MODA&MODI

Che caruccio… il tuo Kevin con quel giubbottino sembra…

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outfit di strada rubrica uscita su Libertà il 21 marzo 2016
appuntamento ogni lunedì

Fa un freddo cane e da settimane le vetrine parlano
già estivo. Canotte, sandali, gonne, cappelli e accessori di ogni colore.
Brrr… con la fine settimana che sta facendo provare i brividi non è certo
coerente. E poi avverti una sensazione di freddo ancora maggiore se ti
soffermi di fronte a una vetrina color salmone o addirittura turchese.
Effetto stridente perché sopra di te il cielo è carico di pioggia, c’è
un vento gelido che neppure nei giorni della merla… Ma il mercato è il
mercato e poi la primavera (nel calendario) si è appena risvegliata.
Le
riviste non sono da meno e da tempo hanno aperto il carosello con l’elenco
dei desideri e come ogni anno si comincia dai bambini. I piccoli modaioli
meritano un capitolo a parte. Innumerevoli le sollecitazioni che arrivano
dalla moda bimbo. Le sfilate per i piccoli sono le prime a partire, la
più famosa è quella di Firenze che si svolge a Palazzo Pitti (per le collezioni
primavera-estate si è svolta a fine gennaio). Se ne è sempre sentito parlare
come fosse un codice che detta i canoni a tutti. Da sempre. La zia confezionava
campioni in maglia, li progettava, li pensava e li realizzava per i negozi
per bambini proprio di Firenze. Ad ogni stagione partiva col suo campionario
e sperava di portare a casa gli ordini. La moda bimbo tira. E oggi – forse
più di decenni fa quando i vestitini frufrù servivano solo per le feste
– i piccoli sono coinvolti nel loro look. Anzi lo dettano.
Non vogliono
trovarsi fuori posto a scuola, all’asilo, alla festa di compleanno degli
amichetti e sentirsi in difetto per non possedere qualche indumento o accessorio
visto sulla rivista, o in un programma televisivo per piccoli fenomeni.
“Ce l’ha anche Paolo, me lo compri?” L’assenza di questa o quello oggetto
ti fa segnare a dito dagli amicucci che, saranno pure tanto intimi ma una
cosa fuori posto ai loro compagni non la perdonano certo: “hai visto quello,
non ha neanche…” Piccoli fashionisti crescono e magari nel loro bagaglio
dei desideri già accarezzano l’idea di diventare blogger di moda o di look.
Bambini e bambine che hanno in testa fin da piccoli che l’abito fa il monaco.
Intorno a loro tutto li spinge in questa direzione. A cominciare dalle
mamme e dai papà che non possono resistere alle insistenze di un figlio
che torna a casa e, prima ancora di abbracciarli e raccontare la sua giornata,
dice: «Lo sai che Adrian ha un giubbotto come quello di papà? Lo voglio
anch’io…» «Ma Kevin, caro, non va bene per te, non possiamo comprarlo.
Hai il cappottino nuovo che ti ha regalato la zia a Natale». Urla, grida
e strepiti e Kevin si nasconde nella sua cameretta a piangere sulla sventura
di essere nato in una famiglia che non è neppure in grado di comprargli
un giubbottino come quello di Adrian. Che sarà mai? Così pensa a una strategia
per ammorbidire i genitori su questo suo desiderio. E redige il suo contratto:
«Prometto che non vorrò fare karate, prometto che rinuncerò ai gelati,
alla bicicletta nuova…». Con la lista raggiunge la mamma in cucina e
gliela mostra. La mamma si commuove quasi e sente che le sta per uscire
un «… ora vediamo cosa dice papà». Kevin speranzoso e un poco pacificato
abbraccia la mamma e attende. Passa un po’ di tempo poi, con la bella stagione,
un giorno va a spasso con mamma nel parco. Incontrano per caso un’amica
della mamma che lascia andare un «Che caruccio… Cinzia, il tuo Kevin
con quel giubbotto sembra la miniatura di Fedez…» Potere della persuasione
infantile. Potere della capacità genitoriale di cedere ad ogni richiesta
per timore di determinare nel piccolo il senso del fallimento. E poi i
figli bisogna farli andare all’onor del mondo e se giubbotto vuole, anche
se tra sei mesi sarà da buttare, giubbotto sia.
Il mercato per gli umani-mignon
è vastissimo e sempre di più ricalca la moda dei grandi. Nel vestiario
non ci sono più bambini, ma piccoli uomini e piccole donne. E tutti incanalati
su questa strada. Una mamma di due bambine ha avuto il suo bel daffare
per Natale, per Santa Lucia perché le sue bimbe, anche se convinte che
i giochi glieli avrebbe portati un’entità lontana che arriva una volta
all’anno, si sono premurate di scrivere in stampatello la lista dei desideri
indicando, accanto a ciascun oggetto, la trasmissione televisiva che le
aveva dato lo spunto. Benvenuti nell’infanzia del terzo millennio.

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