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Trucco permanente… come dire ora ti faccio gli occhi neri. E per sempre

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outfit di strada rubrica pubblicata su Libertà il 14 marzo
appuntamento ogni lunedì

Di corsa, almeno un paio di volte alla settimana, ti
devi “fiondare” fuori per fare la spesa. Non si vive di outfit. Così infili
un abito veloce, inforchi la bici vai al supermercato e tra gli scaffali,
spaesata come un ET urbano, cerchi quello che serve. Ti lasci prendere
da tante altre cose di cui non hai bisogno, come sempre la spesa al super
è anche questo. Controlli l’ora sulle schermo del telefono (l’orogolio?
roba d’altri tempi) e si fa sempre più tardi.
Corri sgomitando cercando
di non litigare con qualche anziana/o che ti guarda minacciosa pronta/o
a lanciarti un raus . Sono sempre convinti di essere arrivati prima di
qualcuno. Nelle code hanno maturato tanto mestiere e si buttano come niente
sull’obiettivo. Tutto liscio. Arrivi alla cassa: metti sul nastro le provviste,
alzi lo sguardo e resti folgorata come avessi visto un’aliena che raccoglie
la tua spesa e ti guarda con quel volto… trasfigurato.
Una giovane donna,
bella nonostante tutto, capelli scuri dovutamente spettinati e raccolti
da un pettine cresta alla spagnola. Impossibile non notarlo. Ma passa subito
in secondo piano. Il colpo di fulmine arriva dagli occhi della giovane.
Difficili da descrivere: palpebre nerissime fino alle sopracciglia; ciglia
lunghissime e colorate, brillantini sparsi apparentemente in modo casuale,
ma posati con saggia e navigata maestria. Labbra nere, unghie nere, pelle
bianchissima. Mah! Ti guardi intorno smarrita, “sono al supermercato e
sono le dieci di mattina oppure…” Sei al supermercato. Ti conforti.
Il primo pensiero è stato pensare a come trascorre le sue sere e le sue
mattine questa povera ragazza costretta a togliere dagli occhi tutta quella
pasta nera. Si sa che lo strucco è sempre impresa più difficile del trucco.
Non finisce mai, la pelle, di rilasciare il nero di eyeliner o di mascara
o di ombretto e se è nero, poi, è difficile che te la possa cavare in un
soffio. Povera ragazza. Quanto tempo sottratto al sonno o a una passeggiata…
E che costanza! E poi non le verrà a noia di mettere e togliere? Eppoi
così nero, qualcuno lì per lì potrebbe pensare che la giovane abbia avuto
sulla strada per il lavoro un diverbio con qualcuno e che sia finito male.
I malintenzionati dietro l’angolo di questi tempi non mancano. Ipotesi
subito esclusa: non sarebbe certo dietro la cassa del supermercato a far
passare finocchi, cavolo nero, cavoletti di Bruxelles, yogurt e così via.
Esci sempre correndo per timore di far tardi, ma quel tarlo (“Ma come fa
questa ragazza a truccarsi e a struccarsi così…”) è rimasto a frullarti
in testa. Illusa, ingenua. Non sai che esiste il trucco permanente? Indaghi
sulla questione e scopri che il business è reale e in questi anni si è
allargato a macchia d’olio. Tante le persone che incontri che hanno un
qualcosa di ricostruito. Non si tratta dei tatuaggi, ma degli elementi
del viso ritoccati e non con la chirurgia plastica (quella è un’altra partita).
Ci sono centri specializzati che trattano ogni parte del viso e dove non
ha funzionato la natura coi suoi geni interviene il pennelletto o il pennino
per disegnare quello che vuoi. Anche lo sguardo della Gioconda se uno vuole
esagerare? Un’amica, sorpresa da tanta ignoranza, ti spiega come funziona.
«Ci sono pacchetti predefiniti: vuoi le sopracciglia così le vuoi cosà
il costo è questo. Vuoi un ombretto che non si tocca più? Ecco la soluzione.
Pensaci bene perché se ti penti non si torna indietro». «Come, nulla è
per sempre – replichi – e in queste cose poi. Ci sarà pure una strada per
tornare indietro! Pescando, magari, in qualche parte coperta del corpo
per togliere un po’ di pelle e fare la plastica… Non si può?» «Ma che
idea, questa è una cosa seria. Che ti credi. Ci pensi alla comodità di
alzarti dal letto ed essere pronta per uscire. Che goduria», non ti convince
l’amica e ribatti: «Ma poi invecchiando? Ti immagini, quelle palpebre nere,
le occhiaie che si accentuano come va a finire? Non si corre il rischio
di sembrare una maschera fassana che sfila per il carnevale ladino?» «Quel
tempo è lontano. Conta il qui e ora e, per almeno i prossimi vent’anni,
posso sentirmi a posto in qualsiasi ora del giorno», taglia corto l’amica.
«Ti sembra poco?» L’amica forse non ha fatto mente locale sullo spavento
che potrebbe provare chi, dormendo con lei nel cuore della notte si svegliasse
chiedendo aiuto… Sincope è garantita.

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