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Il rientro dalle vacanze. Addio all’abbronzatura

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Rubrica outfit di strada, pubblicata il 26 settembre scorso su Libertà
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Non ci sono più scuse. Le vacanze sono archiviate e
semmai si parte già in quarta per progettare quelle invernali, almeno per
i fortunati che se le possono permettere. Lassù nel Nord Europa le giornate
si accorciano e a Tromso in Norvegia si galoppa verso la lunga notte di
sei mesi. Noi che siamo a una latitudine più bassa non ci accorgiamo ancora
del drastico e repentino cambiamento che ci attende pur essendo già cominciata
da qualche giorno la fase d’autunno.
Le foglie sono ancora verdi, qualche
fiore resiste e tra l’inizio d’autunno e l’inverno pieno si aspetta che
novembre ci regali l’estate di San Martino. Tutto questo per mettere in
allerta chi ha esagerato con l’abbronzatura nell’estate torrida dei trenta
gradi fissi (…e mamma mia, datemi un po’ di refrigerio naturale che non
esca da una macchina… hai lamentato più d’una volta). Prima di partire
i professori dell’estetica e della cura del corpo ci avevano consigliato
di prevenire con un tuffo nella crema protettiva gli effetti dei raggi
del sole. Suggerimento valido per i primi giorni. Fatto questo, via libera
alla nuance olivastra. Bella da vedere, ma desolante quando se ne va via
e ti lascia la faccia a chiazze come se avessi ricevuto una pioggia di
sbiancante oppure avessi fatto il bagno nell’amido. E le chiazze sono il
male minore. L’addio dell’abbronzatura lascia sul campo innumerevoli nuovi
solchi nei punti più delicati: il contorno occhi, il contorno labbra. Hai
voglia a raccontarti della bellezza di rughe d’espressione che danno un
tono. Sono solchi definitivi e che non possono che progredire. Tutto questo
appare ancora più brutto se immersi nell’atmosfera urbana grigia e già
tanto lontana dalle tonalità create da un sole radente al tramonto che
ha accompagnato per alcuni giorni i riti leggeri, dolci e teneri delle
serate vacanziere dove tutto diventava più caldo. Ben diverso dalla spigolosità
dell’ambiente cittadino con le sue crudità del vivere.
Quindi sulle norme
del rientro in città e al lavoro dopo le ferie crescono i consigli di tanti
che, raccogliendoli, si potrebbe tranquillamente comporre un “sapientino”
utile alla bisogna e valido per tutti gli anni.
Stranamente, alla fine
della vacanze, tutto quello che leggi è l’esatto contrario di quello che
hai letto, visto e sentito a maggio quando per metterti in sugo per le
vacanze da riviste, siti, trasmissioni di intrattenimento varie ti veniva
decantata la meraviglia del sole che avresti potuto catturare dedicandoti
a te stessa lontano nei mari azzurri in capo al mondo dove tutto appare
bello limpido, patinato secondo lo schema di una realtà virtuale dove non
c’è spazio per le brutture.
E’ chiaro che le brutture non entrano nei
recinti dei resort e comunque non è il caso di farne cenno in una fase
promozionale. Sole, acqua elementi che se a maggio sogni come fossero un
toccasana che ti dà il pass verso un viaggio nella terza dimensione, diventano
al tuo ritorno il mostro che ha danneggiato la tua pelle, l’ha fatta invecchiare
e ha insidiato il mito di un’eterna giovinezza che sempre, sotto la tutela
dei consigli per l’estate, ti illudi di afferrare per la coda. Come sulla
giostrina dei piccoli quando in un’improbabile prova di abilità e scaltrezza
provavi ad afferrare il codino che un sapiente manovratore della giostrina
ti faceva scendere di fronte al viso dandoti l’illusione di poterlo raggiungere
e poi, d’improvviso, mentre il codino sembrava a portata di mano, con forza
veniva portato via e tu restavi lì seduta con le mani e braccia protese
verso il nulla e a bocca aperta. Non avvertivi l’inganno. Avevi la sensazione
di essere stata incapace, inabile e imbranata. Ora al ritorno delle vacanze
il timore di avere rovinato tutto ti assale e allora di nuovo ti lanci
verso rimedi che non modificheranno nulla, ma avrai l’impressione di aver
fatto esattamente quello che dovevi. Sarà poi alla fine dell’inverno che
scoprirai – come faceva la bambina sulla giostra che non riusciva a prendere
il codino – di aver fatto tanto sforzo per nulla. E così il circo andrà
avanti. Ora, nei primi giorni del ritorno dalle vacanze avverti una sensazione
piacevole. Ti senti come sospesa e non fai caso a quelle cose che da sempre
ti hanno fatto imbestialire, ma presto tutto cambierà. Il tuo viso d’improvviso
tornerà grigio e alle rughe del sole si aggiungeranno quelle d’ansia, quelle
della fatica. Quelle delle cose che non vanno per il verso giusto. Benvenuta
nella vita reale sognando un’altra estate leggera come una Vispa Teresa.
 

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