MODA&MODI

Come vivere senza un orsetto a forma di cappotto?

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Gggggènte, ma se questo autunno non si decide a comparire sottobraccio all’inverno cosa ce ne facciamo dei cappottoni orsetto che ci siamo accaparrate nel fine settimana di shopping?

Ci siamo affrettate, soffocando ogni resistenza e senso del pudore, e abbiamo varcato quella soglia. Una vera e propria ansia ci ha spinte, insieme al timore che potessero essere saccheggiate dalle colleghe fashion victim disperse per le vie del centro.

Ci si riconosce a vista d’occhio. Come? Fare caso assolutamente all’occhiata che, di striscio, allungano verso una passante su cui hanno visto un oggetto del desiderio che ancora non hanno fatto loro. Lo sguardo e’ reciproco. E’ sfuggente, in un attimo passa dalla testa ai piedi e fa ritorno, fermandosi poi proprio li’ dove si trova la borsa di grido, le scarpe che “senonlecompropossosentirmimale” oppure gli orecchini visti in vetrina, ma giorni dopo, entrate in negozio, non c’erano piu’. Venduti. Le scrutatrici pedonali pensano subito “ecco chi li ha presi… mmmh. Accidenti, se avessi avuto tempo quel giorno ora sarebbero appesi ai miei lobi. Farebbero pendant con gli occhi azzurri…” Gli sguardi di precisione lanciati con abilita’ per sezionare le nostre simili e’ una caratteristica che appartiene a tutte. Lo scrutare fa parte di un sentire molto femminile che si traduce immediatamente in un confronto con se stesse.

Nel confronto si mostrano due opposte reazioni. Quelle che -comunque sia – loro sono meglio delle figure appena passate allo scanner e quelle che, invece, nel confronto si sentono sempre soccombenti. Anche se l’esito del confronto e’ opposto entrambe le categorie di scrutatrici finisce per arrivare alla stessa conclusione: correre ai ripari per migliorare e aggiornare il proprio look convinte, le prime, di essere il meglio sulla piazza e le seconde prese dall’affanno di scrollarsi di dosso la sensazione-convinzione di essere sempre un passo indietro rispetto alle competitor sempre perfette. E come si traduce tutto questo? Naturlich! Comprando altre specialita’ di stagione e come se no? A maggiore ragione in questo mese di novembre quando gia’ gli addobbi di Natale spingono con forza i coperchi delle custodie in cui sono stati riposti per un anno, bisogna affrettarsi per incontrare i propri “oggetti del desiderio” per poterli esibire in quel periodo di luci e sapori di cannella che addolcisce anche l’antagonismo piu’ spietato. Quindi, si varchi quella soglia. Indugi schiacciati, sensi di colpa neppure l’ombra! Si va alla caccia dell’orsetto in forma di cappotto. Di poco costo, nulla da invidiare a quelli griffati che per averne uno devi impegnare uno stipendio intero comunque sia vorresti prima o poi poterlo indossare se no che ci fa in quell’armadio, se la dorme in letargo occupando lo spazio di altri cappotti tanto è spesso il tessuto con cui è realizzato. Cappotto orsetto, se no che orsetto sarebbe.

 Intanto che scrutiamo il cielo che sembra sempre piu’ foriero di guai e non di stagioni come si deve come le abbiamo conosciute in passato. Ora il cielo, la terra e il sottosuolo hanno deciso di avvisarci che è suonata l’ultima campana. Le avvisaglie sono finite e ora si fa sul serio. Ma sembriamo restare sordi. Il cappotto orsetto e’ preso al lazo anche se dovra’ starsene in letargo per un po’. Cosi’ pare. Ma non disperiamo, le occasioni per essere alla moda senza spendere troppo sono inimmaginabili. Perciò non perdiamoci d’animo e partiamo dai piedi. Di stivali a mezza coscia (che fanno furore) si è già detto e tanto evocano provocazione, seduzione e perfino scandalo quanto, al contrario, affossano ogni aspetto seduttivo le scarpe stringate basse che “bum bum bum” compaiono da una settimana all’altra e si scopre che sono proprio quelle scarpe da vecchia istitutrice di matrice austro ungarica che rappresentano uno dei must di stagione. Si portano con tutto e di rigore sono le calzine nere che spuntano appena e lasciano la caviglia scoperta se si indossano i pantaloni che salutano il ritorno di quelli a sigaretta.

Cappotti orsetto, stivali a mezza coscia, gonne di velo coperte di maglioni che neanche al Polo Nord. Sara’ vero che a rincorrerle senza sosta le merci sono diventate il nostro feticcio?

(alenti92@gmail.com)

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