MODA&MODI

Tana liberi tutti! Dall’insulto libero al look: niente freni inibitori

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Rubrica outfit di strada pubblicata su Libertà quotidiano di Piacenza del 3 ottobre 2016
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Tana liberi tutti, ognuno si vesta come vuole. Lo dicono
gli stilisti, i guru della moda, sarti del nuovo millennio. Ah, che sollievo.
E’ quasi come togliersi un paio di scarpe strette che ti hanno fatto vedere
i sorci verdi… l’anarchia degli stili, delle forme e delle tendenze è
un toccasana per la fantasia e la creatività che non può vivere a lungo
in cattività costretta dagli schemi rigidi del si “fa così, si fa cosà”.
Ben altro ragionamento, sul tana libera tutti, si dovrebbe fare invece
per l’insulto libero. Un freno sarebbe utile. Tutti agitati, tutti votati
a una causa, tutti senza un dubbio o tanto granitici perché tanto dubbiosi?
Sarà per questo che ovunque incontri T-shirt, abitini estivi, cappellucci,
visiere, fino anche alle biro o a quaderni con un invito puntuale “Keep
calm and carry on”. Da Keep calm a Futtitinne il passo è corto. La traduzione
non è delle più fedeli, ma il senso lo coglie. Non t’agitare, fregatene
e vai oltre. Variazioni sul tema e interpretazioni nostrane e regionali
dove l’uso dell’idioma locale rende colorito l’invito che in tanti indossano
a pancia in dentro e petto in fuori, fieri dell’originalità. Un modo di
dire all’altro “oh, attenzione sono un duro, non mi scalfisco”.
Così se
al Nord spopola il Keep calm, in Sicilia non c’è bancarella o negozio di
souvenir che non esibisca un bel “Futtitinne”. Tutti pazzi per le Tee .
Guai a non possederne una che fa capire subito che hai bevuto birra o mangiato
un kentucky chicken fried a Nyc o a Londra, a Praga, a Mosca… un pass
partout perché si sappia che sei un giramondo. E c’è da dubitarne in un
mondo popolato da viaggiatori? Ogni dove trovi magliette con inviti, massime…
si va in cerca della frase più ad effetto per eccentrici, arguti o per
comunicare letture colte, ma anche il sentire politico, ambientale, sportivo…
E’ come se fossimo alla ricerca di un’etichetta per noi stessi. La globalizzazione
dell’io come succede per i prodotti: uguali ovunque.
C’è anche chi la
tee se la fa in casa. Sui giornali femminili si trovavano i consigli per
trasformare una banale maglietta bianca in una “adorabile” “invidiabile”
“originalissima” tee. Molto più comodo frugare sul mercato tra le montagne
di magliette a un euro. Garantito, se ne trovano di curiose. Perfino scritte
in tedesco. Chi se lo immaginava che anche i tedeschi, tutti d’un pezzo,
mostrassero certi cedimenti da meridionali d’Europa. Non si finisce d’imparare.
Insomma una di queste magliette lanciava un chiaro messaggio sessuale.
Attenzione, era la segnalazione: ho più di trent’anni i capelli sono ingrigiti
ma…. Non ho perso le mie capacitá…Chiaro, no, di quali capacità si
tratta? Come farsela scappare. E chissà com’è finita su una bancarella
di Piacenza. Misteri delle cose hanno uno spiritello che le fa scomparire
e riapparire d’improvviso e dove meno te lo aspetti. Non vi è mai capitato
di osservarlo? E poi, si diceva, c’è il nostro tutti pazzi per il Keep
calm. Una politica italiana, famosa per il suo carattere irruento, sulla
cover del telefonino aveva scelto una versione diversa Keep calm… Stu
c…. Ma basta con le divagazioni.
Tra le scritte l’esortazione a mantenere
la calma è quella che colpisce maggiormente. Colpisce perché appare un
vero e proprio paradosso in un mondo d’infervorate e focose truppe. Il
keep calm se ideato negli anni pre conflitto mondiale come motto-camomilla
per tenere tranquilla la popolazione che viveva sotto la minaccia della
guerra è diventato un brand di successo riprodotto su un’infinità di oggetti
e indumenti. L’invito alla calma però sembra appropriato anche oggi quando
non si perde occasione per fare largo all’aggressione verbale, all’insulto
inteso quasi come una forma liberatoria di un io represso che trova innumerevoli
canali. E di questo i social sono una palestra formidabile. Infatti è qui
che si esprime il meglio del peggio di noi tutti. Di calma ci sarebbe veramente
bisogno e la calma permette un governo dell’anarchia sproloquiativa di
cui siamo affetti. Bene, ma che c’entra tutto questo con il via libera
agli stili che i guru della moda hanno lanciato nelle recenti sfilate italiane
e d’oltralpe? C’entra e in questo caso non si può che accogliere con sollievo
tutto questo perché finalmente l’occhieggiare dalle vetrine di oggetti
accattivanti che ci fanno essere alla moda non dovrebbe più catturarci.
Tutto quello che già abbiamo dovrebbe essere sufficiente per proseguire
il gioco del look senza porci più alcun problema di essere ridicole e stantie
perchè fuori moda. Ridicolo è vedere una vetrina super super super super
lussuosa in cui una pelliccia ultima moda di una griffe super super super
super super importante nel mondo proposta in tutta la sua bellezza con
il prezzo lasciato all’immaginazione. “Solo su richiesta” era scritto.
Keep calm and carry on.

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