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Pediluvio? I “Garra rufa” si mettono al lavoro. Pelle da neonato garantita

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outfit di strada. Pubblicato su Libertà del 18 aprile 2016
Appuntamento con la rubrica ogni lunedì

Estate. Sopratutto d’estate tutto si gioca sul miracolo
della ritrovata giovinezza. La frontiera della bellezza non conosce limiti.
Almeno qui non vengono eretti muri. Via libera alle stravaganze, alle provocazioni
e al paradosso. Alle gambe senza calze che metteranno in mostra anche i
piedi, solitamente una parte del corpo negletta e calpestata per sua natura
che sta però scoprendo un nuovo risveglio. Ci troviamo di fronte a tante
promesse di prodotti miracolsi che garantiscono nuova luce: rughe che si
stirano da sole, zampe di gallina che se ne vanno in freezer per congelarsi,
quei taglietti malefici e sottili che si moltiplicano di giorno in giorno
intorno alle labbra che fanno effetto avvizzito, quelle macchie che anneriscono
il viso e lo spengono…
Quando invece d’estate è la luce che irrora la
bellezza della natura e di tutti noi, ma la luce mette in risalto i difetti,
si sa. In estate i tappeti sotto cui nascondere le magagne si arrotolano
e si mettono da parte e così tutto torna drammaticamente fuori. Via maglioni,
via cappotti, cappelli e sciarpe e fuori l’età che avanza. Anche nei piedi
che, come le mani, sono per così dire un “annometro” incorruttibile. Puoi
ritoccare gli zigomi, la zona intorno alle labbra, il naso, ma la pelle
delle mani come quella del collo e dei piedi non tradisce. Se l’età degli
alberi si misura con gli anelli che crescono e che formano la loro circonferenza
(allo stesso modo, spesso, le nostre circonferenze addominali si allargano),
sono le mani e i piedi l’indicatore che segna il tempo. Inesorabile e bastardo.
Come fare per depistare tanta crudeltà?
Quanto ai piedi la soluzione più
nuova e stupefacente e l’utilizzo dei pesci per la pulizia. La chiamano
fish therapy oppure fish pedicure.
«Facciamoci un tuffo nella vasca con
i Garra rufa?» «Te ne vai di nuovo in vacanza? Stavolta vai ai Caraibi?»
Chiede un’ignara amica alla quale stai per confidare la tua nuova scoperta.
«Ma non dire sciocchezze» le rispondi. «I Garra rufa sono una mano santa
per i piedi. Non esiste altro per render la pelle morbida e ora che andiamo
verso l’estate anche i piedi devono avere la loro attenzione. Tra poco
sandali scollati, infradito, i piedi da svelare dopo mesi schiacciati nel
cuoio o nelle sneakers hanno bisogno di una ripassata».
Cosa può esserci
di meglio dunque di un abboccamento con i Garra rufa? «Ti circondano i
piedi – racconti con entusiasmo – prendono di mira ogni centimetro di pelle
che mostra tutta la stanchezza di un inverno nelle scarpe e con la loro
boccuccia ti accarezzano puliscono, puliscono ininterrottamente e alla
fine che ne esce? La morbidezza di un neonato. Fidati. In altri paesi hanno
già fatto boom. È la nuova moda. Provalo e non ne farai più a meno». Garra
rufa, piedi a mollo in vetrina. Per la prima volta li ho visti in Danimarca.
È ora sembra spopolino anche nello stivale dalle Alpi alla Sicilia. Sicilia,
mah, terra a tre punte circondata dal mare e c’è bisogno di una vasca con
i pesci per tenere in ammollo i piedi? Pare di sì.
A Copenaghen sulla
Stroget, la via dello shopping, vedo in una vetrina quattro persone comodamente
sedute in poltrona a leggere una rivista. Nessuna sorpresa, potrebbero
essere in attesa dal parrucchiere. Abbasso lo sguardo: hanno i pantaloni
arrotolati fino al ginocchio e i polpacci nudi. Che sia scoppiato un tubo
del bagno e i malcapitati siano stati arruolati per dare una mano ad asciugare
l’interno del negozio? Intorno il passeggio è placido, persone sorridenti,
scherzose camminano con quella scioltezza che non fa pensare a nessun guaio.
Non ci sono pompieri, nessuna mobilitazione tutto sembra scorrere con la
solita flemma scandinava. La curiosità è forte e osservo meglio. Quelle
quattro persone sono lì per una ragione: il pediluvio. Sembrano soddisfatti
di mostrarsi in pubblico. Mi avvicino alla vetrina e appiccico il naso
al vetro come una ventosa. Salutano e con un sorriso largo e bendisposto
sembrano lanciarti un invito: vieni accomodati, non sai che goduria. Resto
un po’ sulle mie «strano modo di fare pediluvi in pubblico», penso. Quanto
a stranezze i nordici la sanno lunga. Ma no, non può essere solo stravaganza.
Bisogna approfondire. Guardo meglio e i piedi sono coperti di bestiole
piccolissime. Ce ne sono tante che danzano intorno e i piedi ne sono quasi
coperti. Che orrore, che cavolo fanno? Garra rufa al lavoro. Nulla di nuovo
sotto il sole. C’era chi faceva il bagno nel latte di asina, oppure la
medicina per lungo tempo si è affidata alle sanguisughe. Ritorno al passato.
E si riparte dai piedi.

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