Moda e modi, rubrica semiseria
di Antonella Lenti
18 DICEMBRE 2018
Sono quasi commoventi, a volte, i tentativi di consolarci con i surrogati della moda. Sono commoventi, ma talvolta massicciamente urticanti, i tentativi di consolarci con i surrogati della moda. Dipende da come ci prendono, non sempre siamo ben disposte a fingere che anche noi, appesantite dai disagi, dalle preoccupazioni e dai soldi che non bastano mai, possiamo vivere un momento fuori dalla casalinghitudine, andare oltre e recitare un copioncino come fossimo topmodel in libera uscita.
Il messaggio che ad ogni angolo ci viene lanciato con tante merci che si susseguono alla nostra vista è uno solo: occhio donne, si può vivere anche cheap come sul red carpet! In fondo non siamo tutte interpreti di un copione scritto per noi? E nel copione ci si infila anche il look, quello che dobbiamo indossare per dare valore e presenza alla nostra vita. Il messaggio che sfila come un paesaggio che sfugge dal finestrino di un treno è rivolto, preciso-preciso, a tutte noi. Specifico meglio: a quelle che per vivere lavorano, che sono schiave di un orario di lavoro, lavoro che hanno il terrore di perdere, (non si sa mai come può girare con questi chiari di luna) a quelle che quando vanno a casa si devono affannare per trovare il modo di mettere qualcosa sotto i denti naturalmente anche per i loro familiari. Donne factotum dalle gambe e dalle braccia provate dalla fatica e con un personal trainer molto particolare esclusivo e a buon mercato: il lavoro domestico. C’è da dire che quel genere di allenamento affina il fisico e rende agili. Gambe e braccia diventano quasi flessibili tanto sono pronti, quegli arti, a scivolare come una pallina da flipper tra una lavatrice pronta per il bucato e una lavastoviglie carica di padelle sporcate giorni prima, ma messe in attesa nel capiente sportellone dell’elettrodomestico a cui tutte farebbero un monumento, almeno le mani sono salve!
Incombenze che si susseguono e dopo che hai concluso i lavori più importanti i tuoi cari – che ti amano tanto – provvedono a mantenerti in forma e si torna punto e a capo. L’allenamento non viene mai meno. Non resta che sognare. Ecco dunque che la catena degli acquisti viene in soccorso. “Passa un natale tutto liscio e vellutato come la regina delle passerelle”; “Osa col bianco come ha fatto la meravigliosa H.G.” “Renditi selvaggia con il mantello maculato che più savana non si può quest’anno è il must dell’inverno”. E’ vero nessuno ci parla con questo tono con queste frasi si usano altri modi. L’invito è esplicito: copia il perfetto look che la tal attrice ha indossato un giorno per strada mentre si è accorta che le mancava il pane ed è scesa di corsa dal suo super attico all’altezza della guglia più alta del Duomo di Milano per comprarlo prima della chiusura. Indossava un paio di ciabattone col pelo e calzettoni, un formidabile cappotto orsetto supergriffato e super costoso (ma ce ne sono per tutte le tasche) e per borsa una shopping bag logata di un noto marchio italiano… o meglio nato italiano perché ormai tutto è francese anche se mantiene il marchio italiano. Bene, un’ispirazione no? C’è da immaginare – giocando un po’ di fantasia – che la giovane trendy che detta le regole del vivere bene basato sullo star bene se vesti bene, si sia accorta nel bel mezzo della preparazione del sugo per la pasta che agli ospiti non avrebbe potuto propinare il pane avanzato di tre giorni prima e allora infilato il primo straccetto trovato in anticamera si è precipitata in strada per rifornirsi dal negozietto gourmet dove ha il conto aperto per le tante cene in casa che lo chef rinomato le prepara a sua insaputa e che lei riscalda soltanto ma poi la sentirai dire “Ho cucinato delle crepes vvvveeeRRamente portentose” tra gli applausi dei suoi ospiti che hanno gradito la cena. Sanno benissimo del trucchetto ma non ne fanno menzione. Non fa educato. Ecco quella casalinghitudine occasionale non ci appartiene molto. Nessuna di noi ha un ghostchef su cui fare affidamento per preparare manicaretti, rondelle di zucchine tagliate più o meno finemente accompagnate da un trancio di salmone passato nei pistacchi tritati misti a sesamo nero, un po’ di pepe poco sale (meglio senza) e via andare… In attesa di tempi migliori però il cappotto orsetto, la shopper simillogata e le ciabatte di pelo le possiamo trovare ovunque anche nel magazzino più cheap che conosciamo. Otto euro per le ciabatte, ottanta massimo per il cappottone che sa molto peluche dimenticato nel baule e 12 borsa shopper… che ci vuole il look è fatto e siamo a posto. Anzi! Super. Non c’è neppure bisogno di scapicollarti tra gli stand dei negozi. La roba da indossare a poco prezzo diventa più intrigante se comprata online. Ah, come si misurano i piedi? Ho scoperto che ci sono sistemi per non sbagliare mai il numero: un cartone riporta le varie misure e si blocca il piede con un perno mobile e il numero è fatto. E se poi non vanno bene le si può rivendere a un’amica. L’acquisto online fa trendy ancora più dell’oggetto comprato. Misuratori a parte si può sempre passare “per curiosare” nello store provare un campione e poi si compra quello che si vuole on line. Sembra che il commercio in rete abbia avuto un boom incredibile. All’apparenza forse sembra di non precipitare nel limbo dell’acquisto e invece… Comunque sia questo nuovo modo di avvicinarsi all’acquisto delle cose mi porta a una riflessione più generale. Se incede con questa velocità e con questa ampiezza l’abitudine a comprare in rete che ce ne faremo nei prossimi anni anzi che se ne faranno le future generazioni nei prossimi anni delle decine (forse centinaia) di centri commerciali che come una corona simbolo di ricchezza hanno circondato le città? Un bell’interrogativo.
alenti92@gmail.com
2 Comments
Giocare con l'ironia della sorte..o riflettersi altrove ? Duellare alla Don Chisciotte contro mulini a vento o sognare una società illuminata … luccicare o riflettere e illuminare ? Antonella come sempre con la sua acuta visione..allegra ma arguta, sottolinea e non si perde , sceglie..filtra..scarta..ma infine prova e si veste del presente. Il presente che inscatola ogni cosa e ogni speranza, la speranza di ritrovarsi donne belle , non donne.. ma donne belle a qualunque costo, in ogni caso getta l'amo ma non abbocca , svicola ed entra nel gioco femminile del piacere. Personalmente amo il Vintage ,quello che ricorda sempre qualcosa di vissuto e di vero, cosa rimarrà di questo tempo…dei grandi magazzini..del luccichio di sorrisi di ragazze pon pon ? Sarà un'altra pagina che vivremo con la storia.
sono d'accordo con quello che scrivi. Si vedrà. Intanto ogni tanto ho la sensazione che questa finzione che va in scena ogni giorno metta radici tanto lunghe da riuscire ad avvolgere l'intero globo. Hai presente una gabbia che rischia di soffocare ogni desiderio di fuga? Ecco, quello. Comunque anche a me piace in vintage. Ho l'armadio pieno. Se devo essere sincera è pieno di tutto. La bulimia non ha confini…. Grazie!