outfit di strada. Rubrica di costume su Libertà del 9 maggio 2016
appuntamento ogni lunedì
Poche storie, tutti in sciame verso la griffe, è questa
la verità. Le snobbiamo, crediamo di esserne indenni e invece, già da bambini,
siamo macchine da produzione. Si studia per diventare grandi. E questo
vuol dire anche diventare un bravo consumatore da adulto. Guai se non fosse
così, che fine farebbe l’economia del consumo? Non sarà mica questa un’invettiva
decrescista? Assolutamente no. Si tratta forse di uno sprazzo di ragione,
quella che, di tanto in tanto, emerge come l’olio sull’acqua: se resti
fermo galleggia, ma poi se ti muovi si emulsiona e tutto scompare.
A prevalere
nelle nostre scelte è il più delle volte il concetto del “Così fan tutte
e perché io no?”. Un’amica che ha due bimbe piccole è stata alle prese
con la festa di compleanno per una delle due figlie. E che ci vuole, una
torta fatta in casa, quanche candelina, un dono perché quello non si nega
mai, serve al piccolo per sentirsi onorato di appartenere alla sua famiglia
e al suo gruppo. Va bene la torta e il dono, va bene la festicciola, ma
quello che ha vissuto la mia amica va ben oltre. Direi che si è trattato
di una prova generale da wedding planner a dir poco. Mi ha spiegato che
la piccola, con largo anticipo, si è fatta avanti con la lista dei suoi
desideri compresa la scelta del luogo in cui invitare amichetti con genitori
al seguito. «Mamma, bisogna andare là perché tutti i miei amici hanno fatto
la loro festa in quel posto… lo adoro…mamy, ti prego e poi bisogna
mandare gli inviti e questi sono i regali che vorrei avere». Sconvolgente,
ma pare che sia così, e da anni. C’è anche una classifica dei luoghi top
dove almeno una volta non si può non dire di essere stati. Un po’ un Club
21 padano e per minori. Domanda e offerta in questo caso fanno presto a
incontrarsi e si trovano subito a proprio agio. Così si creano posti di
lavoro sui desideri effimeri di baby consumatori che cresceranno e troveranno
normale incanalarsi su tutto quello che, a seconda dei periodi, va per
la maggiore. Piccoli baby consumatori sono la speranza del domani. E quindi
un investimento sicuro sul futuro.
Torniamo alla bambina che festeggia
il compleanno: tra i desideri un paio di scarpette rosse che spopolano
tra gli under ten: «Costano tanto» dice la mamma, «E’ un regalo…» risponde
convinta la piccola che già si vede sgambettare per i parchi gioco cittadini
suscitando l’invidia delle amiche e al contempo sentendo di poter diventare,
grazie alle scarpette, oggetto del desiderio per chi ancora non le possiede.
Questo la fa sentire grande, orgogliosa, forte e sostenuta nei confronti
degli altri. Non c’è nulla da fare. Sentirsi uguali rafforza, smussa le
proprie timidezze e fa stare all’onor del mondo. Piccoli e grandi in questo
percorso non sono tanto diversi. Per racimolare le cifre necessarie a soddisfare
tanti desideri (a volte anche molto costosi) pare si organizzino gruppi
di WathsApp. Si dà vita a una colletta ed è il segreto per raggiungere
il budget dettato dalla piccola. Il principio quindi è intelligente. Tanti
partecipanti permettono un contributo più basso per ciascuno raggiungendo
facilmente l’agognato sogno. La ricerca del capo firmato, della tal giacca,
della tal altra gonna per tacere delle scarpe, non sono altro che uno strumento
per sentirsi meglio. Tutte noi, una volta messo a segno un acquisto, non
ci sentiamo – e se siamo sincere la risposta non può che essere sì – come
di far parte di un mondo che ci avvicina a certe serie cult televisive?
Su abiti, scarpe e look hanno fatto la loro fortuna. Del resto era facile
immaginarlo.
Ma come è finita poi la festicciola della piccola consumatrice
in erba? Nessun locale alla moda, una semplice e genuina festa all’aperto
con tanto di torte fatte in casa dalla nonna e tanti tanti bambini liberi
di sprigionare la loro creatività insieme agli amici senza alcun bisogno
di animatori ad hoc. Uno dei personaggi di America oggi (film amaro di
Robert Altman sulla società americana del 1993) di mestiere faceva l’animatrice
per feste di bambini. Ci campava. Ma questa è un’altra storia. Restiamo
a Piacenza: la festa è riuscita. Mamma soddisfatta, bambina contenta e
orgogliosa di aver incontrato gli amici e soprattutto di poter partecipare
al prossimo baby compleanno esibendo le sue bellissime e agognate scarpette
rosse.