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Scuole aperte ed e’ subito pidocchi

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Trendinite. Malattia acuta da cui è affetta almeno la metà della popolazione femminile e che sta contagiando anche i maschi di tutte le età. È la chioma, prima ancora dell’abito, che i mister nostrani mettono sotto esame, compreso quel resto di peluria visibile che portano appesa al corpo.
È diverso il trattamento riservato a seconda che i peli siano sul petto, sulle gambe o sulla faccia o in testa.
Se i cultori della barba si diffondono e le strade si animano di Hipster che si esibiscono con barboni spessi e lunghi almeno tre-quattro centimetri, per i capelli il percorso è contrario.
Soprattutto se si tratta di adolescenti, stai certa che il giovane si presenterà con una rasatura a “rapanello” fino alla sommità della testa da cui poi si dipartirà un “terrazzino” di capelli falciati dritti e svettanti come fosse un prato all’inglese. Trendinite acuta per le donne che, indipendentemente dalla loro forma, dalla loro altezza e dal portamento, si ostinano a portare scarpe “impacaltura” che, se per caso si trovano a passeggiare su un selciato di pietra tanto levigata dal tempo e dal passaggio da sembrare tirata a lucido con il folletto, rischiano di franare a gambe all’aria. Con buona pace della loro schiena e del loro amor proprio. Amor proprio del resto già riposto in cantina da quel dì: nel momento in cui anche loro, come gli speculari amici e compagni maschietti, giocano con la tavolozza dei colori sperimentando combinazioni con i loro capelli. La tortura dei capelli l’abbiamo provata tutti. C’è stato anche chi ha deciso un giorno di farsi bionda sapendo che l’esperimento non sarebbe durato lo spazio di un millimetro di crescita che già sarebbe ritornata scura.
Bene quella sciagurata pensò bene di andare a farsi fare un paio di scatti per presentare i documenti per la patente un minuto dopo che l’operazione decolorazione era stata compiuta. Dell’assurdità dell’operazione non si era resa conto se non quando presentandosi all’esame di guida i capelli erano già tornati bruni. Ma sui documenti comparivano due persone diverse. Sullo statino in mano al funzionario era bionda, l’originale in carne e ossa era bruna e la persona sul documento era più giovane di diversi anni. L’esaminatore si limitò a una battuta altrimenti la malcapitata avrebbe rischiato di essere ricacciata indietro con l’invito a riflettere bene su quale fisionomia voleva assumere. Cose che si fanno a 18 anni…
A proposito di capelli di questi tempi che son cominciate le scuole per grandi e piccini si è già presentata la iattura, una quasi classica di autunno per elementari e medie. I pidocchi. Nelle scuole piacentine si sono presentati fedeli alla tradizione e hanno intaccato le chiome di tanti pargole/i e soprattutto rovinato le giornate ai genitori che l’invasione annuale dei pidocchi son capaci di sognarla anche di notte. Incubi notturni in cui, come fossero una setta segreta, si danno convegno nella cantina di qualche malcapitato genitore di ragazzini colpiti dal morbo e studiano la combinazione chimica più appropriata per debellare quell’invasione.
E cominciano le dissertazioni più incredibili. Durante gli incontri si portano le esperienze dei genitori che sono stati in trincea contro quel nemico invisibile, tanto piccolo che si nasconde e depone le uova si moltiplica per milioni nelle chiome dei piccoli malcapitati. E attenzione, non se ne vanno tanto facilmente. Depongono le uova e se gli animaletti scompaiono e ti senti orgoglioso di aver vinto una battaglia, di lì a poco ti rendi conto che non hai vinto la guerra. Per niente.
Ora tutta la famiglia si mobilita e va in battaglia contro i pidocchi. Chi ha il compito di pettinare i bambini, chi propone un bel taglio netto alla chioma, ma lo stesso bambino punta i piedi e, come un novello Fonzie, pur di salvare i ricci si nasconde la testa nella shopper di plastica del supermercato. “Se non altro” urla alla mamma che lo insegue con le forbici “li prenderemo per asfissia…”. Ma nulla da fare. Le bestioline stanno bene su cotante teste brillanti e si intrattengono il tempo che ritengono necessario. A nulla servono i tentativi messi in campo. Anche chi suggerisce misure drastiche come addirittura petrolio con olio profumato ha messo in conto tante sconfitte. Ci vogliono settimane per avere la meglio, chi parla di mesi. Poi una mattina, davanti alla scuola, arriva una mamma navigata sull’argomento. Le sue parole gelano tutti. “Tranquilli, mettetevi il cuore in pace… fin che c’è scuola ci sono i pidocchi”.
Quanto manca alle superiori?

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