SALUTE - SERPE IN SENO

Tumore al seno 900mila donne nello screening. Ogni anno 4.500 casi. Sopravvivenza 89 per cento. La campagna informativa di Emilia Romagna ed Europa Donna

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Prendere per mano la donna, accompagnandola passo passo lungo tutto il percorso diagnostico e terapeutico, senza lasciarla mai sola. Offrirle una diagnosi precoce, cure innovative e sostegno grazie a strutture all’avanguardia e ad equipe multidisciplinari altamente specializzate. Darle, quindi, maggiori probabilità di sconfiggere la malattia rispetto alle strutture sanitarie non dedicate.

È quello che fanno i Centri di senologia per la prevenzione e la cura del carcinoma mammario, una rete che in Emilia-Romagna è attiva dal 2018 e può contare su 12 strutture localizzate su tutto il territorio da Piacenza a Rimini. Per farle conoscere sempre di più e meglio, parte in questi giorni una campagna di comunicazione realizzata dalla Regione in collaborazione con Europa Donna Italia e presentata a Bologna. 

In Emilia Romagna al via la campagna di comunicazione di Regione e Europa Donna Italia per far conoscere la rete regionale dei Centri di senologia, 12 quelli attivi da Piacenza a Rimini. Bonaccini e Venturi: “Luoghi di alta specializzazione che offrono il meglio in termini di professionalità e cura”

Tre locandine, un manuale informativo e un video per sapere perché è importante curarsi in questi Centri, capire dove e a chi rivolgersi, qual è la struttura più vicina. Materiale che sarà diffuso sui social media e sui siti web di Regione e Ausl, distribuito nei Consultori familiari, nelle sale d’attesa delle strutture sanitarie, nelle Case della salute, nei Centri di mammografia e screening di primo livello e nei Centri di senologia. Affinché sempre più pazienti sappiano – come recitano le locandine – che ‘Contro il tumore al seno l’Emilia-Romagna è un grande alleato’; ‘In Emilia-Romagna le donne non sono sole di fronte al tumore al seno’; ‘In Emilia-Romagna la possibilità di sopravvivere a un tumore al seno aumenta’. Grazie, appunto, ai Centri di senologia: ‘Scopri quello più vicino a te su salute.regione.emilia-romagna.it/centrisenologia’.

Parliamo di una patologia che in Emilia-Romagna è responsabile del 29% dell’incidenza dei tumori maligni tra le donne e del 15% della relativa mortalità, con oltre 4.500 nuovi casi all’anno. Ma che al contempo colloca la regione al vertice in Italia in termini di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi: 62,4% per tutti i tumori e 89% per quello alla mammella. (Dati IX Rapporto nazionale “I numeri del cancro in Italia” curato da Associazione Italiana di Oncologia Medica e Associazione Italiana dei Registri Tumori). 

“Diamo il via a una campagna di grande utilità, che siamo contenti di poter realizzare assieme a un’associazione impegnata da anni nella tutela dei diritti delle donne su prevenzione e cura del cancro al seno- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi-. È fondamentale che le pazienti capiscano cosa significa poter contare su un Centro di senologia: avere maggiori chance di essere curate al meglio, secondo elevati standard internazionali e da personale altamente specializzato; non dover andare personalmente alla ricerca del chirurgo o dell’oncologo, ma essere seguite da equipe multidiscipli­nari durante tutto il percorso diagnostico e terapeutico. Significa avere a disposizione strutture di alto livello organizzate secondo criteri scientifici precisi, condivisi a livello internazionale, le cui pre­stazioni vengono valutate periodicamente e confrontate, in cui si assicura l’aggiornamento sia del personale sia della strumentazione utilizzata. Vuol dire, ancora, avere la possibilità di partecipare a studi clinici multicen­trici, nazionali e internazionali, e avere accesso alle terapie più innovative. In Emilia-Romagna queste strutture ci sono- concludono presidente e assessore- e vogliamo che sempre più donne le conoscano e le utilizzino. Non abbassare la guardia e fare sempre meglio sul fronte dell’assistenza: continueremo a muoverci secondo questa linea”.

“La campagna di comunicazione rivolta all’opinione pubblica dell’Emilia-Romagna sui centri di senologia è il frutto di una collaborazione virtuosa tra Europa Donna e la Regione per raggiungere un obiettivo importante: quello di far conoscere bene le strutture di eccellenza, presenti sul territorio, dedicate alla diagnosi e alla cura del primo tumore femminile- dichiara Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia-. Questa iniziativa è un segno di grande sensibilità della Regione verso un volontariato attivo e collaborativo con le Istituzioni per le pazienti che fruiscono dei servizi sanitari regionali. Ci auguriamo che tutte le Regioni d’Italia seguano l’esempio dell’Emilia-Romagna e informino adeguatamente le donne dell’esistenza delle breast unit regionali, affinché tutte possano accedervi e siano curate e assistite come prevede la legge nel proprio territorio. La conoscenza delle breast unit da parte delle donne che affrontano un tumore al seno- aggiunge D’Antona– le agevola nell’accesso alle cure, risparmiando loro perdite di tempo e difficoltà logistiche. Quindi benvenuta una comunicazione puntuale e mirata al territorio come questa, specie se svolta in sinergia tra Istituzioni locali e l’associazione di volontariato per i diritti delle pazienti”.

L’impegno della Regione, dallo screening gratuito alla Rete dei Centri di senologia

Vicini alla donna dalla prevenzione alla cura. Dalla metà degli anni ’90 in Emilia-Romagna è attivo il programma di screening mammografico, attualmente rivolto a tutte le donne (residenti/domiciliate) dai 45 ai 74 anni: oltre 900.000 in regione; viene coinvolto il 100% delle donne ‘bersaglio’, con un’adesione del 75%, a cui si aggiunge un ulteriore 10% che effettua la mammografia al di fuori del programma. Un servizio che ha visto via via aumentare in intensità e accuratezza la sua azione: negli anni sono state allargate le fasce di età invitate e nel 2012 è stato introdotto un percorso, primo in Italia e completamente gratuito, per l’individuazione e la sorveglianza delle donne a rischio ereditario di tumore alla mammella/ovaio. 

Per migliore ulteriormente il percorso di screening, diagnosi tempestiva, terapia e controllo che già collocava l’Emilia-Romagna ai vertici in Italia per il tumore al seno, nel 2018 la Regione, in attuazione alla normativa nazionale, ha attivato 12 Centri di senologia(uno per provincia, due a Modena e tre per l’area Metropolitana di Bologna). Strutture di riferimento che lavorano con standard di qualità, modalità organizzative e di funzionamento uniformi, garantendo un modello altamente specializzato in tutte le fasi del percorso diagnostico-terapeutico e assistenziale, dalla prevenzione al follow-up post-trattamento del tumore alla mammella. Tutti i Centri di senologia garantiscono alti volumi di interventi chirurgici e nel 2018 hanno trattato il 96% delle donne operate per tumore della mammella in Emilia-Romagna./EC

Fonte Agenzia regionale d’informazione

Nella foto di copertina la conferenza stampa, con Rosanna D’Antona, Stefano Bonaccini e Sergio Venturi

Ogni anno, in Italia, si diagnosticano circa 55

Diagnosi e cura del carcinoma alla mammella: il contesto

Ogni anno, in Italia, si diagnosticano circa 55.000 nuovi casi di carcinoma della mammella. L’incidenza di tale neoplasia (1 donna su 8) è in lieve aumento ma, come dato estremamente confortante, è in costante diminuzione la mortalità (circa lo 0.6% anno). L’Emilia-Romagna presenta un tasso di sopravvivenza a 5 anni pari all’89%, il più elevato in Italia.

La riduzione della mortalità è in grande parte da attribuirsi alla possibilità su tutto il territorio nazionale di aderire ai programmi di screening mammografico. In regione Emilia-Romagna tale programma è attivo dal 1997 con ottima adesione (circa il 75%, molto più elevata della media nazionale che si attesta sotto il 50%) e con significativi risultati sulla riduzione della mortalità. L’Emilia-Romagna è stata la prima Regione italiana, tra l’altro, ad estendere la fascia di età, per gli inviti, dai 45 ai 74 anni, rispetto alla classica fascia 50-69; inoltre, nel 2011 è stato istituito un percorso per la valutazione del rischio individuale eredo-familiare, al momento unico in Europa, con presa in carico e sorveglianza specifica nei casi a elevato rischio. Tutto ciò ha richiesto importanti impegni organizzativi, ma ha consentito di diagnosticare un ulteriore significativo numero di lesioni in stadio precoce, riducendo pertanto l’incidenza di tumori in fase avanzata.

Il secondo fattore che ha determinato la riduzione della mortalità è dovuto all’impiego sempre più mirato di nuovi farmaci che la ricerca clinica e traslazionale ha messo a disposizione per le donne affette da carcinoma mammario. Una perfetta valutazione del profilo biologico della neoplasia, grazie a professionisti dedicati ed esperti, è oggi imprescindibile per potere utilizzare al meglio tali farmaci e offrire alla paziente una terapia personalizzata.

Oltre alla riduzione della mortalità si assiste oggi, grazie alle moderne tecniche chirurgiche, ad un importante miglioramento della qualità di vita: la diagnosi precoce oggi ci permette in circa il 75% dei casi di eseguire un intervento chirurgico conservativo, con un indubbio vantaggio in termini di qualità di vita, dal momento che tale intervento interferisce in misura molto minore sul grave impatto psicologico provocato dalla chirurgia radicale (mastectomia).

Purtroppo, ancora oggi, il 25% dei casi viene sottoposto a un intervento chirurgico demolitivo dove però è quasi sempre possibile eseguire contestualmente una ricostruzione mammaria che contribuisca a ridurre notevolmente il disconforto della mutilazione.

Anche le tecniche radioterapiche si sono evolute nel tempo, riducendo i tempi di trattamento e l’incidenza dei già rari effetti collaterali che la metodica determinava.
Nuovi farmaci sono arrivati anche nella pratica clinica per il tumore della mammella metastatico, ed oggi in molti casi è possibile, se non guarire, cronicizzare la malattia e consentire alla donna numerosi anni di sopravvivenza con una buona qualità di vita.

Per ottenere tutti questi risultati è però indispensabile che la paziente venga trattata in Centri di riferimento e che la strategia di trattamento sia decisa, non più da un singolo, come accadeva nel passato, ma da un team multidisciplinare costituito da professionisti dedicati alla cura del carcinoma della mammella.

Già nel 2006 il Parlamento Europeo esortava gli Stati Membri ad istituire Centri di Senologia (Breast Unit) per il trattamento multidisciplinare di questa neoplasia così frequente e dava tempo 10 anni per la realizzazione di tali Centri. Venivano chiaramente esplicitati anche i requisiti indispensabili che questo centro doveva possedere: fra i principali, trattare come minimo 150 casi di tumore maligno/anno, dotarsi della presenza di un team multiprofessionale e multidisciplinare costituito da radiologo, anatomo-patologo, chirurgo, radioterapista, oncologo, infermiere case manager tutti dedicati alla patologia, in grado di discutere collegialmente ogni singolo caso sia nel preoperatorio che nel postoperatorio.

La letteratura è ricca di contributi che sottolineano che trattare il carcinoma mammario in modo multidisciplinare all’interno di un Centro di Senologia migliora la sopravvivenza in percentuale consistente: esperienze anglosassoni riportano una riduzione della mortalità fino ad un 18%.

La donna che afferisce ad un Centro di Senologia può beneficiare inoltre di un percorso facilitato grazie alla programmazione e prenotazione degli esami da parte in particolare dell’Infermiere Case Manager, dalla fase diagnostica fino al follow-up.

La Regione Emilia-Romagna, seguendo le linee di indirizzo del documento del Ministero della Salute sulle Reti Oncologiche e della delibera della Conferenza Stato Regioni, ha istituito, con la delibera regionale 345/2018, 12 Centri di Senologia su tutto il territorio regionale che rispettano i migliori standard e requisiti europei di qualità delle cure.

Nella nostra regione, oggi, ogni donna affetta da carcinoma della mammella ha così la possibilità di sapere precisamente dove rivolgersi per affrontare la patologia, consapevole che lì può essere trattata con la massima efficacia da professionisti dedicati, secondo le linee guida più moderne e, soprattutto, può essere accompagnata passo per passo e facilitata nel suo percorso diagnostico e terapeutico.

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