaldi una pizza?” “No, che dici, mi faccio le unghie”.
“Le unghie?” “Ma come non lo sai?” Ti esce una corazza tale che ci puoi
fare 30 lavature di piatti, 20 bucati e poi una passata di crema, infili
un tubino nero e ti fiondi fresca come una rosa all’appuntamento più importante
degli ultimi mesi…
Mani di fata. Sono le unghie a darti quel tocco irresistibile
nel tuo gesticolare armonioso, tanto da disegnare arabeschi nell’aria come
fosse una danza del ventre tracciata con le mani. Ah le unghie! Magnificenza
della bellezza. Quanto poco basta per essere perfette. Poco? Una parola!
Quanto tempo e quanti soldi servono per farsi le unghie? Unghie che sembrano
scolpite quando sono appena fatte, ma che hanno quasi del mostruoso quando,
passato il periodo del fissaggio, le falde si staccano da sole. Non serve
che gratti una corteccia o il divano di casa, cosa di cui sono esperti
i gatti. Se ne vanno semplicemente. Restano ex mani di fata da portare
in riparazione. A me, ignara delle diavolerie più recenti dell’arte dell’apparire,
una graziosa signora aprì un giorno la porta dell’arcano unghie. Mi fece
entrare in questo mondo raccontandomi di come lei (ancor prima che dilagasse
la moda, si parla di circa una decina di anni fa) avesse un luogo magico
dove, una volta al mese, andava per farsi le unghie. Il risultato me lo
mostrava con orgoglio: lunghe al punto giusto, spesse e adunche quel tanto
che basta a comunicare una certa autorità e… rosse, rosse come lacca
cinese.
“Come fai a ottonere questa perfezione?” Le chiesi. Nella frazione
di un secondo, in attesa di risposta – giusto per sminuire la perfezione
che dà sempre un po’ di mal di pancia – ho pensato, va bè questa certo
non lava i piatti e l’ho vista nel suo mondo rosato e rallentato tendere
il braccio e osservare a distanza la mano imbellettata con un pennelletto
nell’altra per metter giù i ritocchi… poi la sua risposta mi ha riportato
alla realtà: “Ma che dici, faccio regolarmente i lavori di casa. Sono unghie
speciali. Finte? No altro che finte, sono le mie, è un sistema nuovo che
fissa il colore e resiste per un mesetto e poi le rinforza. Provalo. A
Milano ci sono i saloni che lo fanno. Anche dalle parrucchiere…” Bang,
bang. Sveglia ragazza!
Ovunque ti giri unghie a pois rosso su bianco,
bianco su nero… giallo sul verde. Unghie a righe. Una diversa dalle altre,
guai a presentarsi trasparenti o addirittura senza alcuna decorazione.
Casalinghe, dottoresse, ragazze, donne adulte, donne anziane. Non si salva
nessuna e ad ogni stagione arrivano colori nuovi. Nell’imminenza della
primavera si affacciano i colori pastello, a richiamare il bouquet fiorito
che presto pennelleranno il nostro giardino che non sta più nella corteccia
dall’ansia di uscire dal monotono marrone sotto cui si è celato per tanti
mesi. Quindi via libera agli azzurri come i sottili iris o le scille profumate,
rosa come giacinti che svettano dai vasetti quando ancora il risveglio
primaverile è lontano e poi giallo paglierino come taluni narcisi che presto
punteggeranno il verde prato in procinto di risvegliarsi. Unghie colorate,
tenui e perfino profumate tanto è il potere della suggestione.
Però un
cruccio resta. Con la scoperta della resina che cuoce nel fornetto e rende
le unghie coriacee su che parte del corpo sfogheremo le ansie? Quali altri
percorsi di autofagia si potranno aprire? Da vedere.

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