MODA&MODI

Gira forte il vinile la nuova veste per il trench

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di Antonella Lenti  (PUBBLICATO SU LIBERTA’ LUNEDì 8 APRILE)
Usare senza possedere. Che leggerezza, che risparmio, che facilità di vita senza la zavorra che ci trasciniamo da una casa all’altra.

E la nostra identità come la costruiamo senza i travestimenti della giornata? Come assopire le ansie, i desideri di evadere dalla quotidianità? Un bel problema per chi ha fondato la sua vita sul possesso di cose, qualsiasi cosa, facendone le fondamenta della sua esistenza. Non possedere è la nuova frontiera, la nuova frontiera di una società il cui principio di base, al momento, è l’accumulo sfrenato. Vuoi mettere avere un metro cubo di pantaloni tra cui poter scegliere a seconda dell’umore e invece averne un paio in prestito che poi passi a un’altra persona? Una tristezza.

E’ la fine di una corrente di pensiero: l’apparire come valore dell’esistenza. Lo style system che fine farà? Misera vita futura la nostra. Un inferno, più ci pensi e più le fondamenta della tua vita vacillano: come è possibile vivere senza la montagna di scarpe che ti culli da decenni e di cui non riesci a liberarti perché in ogni suola di quelle scarpe ci sono le tappe della tua vita? Quelle le hai calzate per andare la prima volta al cinema, quelle altre le hai messe per il matrimonio di tuo fratello, le Superga di tela hanno fatto tutta l’estate dei tuoi 18 anni e che estate, mai più un’altra uguale e mai più altre scarpe uguali perché quelle sono diventate il feticcio da onorare sempre e comunque.

Sono a brandelli ma le conservi. Di tanto in tanto le fai riemergere ed è come se accompagnata per mano dal Mago di Oz ritornassi protagonista del tuo mondo fantastico della giovinezza sbiadita esattamente come lo sono i tuoi capelli, ma del tutto viva nella tua memoria. Anche gli oggetti fanno la nostra storia. Siamo arrivati a un punto in cui forse sono solo gli oggetti a scandire le nostre giornate. Basta osservare gli sciami di persone che, come stormi di uccelli che migrano, danzano nelle vie delle città o meglio ancora negli abominevoli centri commerciali ai margini delle città per incontrare ogni volta un oggetto del desiderio che ancora manca alla collezione. Oggetti, oggetti, oggetti, compra, compra, compra… stipa, stipa, stipa, stipa… Stipa tanto che poi ti dimentichi quello che hai comprato solo per il gusto di procacciarti un prezioso oggetto che calmi la tua ansia, la tua paura di non essere identificato dai tuoi simili. Guai passare inosservati. E giù acquisti.

Poi un giorno, di quelli in cui il tepore ti induce a cambiare d’abito e a pescare nel giacimento del primavera estate, scopri che tra le cose che possiedi c’è anche un trench lucido di materiale plastico esattamente del tipo che hai acquistato una settimana prima perché il trench in vinile – così si chiama ora – nella moda di quest’anno è stato classificato nella categoria “non si può fare senza” e pazienza se la pioggia è una rarità non c’è come il vinile che ripara dallo scroscio dell’acqua. Il trench di vinile lo avevi. Te ne eri scordata perché neppure lo avevi indossato, quel capo griffato che avevi trovato rincorrendo le offerte e le occasioni degli outlet della tua vita. Le tue cattedrali del consumo. Che fare? Per fortuna che c’è il passamano. Se la nuova moda è usare non possedere scatta l’idea della stagione. Dare vita alla banca degli indumenti e offrire sul mercato quello che possiedi in cambio di quello che non possiedi. Idea meravigliosa. Così apri “sportelli” e offri camice, abiti, cappotti, magliette e in cambio te ne viene altrettanto. Felicità oltre ogni limite avere tante cose nuove senza sentirsi accumulatori seriali. Quindi via alla nuova filosofia: usare non possedere. Quesito: durerà?

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