Si sfiorano i quaranta gradi, la notizia del momento è la calura. I termometri sono in gara tra di loro per dare il responso più spettacolare. E quel responso lo attendono tutti quelli che poi, al bar – me compresa- devono trovare un argomento di conversazione che li faccia stare sul pezzo. E il caldo è senza dubbio notizia attuale. Se puó servire, per arricchire la collezione dei record di questa estate – che non piace a nessuno e che qwuasi quasi già si spera nelle foglie cadenti d’autunno- il piccolo aggeggio che tengo sul balcone una settimana fa ha decretato 51…. Ohoho 51, un vero Sahara. Mai si era spinto tanto in alto.
Proprio quel giorno, nella calura notturna dei venerdì piacentini, che più kitsch non si può, passeggiavano con grazia e fiere del loro apparire diverse ragazze con pantaloncini e boot, gli stivaletti alla caviglia. Stivaletti di pelle in taluni casi con la suola di gomma. Effetto forno a microonde garantito. Come mettere i piedi sotto i piedi. Dagli stivali saranno usciti come squacquerone, buono nella piadina, ma sconsigliato nei piedi. Soprattutto per evitare di creare danno all’apparato olfattivo di chi ti sta accanto. È vero che l’ego di ciascuno non conosce limiti e steccati, ma uno straccio di buone maniere nel vivere civile sopravvive nonostante gli sforzi per ridurlo a brandelli. Stivali con 50 gradi di temperatura. Cosa non si fa per stare nel gruppo. I blog sono pieni di suggerimenti in questo senso e ci sono le blogger più in vista che, per lanciare la stravaganza del giorno, si sottopongono a qualsiasi tortura. Tutto finisce non appena chiuso il set fotografico per immortalare la trovata della settimana e a casa le stelle blogger vanno con ai piedi le estive infradito. Garantito. Sarà serio girare con gli stivali in estate? Possibile che non si alzi in nessuna la sana e antica voglia di rivoluzione? No, non succede. E fosse solo per la moda. L’omologazione va ben oltre e mette la gabbia a qualsiasi spinta. Sarebbe bene darsi una sveglia. Immaginiamoci la vestizione di una ragazza che deve approntarsi per una serata estiva con gli amici e le amiche. Passa in rassegna tutto quello che ha nell’armadio. Prende e butta per terra, non le piace nulla perché in quello che possiede vede lo zampino della mamma che la vuole vedere “a posto”. Nulla di peggio per portare l’adolescente a buttarsi nelle avventure del gusto più strampalato. Così Giannina, chiamiamola così, si siede sconsolata sul letto e presa dalla rabbia si convince che forse è meglio mandare tutto a monte. Invia un WhatsApp all’amica del cuore e comunica la notizia. Stasera non vengo. Non so come mettermi. I vestiti mi fanno tutti caldo, si appiccicano alla pelle, mi fanno sembrare banale. Non posso, sembro troppo vecchia, non ho mica vent’anni… ci sentiamo domani e mi racconti.
“Ma sarai scema e cretina -interloquisce l’amica. Ci penso io, ti mando un’immagine che ti illuminerà”. Nemmeno due secondi e sullo Smart di Giannina arriva la foto di una ragazza coi capelli lunghi biondi, pantaloncini corti neri, blusa bianca, tante collane di vari colori, bracciali come se piovesse, gambe ben affusolate e nude, naturalmente e, ai piedi… un paio di anfibi slacciati. Messaggio chiuso con una pioggia di cuoricini.
La serata è salva. In un momento gli indumenti “calano” sul corpo di Giannina. Il suo umore ora è a mille. Esce spinta dalla forza dell’orgoglio di sé. Caspita, la sua amica ci sa fare. Sa toccare le corde giuste, la foto che le ha mandato ritraeva la sua beniamina, la blogger più in vista che ha sfondato e che è l’ospite ambita in tutte le feste del modo. “Che grande”. Dice tra sé. Anche per lei con trentatré gradi alle 23 la vasca sul corso di Piacenza sarà come una comparsata a una delle grandi occasioni mondane dove la ragione dell’incontro è sconosciuta ai più, ma il risultato è massiccio in termini di eco mediatico. Giannina, nel suo piccolo, in un altrettanto piccolo angolo del mondo, avrà su di sé gli occhi di tutti, non già perché trendy ma perché i suoi piccoli anfibi, usati tanto l’inverno precedente, ora saranno l’attrazione della serata. Per lei uno sguardo tenero di compassione. “Povera ragazza, chissà che caldo”. E un dubbio ti viene, ohoho, ma questo caldo non sarà mica una trovata mediatica e in realtà così ti nascondono una nuova glaciazione in arrivo… Dubbi da terzo millennio.
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