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Prendi una scacchiera e metti in fila tutte le pedine: ciascuna con un posto, un ruolo e movimenti precisi. Prendi alcuni reparti ospedalieri nei quali si sviluppa il percorso di un’ammalata di tumore e prendi una telecamera che segua i movimenti del gioco di squadra dalla scacchiera alle corsie ospedaliere. E’ con questo gioco di metafore e sovrapposizioni che è stato realizzato “Scacco matto”. E’ il titolo di un corto di otto minuti con cui Camilla Di Nunzio e Chiara Citterio dottoresse dell’oncologia di Piacenza hanno gareggiato al concorso nazionale di cortometraggi indetto da Aiom, Associazione medici oncologi italiana. Tre i lavori premiati e “Scacco matto” si è guadagnato il terzo posto. Esattamente come su una scacchiera in ospedale, pazienti, medici, infermieri e ricerca, insieme daranno “Scacco al cancro”. Pedoni, alfieri, cavallo, re e regina sono la metafora con cui è stata pensata la sceneggiatura del corto. Hanno scelto questo gioco per raccontare il percorso di cura che il paziente incontra dopo la diagnosi di cancro che si sviluppa in tappe obbligate nelle quali, insieme al paziente (sulla scacchiera è la Regina), giocano un ruolo decisivo i professionisti e i tecnici dei reparti (Alfieri, Pedoni, Torri) ciascuno con un proprio ruolo e un funzione assegnata. Alla dine il cancro (il Re) soccombe. La consegna della pergamena che attesta il riconoscimento è avvenuta nei giorni scorsi a Roma in un’anteprima del congresso nazionale dell’Aiom che si è tenuto da venerdì a domenica.
Soddisfatte e contente le due dottoresse soprattutto perché – segnalano – abbiamo raggiunto questo traguardo con pochi mezzi. E in modo artigianale. A cominciare dalla scacchiera e dalle pedine (“li ha costruiti un mio prozio – dice Chiara Citterio – molto orgoglioso di prestarceli per realizzare questo progetto”).
Un piccolo budget stanziato da Amop, la disponibilità di medici e infermieri a contribuire alla realizzazione del corto e la collaborazione di professionisti come Davide Scaravaggi e Vlad Leonte che hanno guidato sapientemente la regia. Il tutto confezionato in una giornata di full immersion nel luglio scorso per arrivare in tempo a inviare le copie necessarie.
Come è nata l’idea?
In realtà – raccontano le dottoresse Di Nunzio e Citterio – avevamo realizzato un testo per partecipare a un bando sulla medicina narrativa. A quel testo abbiamo lavorato con il determinante contributo di Silvia Barbieri del settore comunicazione dell’Ausl. Quindi quel testo poi è stato adattato per realizzare il video. Naturalmente abbiamo dovuto concentrare il racconto e ne è uscito un lavoro di otto minuti in cui i singoli reparti hanno scritto e interpretato il loro copione. Ma si sa, un corto tira l’altro e, incassato il premio dell’edizione 2018, le dottoresse stanno già pensando al soggetto che sarà il cuore del prossimo video.
La consegna del riconoscimento è avvenuta a Roma nella sessione pomeridiana di una giornata di confronto sul tema Oncologi & pazienti, “Il valore del tempo”. La seconda sessione della giornata incentrata sempre sul rapporto stretto tra oncologi e pazienti era dedicata appunto alla narrazione attraverso le immagini del problema malattia, del problema cancro. “Ho raccolto tanti commenti positivi sul lavoro di Camilla e Chiara – dice il professor Luigi Cavanna – il video è piaciuto molto perché, attraverso gli scacchi, si mostra come sia indispensabile e fondamentale il lavoro di una squadra unita per raggiungere il meglio per i pazienti”.
Al primo posto nel concorso un video realizzato dall’istituto nazionale tumori di Napoli. Il tema trattato era la malattia spiegata ai bambini. Un’animazione tesa a raccontare al bambino quello che sta succedendo nel corpo della mamma, compresa la perdita dei capelli che la fa assomigliare a un uovo da qui il titolo del corto “Mamma uovo”. Secondo classificato un monologo dal titolo “Il mio Drago” per la regia di Donatella Romani.
