Questa è una ricostruzione-testimonianza di alcuni fatti di quei giorni.
REWIND- LE DATE CRUCIALI
Era GIOVEDì 20 FEBBRAIO 2020 (tre volte 20…) era in programma la cena benefica organizzata da Armonia (associazione delle donne operate di tumore al seno) per raccogliere fondi. Tutti ignari eravamo su quello che stava succedendo là, di là da Po. Ad un certo punto della serata si diffonde una triste notizia che riguarda un giovane piacentino in vacanza. Si diffonde tra i presenti e i commenti si concentrano su quella sciagura.
La cena finisce, ci si saluta, strette di mano, baci, abbracci. Era nella norma tra persone che si conoscono o si sono conosciute quella sera stessa al tavolo del ristorante. Bene. Fine serata. In quel momento per noi il Coronavirus era una faccenda che stava a migliaia di km di distanza. In una provincia cinese.
Arriva VENERDì MATTINA 21 FE BBRAIO 2020 la radio apre con la notizia “caso di coronavirus all’ospedale di Codogno. Gravissimo un giovane 38enne con polmonite bilaterale…”
Come, a Codogno? A due passi da Piacenza. Tra Piacenza e Codogno ci sono rapporti quotidiani, tante persone da là vengono a lavorare qui… in tanti si passano il testimone sul ponte del Po, lavorano nel Lodigiano e dormono a Piacenza e viceversa…
Il virus sarà già tra noi? Fuori la vita scorre normale. Le persone non parlano d’altro, ma hai sentito a Codogno? Ci saranno altri contagiati? E Piacenza come sarà… il tam tam è di questo tenore. La giornata passa con una grande incertezza. Codogno fa più effetto di Whuan. E’ praticamente qui: “di là da Po”, come si dice a Piacenza. La giornata si chiude.
Finalmente SABATO MATTINA 22 FEBBRAIO 2020 a Piacenza c’è il mercato. Un mercato di saldi e quindi con tante possibili occasioni da scovare sulle bancarelle. Alcune mancano perché in questo periodo fanno le ferie. Ci sono gli spuntisti e i posti sono praticamente al completo. Il caso “Codogno” fa scalpore, se ne comincia a sapere di più.
Ci sono persone che conoscono il giovane perché amico di amici. Ma il coronavirus resta sullo sfondo. Quella stessa mattina, come sempre, vado a bere un caffè in un bar della piazza. Sono al banco in attesa della tazzina ed entra un signore alto, grosso, vestito con cose pesanti e il cappello in testa. I baristi lo guardano sgranando gli occhi…