MODA&MODI

Spring 2019? Tutti col cerchietto e ti combino lo scherzetto

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Moda&modi -Rubrica semiseria di Antonella Lenti

Capigliature di matrone romane esposte ai musei vaticani
cerchietti ante litteram?
Quando si dice “un diavolo per capello”, quando si dice “ho un cerchio alla testa” che non riesco a togliermi…. ebbene non lo dovremmo togliere mai stando ai suggerimenti che ci arrivano dagli appuntamenti stagionali dello stile a New York e Londra.

A questo proposito due parole riguardo ai grandi appuntamenti “commercial-stilistici” che punteggiano estati e autunni. Lo spettacolo d’alta moda si è fatto strada e avviene sotto i riflettori di tutto il mondo da quando non è più racchiuso nelle stanze ricche di stucchi e vetri veneziani delle maison degli anni Cinquanta e Sessanta. Racchiuso ed esclusivo come fosse elemento carbonaro da tenere riservato per non offendere chi a quei livelli non avrebbe mai potuto arrivare. Per questi le sartine di paese o di quartiere andavano più che bene.

Stagione di sfilate e il circo della moda non ha più occhi né orecchi per null’altro. Mi stimola la curiosità osservare che mentre sulle passerelle vanno in scena le tendenze, le scelte dei materiali, le architetture vestiarie più improbabili e inaccessibili per praticità e per costi, in parallelo c’è un altro spettacolo che si mette in movimento.

E’ lo street style ed è da lì, più che dalle sfilate, che ci arriva il condizionamento. E’ da lì che i suggerimenti di stile possono concretizzarsi. E questo avviene anche per effetto di un processo di identificazione. Vedere modelle bellissime, magrissime, altissime provenienti da Paesi diversi è già di per sé un impatto con un mondo “costruito”, diciamo così, formato da vestali inarrivabili per noi comuni mortali che da tempo abbiamo imboccato la terza fermata degli anta.
Ma vuoi mettere lo street style?
Quell’insieme di oggetti che agghindano il corpo e gli accessori che competano il look sono inseriti in un contesto normale, quotidiano che tutti noi frequentiamo nelle nostre città. E quindi diventa il nostro comodo must have senza pensarci. Lo street style è subito business. Non c’è scampo. Immediatamente scatta in noi l’effetto copia e incolla. “Hai visto quella col cappottino orsetto, i jeans rotti, le sneakers ultima moda che copiano quelle con le suole rosse, guarda che bellezza. Anch’io posso portare un fottuto cappottino orsetto” (il linguaggio, va da sé, si adegua all’ambiente che viviamo alle fiction che guardiamo ai social a cui stiamo incollati. Effetto pecora a go go.

A nulla servono le avvertenze che ti senti suggerire da chi davvero ti vuole bene: “Attenta, il cappottino orsetto non sta bene a tutte..” “Fa gggnente, adesso costa poco e poi l’ho visto su quella rivista lo indossava una ragazza che stava davvero bene”… Puntuale la puntualizzazione: meccanismo gregge.

Adesso che l’aria si è alleggerita e non punge più tanto l’effetto orsetto ha lasciato il posto all’effetto yeti. Massicci coprispalla (spesso senza le maniche a fili lunghi bianchi) che luccicano sotto le luci delle vetrine e calano fieri sulle spalle delle giovani che anche solo per una stringa della scarpa più alla moda non si può.

E ora dobbiamo fare i conti con il cerchietto meglio se maxi, meglio ancora se è di velluto e il non plus ultra se è griffato (ho scoperto che ce ne sono a prezzi folli).

Obiettivo cerchietto e quindi parte dei nostri acquisti primaverili lo comprenderà, c’è da giurarci. Dentro di me ho già passato in rassegna la raccolta di inutilità che tengo come gioielli per cercare di ricordare se, in quel deposito di stracci e straccetti che è diventata casa mia, ci sia per caso anche un cerchietto scampato all’età. Cerchietto che ho portato anch’io come tutte e che mi ha sempre dato molto fastidio perché dopo poco tempo mi sembrava di subire lo schiacciamento alle tempie come quello che lo schiaccianoci produce sul guscio di una noce. Fastidioso e quindi tolto con rabbia. Maggiore rabbia se poi, davanti allo specchio, ti accorgevi che quel maledetto schiaccia-testa ti aveva ridotto i capelli nel punto dell’attaccatura come una bambola finita in soffitta e dimenticata. Comunque sia, comunque stia il cerchietto che ti abbraccia le tempie – il messaggio è già dilagato nello street style – e quindi stiamo accorte a non farci invadere dai cerchietti. Così ci dicono, così ci orientano. E’ bene sapere quello che si aspetta da noi il moloch del consumo, è bene saperlo con largo anticipo così abbiamo il tempo di cambiare direzione, così abbiamo il tempo di contestare, così abbiamo il tempo di non entrare nel gregge. In fondo se lo capiamo bene il lavoro dell’influencer può servire anche al contrario. Tu dici che bello questo? Aggiungi non se ne potrà fare a meno e tutte lo avrete perché se ce l’ho io che detto legge, ergo tutti sono spinti a fare così? Perché non far valere al contrario gli effetti di questo nuovo mood “voglio posso e indirizzo”? Comunque sia tornando alla moda del cerchietto pare che  per la prossima primavera estate non si possa davvero fare a meno. Sì, quel cerchietto che già abbiamo portato negli anni Novanta recuperandolo dagli anni Sessanta che a loro volta lo hanno reintrodotto pescando forse dal costume delle donne che nei borghi nelle periferie delle città hanno tenuto botta alla distruzione della seconda guerra mondiale e non avendo né soldi, né tempo e neppure la voglia di acconciarsi i capelli avevano pensato che tenerli fermi all’indietro fosse la soluzione.

Riemerge il cerchietto che se si osservano i quadri del Rinascimento non c’è dama che non abbia in testa una semicerchio semmai di velluto e decorato di perline che pare sia proprio il must dei prossimi mesi. Del resto in quei secoli a tenere i capelli sciolti erano i maschi dalle storie maledette.

Quindi cerchietto e la testa è messa al posto suo. Guai a usarla per pensare di tanto in tanto.

2 Comments

  1. Se è per questo di cerchietti , bisognerebbe trovarne tanti nella cassapanca del tempo perduto, il cerchietto di cosa eravamo e cosa siamo diventati, e in questo forse le tempie rimarrebbero compresse oltre misura, se non fosse che la bellezza sfugge più velocemente  della dignità , il cerchietto rimarrebbe un accessorio permanente..una protesi a ricordarci di tutto. Il sole scalda tutti belli e brutti, ma differenziarsi è un gioco che va oltre natura..è un cercare di emergere sempre per far notare che esistiamo, che siamo belli…diversi..nuovi e sempre pronti, a cosa siamo pronti poi non è importante.. è marginale, l'importante è avere sempre un cerchietto pronto ..un cappottino che ci distingua..una scarpetta che brilli..o un anellino al naso. Una volta ho amato e l'amore mi aveva messo un cerchio alla testa così pressante, che ovunque andassi era come se il mio amore mi seguisse, non aveva colore, non aveva forma, era vero come era vero il mio cuore.

  2. bellissimo. Grazie. Ho aggiunto un foto. capigliature romane catturate oggi ai musei vaticani. Hanno qualcosa che ricorda i cerchietti. Come dire che da che mondo è mondo non ci prendiamo come siamo ma abbiamo l'ambizione di diventare altro. Forse perché sappiamo che non siamo nessuno.

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