Storie di matrimoni. Fai come credi, snobba le convenzioni e butta a mare quelle che vogliono un certo tipo di abiti da indossare per l’evento. E poi chi ha detto che siano solo i due giorni della fine settimana quelli giusti per convolare? Chi ha detto che sia il weekend quello più adatto per un sì? Perché non di lunedì o martedì? Chi ha detto che per partecipare a un matrimonio si deve essere eleganti?
Chi ha detto che la cerimonia, perché sia fine, debba essere sobria? A che servirebbero allora le wedding agency?
A caccia di novità per stupire il cliente di cui si deve organizzare il matrimonio, come saputi registi, gli abili animatori custodi dei wedding secret devono conoscere e programmare anche i respiri per quelle poche ore in cui si consumerà la cerimonia.
Gli agenti del sì hanno la felicità come copione standard da mettere sul tavolo della coppia e dei loro genitori (visto che sono loro a pagare la felicità dei loro figli). Dalla PlayStation al matrimonio, il passo è breve, gli anni volano. Ma tranquilli, per questo le idee crescono come il pane messo a lievitare. E siccome non basta mai lo schema dello stupire, l’ultima idea di successo che pure ha spopolato nell’ultimo copione, ahimè è già diventata vecchia. E la recente trovata la si deve subito sostituire con un’altra altrettanto stupefacente. Se no le azioni dei registi di matrimoni fanno presto a crollare e addio jobs… buonanotte al business. In tempi di crisi si fa di tutto, basta avere inventiva. Così ogni matrimonio diventa un affare a sé e la fonte delle idee nuove non si può esaurire, guai. I registi del matrimonio che avete ingaggiato devono studiare la vostra indole, la psicologia e non mi stupirebbe se una volta firmato il contratto per l’ingaggio, il regista prescelto – a vostra insaputa – vi spiasse con una telecamera nascosta in un drone che voi, ignari, scoprite ronzare sopra la vostra testa pensando sia un passatempo del figlio del vostro vicino sempre al passo con la tecnologia e ne siete perfino divertiti. In realtà il drone vi fotografa e traccia di voi un profilo reale che permetterà di conoscere da vicino i vostri gusti, le vostre azioni, i vostri sentimenti. Tutte informazioni necessarie per elaborare un progetto di matrimonio adatto a voi, su misura per voi. Del resto i sarti che cosa fanno se non studiare le pieghe del vostro corpo e creare un modello su misura per voi? Se vi propinassero un modello standard non sarebbe la stessa cosa. I difetti si noterebbero tanto da farvi sembrare goffi, sgraziate e caricaturali. Idem per un matrimonio. E vogliamo rovinare per sempre il giorno più bello della vita? Che importa se di quei giorni potranno arrivarne altri – un matrimonio è tutt’altro che per sempre – quel momento è quello che conta. Non altri. Non mi era mai capitato di incontrare un matrimonio con comparse. E l’ho visto a Bari. Nella bellissima chiesa di San Nicola, mentre nella cripta i fedeli di religione ortodossa facevano la fila per onorare le reliquie del loro santo, fuori sul sagrato della chiesa andava in scena un matrimonio. Niente di straordinario, a parte una discutibile eleganza un po’ sconfinante nello stile circense (ma son giovani, il colore va bene, dà allegria) niente di straordinario se non che nell’angolo della piazza tre addette del wedding service erano intente – non senza fatica – a trascinare via dal “set matrimoniale” tre bellissimi esemplari di setter bianchi e neri impauriti all’inverosimile dopo la loro prestazione come modelli accanto ai due sposi entrambi vestiti secondo tradizione: scuro lui bianco con velo lei. E così ho scoperto che c’è una new entry nelle proposte offerte dai wedding service. Il wedding dog sitting. I cani sono accompagnati sul set per stare accanto alla coppia felice come familiari. Anche loro devono essere parte della felicità di quel giorno. Quei poveri quattro zampe felici non sembravano affatto: tremanti e ansiosi solo di procurarsi una via di fuga se non fosse stato per il guinzaglio che li strozzava. Calato il sipario, per i setter neppure un minimo sguardo. Gli sposi impegnati ad essere festeggiati dagli amici hanno girato loro le spalle pronti a dedicarsi a un’altra scena del copione wedding ritagliato su misura per loro. Posto che vai matrimonio che trovi. Portare i cani al matrimonio sembra essere sempre più diffuso. Pare che la moda sia arrivata dagli States. Portarli al matrimonio ok, ma affittare un servizio di wedding sitting dog sembra un tantino ridicolo. Chissà se, recita per recita, tra non molto la sposa prenderà in affitto lo sposo e viceversa.
Un bel risparmio in caso di divorzio.
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