SALUTE - SERPE IN SENO

2024 – “La serpe” è tornata. Non l’aspettavo

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“La serpe” è tornata. Non lo aspettavo. Il primo impatto è stato brutto. Bruttissimo. Poi come per 13 anni fa (ma con maggiore lentezza) ho preso atto che la realtà è questa e farò quello che è necessario. Arrivare a questo punto mi è costato qualche notte insonne, un’altalena di dubbi, valutazioni, bilanci… autoaccuse, rabbia e, cosa da non fare mai, focalizzare le perdite che questa novità indesiderata mi provocherà. Mai farlo.

Quello che segue è lo scritto del primo momento. E’ datato 15 aprile quando ancora non avevo la certezza, ma spesso il cervello percepisce cose che non sono ancora visibili ai nostri occhi. Ora una calma ancora un po’ agitata ha preso il posto della scomposta irrequietezza. Mi accingo così ad affrontare un nuovo atto della mia storia.

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“E’ stato come cadere in una voragine che ti inghiotte. Un minuto prima era sereno e poi la tempesta mi ha colta. Senza preavviso. Tredici anni paiono passati invano. L’impegno ad essere ligia, a volersi bene sembra non sia valso a nulla. E’ ricomparsa. Subdola, nel suo abito bianco, si presenta allo scanner e tu in un momento piombi nel baratro.

Non è come la prima volta. Allora la grande voglia di farcela ti ha fatto scherzare anche su quella “cosa”, la serpe pericolosa. Stavolta è la rabbia che si impadronisce dei tuoi pensieri, che si fa strada e manda all’aria tutto. Sei un nulla. E allora non sarebbe meglio che tutto finisse nel nulla? Tormenti crudeli.

La razionalità si fa largo e avverte: attenta, se ti abbandoni alla rabbia ne finisci prigioniera e fai il tuo male. Lì per lì rispondi chissenefrega. Non ho più la voglia, la forza, la determinazione di ricominciare da capo. Non voglio tornare indietro e rivivere quei momenti. Serve altro. Servirebbe uno stop alla desolazione in cui ti conduce la serpe.

Uno stop a cosa? Alla sofferenza? alla tristezza, alla rabbia, al tempo che è sfuggito? La confusione, la confusione cresce e occupa tutti gli spazi del pensiero. Ancora una volta la serpe. Che cavolo!

Lo shock non mi lascia. Il pensiero domina tutti i minuti della giornata e non so come fare per distogliere la mente da quella “cosa”, la serpe bianca che si è mostrata allo scanner. No, questo è troppo. Che mi può importare di tutto il resto? Sono di nuovo prigioniera della “serpe”. Mi sento soffocare e non voglio pensarci. Non posso permettere che invada tutti gli spazi della mia vita.

Voglio essere libera. Ma non posso. E poi le coincidenze stessa data, stesso mese anche 13 anni fa. Chi ha detto che la storia non si ripete mai? E può portare molto dolore. Sempre e in ogni campo”.

NB

La foto di copertina raffigura quelle cellule che si fanno largo in silenzio, senza preavvisi e che possono prendere il sopravvento su di te. Il quadro l’ho dipinto io qualche anno fa e credo che rappresenti quello che sta avvenendo nel mio corpo oggi aprile 2024.

serpe
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