MODA&MODI

Abiti colorati come anticrisi o sono invece un segnale di emergenza?

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M&M RUBRICA SEMISERIA DI MODA E MODI DI ANTONELLA LENTI

La tavolozza di colori. Lo scenario non è solo l’arrivo dell’autunno (ancora un po’ distante per la verità) ma in agosto ci si prepara al freddo se non altro come speranza nel cuore visto quanto siamo bolliti nei mesi estivi. La tavolozza dei colori è il trend degli abiti su cui il sistema “compra e getta”, ci vuole incanalare per la prossima stagione invernale.

Già ora le vetrine si sono multicolori per annunciare le novità di stagione. Che per la verità di novità vere-vere ancora non se ne sono viste. Con tutto quello che in questi decenni di pret-a-porter è stato elaborato, cambiato, modificato, rivoltato e ancora rivoltato trovare ancora qualcosa di nuovo sembra alquanto difficile. Sembra talvolta che si vada davvero a raschiare il baule nel quale si ripongono le cose vecchie così care che evocano momenti felici e dalle quali non possiamo separarci perché spesso ci ricordano persone care, nonne e zie che sono state i modelli di riferimento del gusto nella nostra infanzia e giovinezza. Nonne e zie che spesso – a differenza delle mamme sempre pronte a criticare e a demolire – con la loro amabile indulgenza rappresentavano una culla di piacere e serenità nella quale rifugiarsi. Ebbene, allora vogliamo gettare quelle sottovesti che ci sono arrivate come dono, come ricordo di quelle figure così importanti nella nostra vita?

La stessa cosa deve essere capitata agli stilisti che fedeli al totem “mai gettare un’idea per quanto stravagante e improbabile” abbinano maglioni pesanti di quelli che t’immagini capaci di evitare il salasso del riscaldamento invernale a trine rosate/nere e trasparenti ricamate a mano che riemergono confinate in un angolo quando, in fretta e furia nel caldo di fine agosto, si preparano le scatole per il trasloco. Chissà perché tra fine agosto e inizio settembre ciclicamente capita sulla testa un trasloco. Capita. Occasione per far pulizia e mettere in campo idee nuove che abbiano radici profonde. I maglioni a costa inglese con la base di pizzo devono essere frutto di una tale circostanza. Molto di quello che ci succede è frutto del caso con buona pace delle nostre convinzioni sull’irresistibile determinismo che regola la nostra vita. Tranquilli, è solo un’illusione della mente. Comunque sia nell’autunno dei colori tornano i colori anche nel vestiario. Chi se lo aspettava in tempi di vacche magre come quelle in cui ci troviamo che i colori potessero emergere con tanta forza e sfrontatezza? Esorcizzare il brutto presente e futuro: è forse questa la spinta? O non potrebbe forse essere dettata dal desiderio di lasciarsi alle spalle cattivi presagi per lanciarsi spensierati nel mondo? Forse. I colori della moda invernale – loro malgrado – ci riconducono docilmente e sofficemente per mano a una realtà difficile a cui non si sfugge. Eccola: il rosso di abiti e cappotti apre una finestra sul fuoco che sta sconvolgendo la foresta polmone del mondo in Amazzonia; il verde del completo donna-in-carriera altro non è se non la metafora di una natura che lancia grida d’allarme che nessuno ascolta; il giallo solare dell’abito chemisier ci lancia il messaggio della desertificazione di una parte della Terra che stiamo nascondendo a noi stessi; quell’azzurro alla “come-è-profondo-il-mar” non fa altro che ricordarci che siamo fatti d’acqua, elemento essenziale in bilico con tutto quel che ne consegue. Vuoi dire che la moda ci può aiutare a pensare, a riflettere? Forse o semplicemente è il solito circo rutilante che ci ruota intorno e tenta, con i colori, di appropriarsi della nostra già debolissima volontà di resistere alle tentazioni.

Photo by Khaled Ghareeb on Unsplash

Pubblicato nella rubrica outfit di strada

(Libertà il 28 agosto 2019)

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