Di venerdì neri ne abbiamo vissuti tanti, privati e pubblici. Quello appena celebrato non ha avuto gli stessi effetti del venerdì nero che una trentina di anni fa (1985) vide protagonista la vecchia cara moneta del Novecento. La liretta dell’Italietta schizzò in alto rispetto al dollaro arrivando a quote mai registrate prima: 2.200 lire per un “verdone” e fu necessaria una svalutazione. Quel venerdì pomeriggio in cui la borsa chiuse con valori stratosferici sarà ricordato per sempre come il “Venerdì Nero della Lira”.
In fatto di finanza ci furono successivamente altri frangenti di quel tipo: col tempo abbiamo imparato che, da lunedì a venerdì, tutti i giorni son buoni per tingersi di nero se al centro della questione ci sono le finanze italiane. C’è venerdì nero e venerdì nero e non sempre il nero è foriero di disgrazie o sciagure. Può essere il colore della festa, della baldoria, dell’occasione importante e persino della seduzione. Che altro è se non seduzione il messaggio sparato da tutti i social, da ogni schermo televisivo, da ogni pagina stampata che già giorni prima ha creato la giusta suspance per l’arrivo di quel giorno in cui ogni acquisto è buono e ha il vantaggio che non rimorderà la coscienza? Perché, per quanto sia inutile quanto comprato, è eccezionale averlo avuto a metà prezzo. Una fortuna da niente. Venerdì nero di gioia.
Pertanto ben altro venerdì nero rispetto a quello sepolto nella storia di cui forse pochi attempati ricordano la ‘strizza’ che quella vicenda provocò nella società italiana ancora illusa di poter uscire dal pantano del debito. Ahimè.
Ben altro venerdì nero quello di cui si parla in questa frivola rubrica. Non solo perché la lira è morta e sepolta nonostante di tanto in tanto, qualcuno ne senta la nostalgia. Non solo perché con la lira è defunto anche il Novecento e lo si può classificare tecnicamente morto, seppure non per tutti. Ce ne dobbiamo fare una ragione noi che non siamo di primo pelo e in questo terzo millennio ci barcameniamo alla meglio tra nuove tecnologie che ci spappolano il cervello troppo abituati a soffermarci sulle cose e a non prenderle alla leggera e con il vizio, per di piu’, di coltivare la memoria.
Quello che èandato in scena venerdì scorso è stato il Black Friday globale. Una specie di orgasmo degli acquisti che arriva da Oltreoceano e che, come una festa popolare a cui tutti devono partecipare, si è infilato come un siluro sulla terra d’Europa ancora tanto intrisa di Novecento. Intrisa da far spavento, tante volte. Lo scenario globale è qualcosa a cui difficilmente si può resistere e guai a farsi sfuggire l’occasione di sentirsi in fregola per andare a comprare con lo sconto. Noi, in particolare che in Europa troppo spesso soffriamo della sudditanza tecnologica rispetto agli States.
Che cosa acquisti? In verità quando esci di casa in tutta fretta per non far tardi a lasciarti sfuggire l’occasione dello sconto ancora non sai su cosa punterai l’attenzione… non importa. Compra. Gonna, calze, mutande, scarpe, padella, rossetti, creme… compra! Anche questo fa “millenial way of life” e non si può restar sordi a una tale sirena. Lo sconto è esso stesso un motivo sufficiente per alzarsi presto, uscire di casa e piazzarsi davanti al negozio prescelto per fare incetta di prodotti senza i quali “saicertamentechenonpotraipiùvivere, oh, yes!”
Guai a non essere cittadini del mondo, guai a non sentirsi parte della grande famiglia globale che offre tante occasioni e opportunità. In fondo questo Black Friday può essere una bella cosa. Se non altro nobilita la fine di un mese, novembre, di solito troppo lungo per essere sopportato, troppo feriale per essere goduto fino in fondo. Il fatto che in questa coda di mese a metà tra Scorpione e Sagittario, si apra una piacevole possibilità di acquistare a poco prezzo, non è da buttare. Èquesto il segreto che porta migliaia di persone verso le vetrine come risucchiati nella frenesia del Black Friday? Ma correre tutti nella stessa direzione verso una meta così eterodiretta non fa pensare? Ci sarà una ragione se in una giornata tutta vocata all’acquisto per noi compulsive non s’èavuto alcun stimolo a farlo! Che sia solo per bastian contrario? Beh, altra occasione sprecata per risparmiare?
Antonella Lenti
alenti92@gmail.com
(Pubblicato su Liberta’ il 27-XI-20170)