Il mondo è bello perché è vario. “Eggggià, potreste dire voi, che bella novità! Che noi non lo sapevamo e dovevi arrivare tu a dircelo. Bella scoperta”.
Bella scoperta sì. Perché la varietà da che mondo è mondo ha creato ricchezza di forme, di costumi, di colori, di idee e di questo dentro di noi siamo consapevoli anche se l’abbiamo negato negato in certi momenti della nostra storia, anche personale.
E allora chissà perché, pur sapendo questo, tendiamo ad assimilarci cercando di coprire le differenze? Quella che viene chiamato con tono spregiativo omologazione è una tendenza presente in noi esattamente come il suo rovescio della medaglia: la spina a far emergere il nostro individualismo. Tanto siamo individualisti e tanto cerchiamo anche di stare nella massa senza segni di distinzione che ci disorienterebbero. Singoli sì ma senza colpi di coda che ci farebbero sembrare anomali.
Tutto questo per dire che è tempo di saldi e anche in questa circostanza ci viene insegnato come è meglio comportarsi e agire per arricchire la nostra individualità che deve però rientrare, per essere davvero modaiolo quanto basta, in alcuni cliché che puntualmente ci vengo suggeriti. Così a luglio, quando l’estate è cominciata da una decina di giorni soltanto si sconta tutto e ci sono davanti almeno tre mesi di fuori tutto per potersi sbizzarrire e comprare cose di cui non abbiamo bisogno e che in avremmo mai comprato a prezzo pieno. Non avremmo mai comprato… ma ora che son ribassati diventano interessanti e soprattutto ci viene suggerito che non possiamo farne a meno. Saremmo sciocche a non approfittarne. Così, ad ogni angolo crescono le carrellate dei must have di stagione da trovare in questa o quella catena di pret a porter. Davvero indispensabili, di cui non si può fare a meno per usi molto specifici e improbabili come ad esempio un aperitivo in terrazza (????). Di grazia, dove un aperitivo in terrazza sotto una cappa di calore da 30 gradi anche alle undici di sera come abbiamo vissuto in quest’ultimo scorcio di giugno? Ma dove vivi, verrebbe da dire. Comunque ci sarebbe un vestito fatto apposta per queste occasioni alzi la mano chi almeno una volta ogni quindici giorni non ha un aperitivo in terrazza… no? Che sfigati. E io per prima.
Comunque tra vestiti di velo, gonnelline anni settanta di pelle e cortissime che, se portate con un top fanno molto…. Gggiuste, sono tra i suggerimenti che abbiamo annotato sul taccuino del look che naturalmente ci portiamo sempre appresso. E queste cose vanno a segno. Mi è capitato di fare una vasca in via venti settembre nel primo “venerdì piacentino” di questa stagione e a parte gli orribili gonfiabili, a parte il caos di una festa di paese chiassosa, a parte le abbuffate di cibi ben poco amici dell’indice glicemico che si scatena nelle ore notturne durante il sonno e ci fa accumulare grassi pericolosi, mi hanno colpito le tante persone vestite allo stesso modo che ho incontrato nel fiume di gente che sciama da piazza cavalli a via venti settembre. Soprattutto le giovani ventenni. Calzoncini, camicia bianca, scarpe basse o sneakers o ballerine, ma anche scarponcini che all’apparenza non era per nulla estivi, capelli lunghi, mezzo metro di bracciali sulle braccia è sempre a spasso allineate a gruppi di quattro o cinque ad occupare tutta la larghezza della via. Evidentemente i consigli per essere trendy vanno a segno eccome se vanno a segno. Prendiamo le scarpe. Come è mai possibile calzare stivali alle temperature di questa pianura padana? Pare che i guru dello stile non perdano occasione di dire che così il look è proprio quello alla moda che più non si può. Sarà, non né dubito, personalmente lo trovo strabordante ed eccessivo, ma se fa bene all’anima perché vestirsi come tutti i tuoi coetanei è ok, nulla da ridire. Non bisogna frapporre alcun ostacolo alla ricerca del benessere delle persone. Una regola di vita. Tant’è che se frughiamo nella memoria ciascuna di noi ha un ricordo che riemerge di liti furibonde con la propria madre che on sopportava più di vedervi trascinare con i jeans, i soliti jeans che portavi anche a letto e ti spronava a uscire dal mucchio e di coltivare la tua differenza. Litigi furibondi perché di quei segni distintivi avevi bisogno per fare gruppo con i tuoi amici. Avevi bisogno per sentirti in cammino con gli altri. Quello ologazione per te era l’ingresso nel mondo degli adulti e farlo insieme agli altri era più confortanti che metterti in cammino da sola.