MODA&MODI

Lei è molto glam… come si permette, “glam” sarà sua sorella

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AUTOFIT DI STRADA Rubrica uscita su Libertà il 1° febbraio 2016
Appuntamento ogni lunedì con Libertà, quotidiano di Piacenza

Il lessico della moda è un pianeta sconosciuto che
affiora anche quando si potrebbe parlar semplice.
Durante una passeggiata
mattutina mi sono infilata in un magazzino per curiosare tra gli scaffali.
Sono stata accolta da una signora con voce suadente che dall’altoparlante
mi invitava a comprare on line e a ritirare in store qualsiasi cosa avessi
scelto. Comodo, se mai avessi voluto comprare qualcosa.
La community della
moda – così sembrava da quell’invito all’acquisto – mi avrebbe accolto
volentieri e avrei potuto sentirmi virtual glam. Chi ci capisce è bravo.
Sfogliando le riviste, navigando in internet sembra di entrare in un’altra
dimensione del linguaggio. Un mondo esclusivo riservato alle “vittime della
moda” tra cui, pur non avendo conoscenze specifiche, mi devo a malincuore
iscrivere, vista la tendenza manifesta. Linguaggio a parte, sono le figure
di quelle pagine la vera bussola per comprendere. È pur vero che la moda
è internazionale e parlarne nella lingua globale fa moda in sé…
Francamente
non capisco un’acca di tutto questo florilegio di clutch  o pochette (quasi
antiquato) per dire borsettina, di pumps che sta per scarpa a tacco 12
che “gonfia” l’altezza, alza a dismisura la lunghezza delle gambe tanto
da far sembrare fenicotteri urbani chiunque non abbia una proporzione del
corpo armoniosa. Ma le pumps sono glam e fanno parte dei must have di tutte
le donne che si sentono di appartenere alla community delle fashion victims
convinte molto cool, non vittime.
Pumps. Come ci si possa sentire a quelle
altezze camminando per strada tra i cubetti di porfido non si sa. Mah!
Invito a provare in una qualsiasi zona del centro. E allora se in quei
frangenti – nel pieno del tentativo di non farsi travolgere dalla forza
di gravità – qualcuno osasse dirti, “con quelle scarpe è proprio glam”
sarebbe assicurata una ripostaccia Glam? Ma lo dica a sua sorella! (con
un sottinteso, non vede che sto quasi cadendo?). NOn ruzzolare è infatti
un’impresa. E poi, poveri piedi! In bilico su 12 centimetri di altezza
per tutto il giorno, così si ricorre ai rimedi classici. Uscire di casa
con le sneakers e portarsi nella shopper bag le tacco 12 da calzare in
ufficio seminando invidia tra le colleghe e ammirazione tra i colleghi
che ti guardano con occhi da triglia tanto che dietro al sipario del loro
sguardo intravedi ben altri racconti. Ma tant’è.
A New York la shopper
con le “12” non è una novità da anni. Tante donne e ragazze sulla Fifth
corrono con le scarpe da jogging e poi d’improvviso arriva il cambio di
calzari e si è pronte per l’ufficio. Forse non sarebbe così complicato
e macchinoso se invece di portarsi le scarpe di scorta si scegliessero
normali décolleté  (si usava dire così negli anni in cui la moda era dettata
dalle sartine professionali e non dalle griffe) con tacco massimo sei centimetri
(è già da acrobate), ma sarebbe … troooooppo antico! Il tacco 12 è un’invenzione
a cui chi ha l’ambizione di essere trendy deve sottostare altrimenti esci
per forza… dalla community delle fashion victims. Le scarpe – che qualcuno
interpreta come l’esternazione di bisogni affettivi non meglio precisati
– sono tra gli oggetti più ricercati per un look alla moda, puoi indossare
uno straccetto di jeans, ma se hai le scarpe vertiginose ti senti a posto.
E’ come dare carattere a qualcosa che altrimenti sarebbe sciatto.
Talvolta
dalle pumps si scende per salire, su veri e propri battistrada da cammino
che assomigliano alle calzature di Frankenstein e che trasmettono un che
di molto hard-rock alla figura e all’abbigliamento dando un tocco aggressivo
che per strada non guasta mai.
Ma anche in questo caso è questione di
gambe. Incontri certe ragazze che camminano altere e sicure poggiate su
tanto spessore. Certo, l’altezza sotto i piedi dà sicurezza (soprattutto
se la statura non è da passerella) e tronchetti di questa foggia garantiscono
stabilità. Ma sono le proporzioni a stonare un tantino. Così ti chiedi
come possano gambette così esili portarsi dietro tanta gomma. Per tacere
delle ginocchia sofferenti e a rischio di cedimento improvviso. Ma tutto
si sopporta. Ogni sospiro che arrivi dalla moda è irresistibile. Bisogna
essere cool. Potere del lessico della moda, pianeta sconosciuto, ma dominante
nel cielo astrale delle fashion victims.

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