ANTONELLA LENTI
È l’effetto gregge. Succede per tante cose e quella di cui voglio parlare qui non ha nulla a che vedere con la complicata, difficile e controversa questione dei vaccini dove l’effetto gregge non evoca affatto pensieri negativi. È anzi rassicurante se tante piu’ persone si procurano quello scudo che puo’ rendere tanto piu’ sicuro il nostro vivere futuro.
L’effetto gregge è altro e si verifica nella corsa agli acquisti convenienti promessi dai saldi di fine stagione. Che poi il 5 di gennaio sia da considerare una fine stagione invernale quando l’inverno è cominciato solo a dicembre è tutto dire. Che poi i saldi di fine stagioni arrivino appena dopo l’ingozzata natalizia in fatto di cibo ma anche di regali e cadeau vari rasenta il ridicolo. Ma ècosi’ da che mondo e mondo i saldi di fine stagione si lanciano a ogni inizio di stagione (idem per l’estate).
L’effetto gregge per i saldi potrebbe essere detto anche effetto “scimmia” che in sostanza significa quel moto a fare come fanno tutti senza stare a riflettere se fa per te o no. Si fa e basta perche’ quando si sta su una barca le regole sono quelle. E sembra che di questi tempi (èqualche decennio in effetti che la storia si ripete) guai a permettersi qualcosa di diverso che esce dal circuito.
Non sono vietate le eccentircita’, ma devono avere l’imprimatur del guru di riferimento. Anche chi si rivolge agli stili del passato lo fa perche’, in fondo, richiamano quelli dell’oggi.
In una societa’ del consumo, non si puo’ restare indifferenti agli oggetti di consumo, tanto piu’ in un momento in cui ovunque ti giri incontri accattivanti e rassicuranti frecce rosse che ti prospettano l’affare ad ogni passo. E strada facendo la fila si ingrossa e l’effetto gregge si consuma. Incomprensibile talvolta.
L’effetto gregge si verifica ogni volta si lanciano segnali potenti di convenienza. A quel punto senti un impellente bisogno di “maipiusenza” che in gran parte dei casi “nontiservirannomai”. Quegli oggetti del desiderio ti fanno l’occhiolino ti supplicano col vocino “prendimiprendimi” “salvamisalvami” dal destino cinico e impietoso di finire su una bancarella alla rinfusa tra indumenti e oggetti di indubbia poverta’ che trasudano abbandono quando non anche qualche traccia di umano fetore. Al grido “salvamisalvami” chi puo’ resistere? Ciascuno di noi è mosso e strizzato nella coscienza e non puo’ restare indifferente. Neppure alle inanimate cose poste sugli scaffali oppure appese e schiacciatre come sardine alle grucce lungo le pareti dello store.
I punti strategici del consumo diventano punti di aggregazione quasi fossero oasi all’aria aperta dove sostare per ritemprarsi la vista e i polmoni che almeno possono avere un momento di “mortis” dalle polveri sottili e da tutti i compagni di batteria che aleggiano nell’aria e di cui certo i polmoni non vanno a nozze. Anzi.
Bene questi sono i saldi. Si salda tutto di tutti i generi delle tabelle merceologiche e chi non ha intenzione di farlo in questo periodo chiude per ferie. Non sara’ un po’ strano?
I templi del consumo sono affollati e insopportabilmente caldi. Vuoi per la presenza di tante persone che mediamente emettono calore in quanto portatori ciascuno di una temperatura di almeno 36.5, vuoi perche’ sparano folate di vento caldissimo che neanche nel sahara in pieno luglio. Tanto caldo sparato verso l’alto per creare una barriera invisibile con l’esterno molto piu’ leggera del vetro di una porta tradizionale di un negozio tradizionale. Se il varco è aperto ti invoglia a entrare tanto piu’ che nei mega store non ci sara’ mai nessuno che fara’ caso a te neppure se in camerino ti porti un intero guardaroba e poi uscendo lo appoggi sul primo tavolo che capita perche’ hai concluso che non ti serve niente. Come sei entrata esci pronta per esibirti come assatanata acquirente dei saldi in un magazzino a pochi passi da quello che hai appena passato al setaccio. Deve essere per forza cosi’ perche’ altrimenti tante signore di ogni eta’ sarebbero cariche ome un carrello portando sul braccio decine di indumenti da provare nei camerini – che a trovarne uno libero bisogna stare in coda almeno mezz’ora – e che una volta conquistato come puoi tenerlo impegnato per tanto tempo? Hai presente gli sguardi ineittati di sangue di chi sta aspettando di entrare per provare la sua bracciata di straccetti a poco prezzo? Ècapitato in questi giorni di osservare il serraglio dei saldi invernali. È proprio cosi’ code lunghissime alle casse, ma soprattutto ai camerini. Un desiderio inconscio di soffrire e infliggersi punizioni.
alenti92@gmail.com
(pubblicato su Liberta’ il 15 gennaio 2018)