MODA&MODI

Vellutino d’altri tempi nei colori del bosco: lo voglio!

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Un ricordo d’autunno

Velluto a coste a gogo per l’autunno inverno 2018. Un ritorno al passato che fa indispettire chi ha buttato nei cassonetti degli abiti usati gli esemplari dei tempi andati. Di vellutine ce n’è per tutti i gusti. Ci sono i pantaloni-vellutini con righine sottili come spaghetti; ci sono i pantaloni-vellutini con rigoni larghi che ricordano le fettuccine al ragù di selvaggina. Ci sono i cappottini, gli abitini, i completi (giacche comprese). Tutto un velluto lieve come una carezza in un momento in cui la vita proprio non ci sta accarezzando. Vellutini che, indistintamente, fanno pensare a tappeti di fresco muschio che odora di pigne e su cui scorrazzano scoiattoli frettolosi in lotta col tempo per accaparrarsi piu’ scorte possibile per l’inverno. Scoiattoli che non si sono accorti dei mutamenti climatici; non hanno capito che possono rallentare nella formazione delle scorte perche’, all’orizzonte, si prospetta quella che negli Stati Uniti chiamano l’estate indiana che si protrae almeno fino a metà novembre. Calmi scoiattoli, c’e’ tutto il tempo per rifare la dispensa invernale.

Intanto noi facciamo incetta di abiti color sottobosco perche’, esattamente come gli scoiattoli, vogliamo creare la nostra scorta modaiola da indossare per l’inverno. Gli innumerevoli vellutini in tutte le fogge di cui sono piene le vetrine ci aiutano a far funzionare la fantasia. Ci sentiamo già in pieno inverno e i primi acquisti – un tantino pesanti per i 26 gradi che ci regalano ancora i pomeriggi padani – li portiamo a spasso indossandoli a fatica e sudando oltre misura. Non importa perche’ guai a non infilarsi subito una cosa nuova appena acquistata. Al desiderio di cambiamento non possiamo mai rispondere picche. Alla fine di una stagione c’e’ sempre bisogno di sancire l’inizio di una nuova. Se cosi’ non fosse che noia… Nonostante le bizzarrie del tempo, condannato a mutare inesorabilmente, il vellutino autunno-inverno richiama le brume ottobrine, richiama la terra, il bosco, la montagna e i ritrovi davanti al focolare a sentire canzoni che quasi sempre aprono una finestra sulla nostra giovinezza. In tanti abbiamo portato abiti, gonne, gilet, pantaloni a forma di jeans oppure di taglio maschile confezionati con quel tessuto particolare che a vederlo esposto nelle vetrine ci apre un mondo di sogno ma che, una volta portato, lascia segni indelebili in corrispondenza delle parti pesanti del nostro corpo che provvedono ad appiattire le coste, grandi o piccole, dei vellutini. Ma non importa il bello del velluto è proprio quell’apparire vissuto esattamente come, in estate, il vissuto del lino ci schiaccia l’occhiolino e ci fa appassionare a quel tessuto alleato di chi aborrisce il ferro da stiro un pregio per chi sfugge appena può alla tirannide del ferro da stiro. Ben venga qualcosa che è bello se stropicciato!!

Velluto per l’autunno-inverno 2018? Ben venga tutto quello che sta bene anche se non perfetto. Del resto la perfezione è qualcosa che esiste solo nell’immaginario. Nella realtà non è altro che una tendenza. Si tende alla perfezione, ma non si raggiunge mai.

Il vellutino di cui hanno fatto uso tanti sarti piu’ o meno famosi ci aiuta a ridimensionare i nostri sogni di gloria. Nel momento stesso in cui indossiamo quel vellutino a righine sottili come spaghettini o a coste larghe come fettuccine bolognesi intinte nel ragù di selvaggina, sappiamo che assumeranno per forza la forma del nostro corpo e non saranno mai piu’ amorfe come quando le abbiamo affondate nello shopper mai sazia delle novità di stagione.

A darci una mano il low-coast che per fortuna ci consente di stare al passo con la moda senza svenarsi. Tuttavia un’insidia s’annida anche in questa filosofia del basso costo ed è la quantità. Attenzione alla sirena del low coast perche’ alla fine, moltiplicandolo, il “low” può diventare in un battibaleno “high” e allora addio. L’esserne consapevoli è già un primo passo ma se nonostante tutto si va avanti nel proposito bisogna concludere che inevitabilmente si è finite nel tritacarne del consumo per giunta convinte di non aver abbandonato la strada virtuosa della morigeratezza. Ma come si fa a resistere al vellutino?

Antonella Lenti

alenti92@gmail.com

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