Tempi romani. Poca fame, voglia di guardarmi attorno e interpretare l’urgenza che mostrano le persone che calpestano il selciato di queste vie tanto belle quanto trascurate e sporche. “Cinque minuti e verranno” pensi seduta al tavolino di un bar a pochi passi dai palazzi importanti (ma qui i palazzi importanti sono tanti, innumerevoli difficile stabilire una graduatoria). Dieci minuti e ancora nessuno si fa vivo per togliere i bicchieri e le tazze della consumazione precedente. Il cameriere passa davanti a me quattro volte, mi guarda con espressione tra la sfida e lo schifo. “Che senza accorgermene abbia qualcosa di tanto…
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