Moda&modi – Rubrica semiseria di Antonella Lenti
Chi potrebbe essere tanto pazza da calzare un paio di stivaletti nel pieno di un’estate? Chi potrebbe essere tanto pazza da non portarsi un paio di infradito per alternarli durante il giorno se per ragioni di impegni inderogabili deve uscire di casa al mattino per farvi ritorno alla sera? Una pazza o un pazzo, appunto.
Le piazze si riempiono di under18 che reclamano attenzione. Tirano la giacchetta agli adulti perché si facciano carico, oltre che dell’acquisto di stivaletti nuovi per l’estate, anche delle prospettive del futuro. Ora è come se tutto questo non interessasse perché si pensa “In fondo so’ ragazzi” e il pensiero fisso resta calzare gli stivali d’estate. Cosa non si fa per attirare l’attenzione sui nonsense. Cosa non si fa per inventarsi nuove posture e nuove estrosità con le quali manifestare un’eccentrica presenza sulla terra… Quella stessa terra che continua a dare segni di squilibrio preoccupanti.
Ebbene è come se tutto questo non importasse nulla perché a chi fa vestiti, a chi fa scarpe lacrimare sul destino della terra appare una quisquiglia da perdigiorno. Chi ha come obiettivo il qui e ora, chi deve inventarsi qualcosa che porti milioni di persone a rifornirsi nei grandi magazzini illudendoli che solo così potranno essere accettati nella modernità, il futuro francamente appare solo fantascienza.
Che sarà mai, uno sguardo in giro e vede che c’è terra per tutti e comunque l’orizzonte dei consumatori di oggi – quelli che possono permettersi di cedere alle lusinghe, dalle scarpe ai capelli – certo il loro orizzonte non va oltre qualche manciata di decenni e pensiamo che tutto precipiti così in fretta? Ma va! Impossibile. Comunque sia il problema c’è, ogni tanto fa capolino. Una ruga di preoccupazione si stampa a sulla fronte tra una vetrina e l’altra che passiamo in rassegna alla ricerca di un’iniezione vitaminica di autostima che regolarmente abbiamo perduto durante una giornata stressante. Stivaletti d’estate ma non solo. Ci sono anche gli abiti a pois. Si erano visti lo scorso anno e perché comprarne dei nuovi? Perché quelli dell’anno passato sono dell’anno passato e non hanno pences… non vanno bene, sono troppo “scivolati” rispetto a quelli nuovi. Destinati quindi all’abbandono nell’angolo dell’armadio per lasciar spazio al nuovo pois che ti farà sognare ad occhi aperti. Il pois dello scorso anno: è invecchiato, si vede a occhio nudo, nessuna dica “va benissimo”. Tutt’altro. C’è un pois “verdino acqua” che ricorda i Novanta. Da anni non si vedeva più nelle confezioni di qualsiasi tipo. E’ tornato. Bene sarà un proliferare di verde acqua, non si sa mai che la gonna, il calzone, l’abito a pois di tonalità “verde acqua” possano contribuire a rinverdire quel senso di appartenenza alla natura che abbiamo perduto, impegnati a trotterellare tra un centro commerciale e l’altro tutti addobbati da finte palme, da gruppi di glicine in fiore (di plastica) che per questo miracolosamente mantengono la nuvola di colore anche in pieno inverno e a noi sta molto bene così. Vuoi mettere una glicine vera (quel profumo intenso dà pure allergia) in pieno inverno quando tutto è brullo e solo guardare fuori dalla finestra mette una tristezza senza fine? Inventiamoci una nuova primavera. Tutto l’anno sia primavera, magari anche la terra mette la testa a posto e non ci dobbiamo più preoccupare. Anche gli under 18 potrebbero tranquillizzarsi. O no?
@modasemiseria
