MODA&MODI

In vestaglia al vernissage? Non plus ultra

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di  Antonella Lenti

Ogni cosa si mischia, si contamina e si influenza e ci sta che si possa uscire la mattina coperte da una vestaglia. È il nuovo fronte modaiolo e non solo per eccentrici personaggi dello spettacolo che hanno impostato la loro vita a un imperativo, stupire ad ogni costo contro ogni legge sia fisica o estetica. Non è solo un’operazione da set fotografico che si consuma ad uso di chi si vuole lustrare gli occhi e prendere spunto per idee da applicare poi nella sua condotta estetica e lookkettara.

Non quando le vestaglie (o indumenti di chiara ispirazione) le vedi esposte nei magazzini dei marchi più gettonati dalle donne di tutte le età; quando questo succede è fatta. Vuol dire che il fenomeno c’è, è uscito dall’élite con cui si è presentato solo qualche anno fa ed è diventato un imperativo di massa. Prepariamoci quindi a vedere parate di donne e, perché no, anche di uomini vestiti come se si fossero appena alzati dal letto e non perché trascurati nell’aspetto: capelli fuori posto, segni neri indelebili sotto agli occhi, labbra pallide come quando hai l’influenza… no sono persone tutte in tiro coperte da una nuova idea di spolverino… la vestaglia. Si apre un mondo. Andando a ripescare nella memoria chi non ricorda una mamma, una nonna, una bisnonna in casa che preparava la colazione con una “capa tanta” di bigodini e coperta da fantasiose vestaglie super sintetiche stampate a rombi e leggermente imbottite? Facevano molto femminile e molto inglesi, molto “George e Mildred” remeber? Bene, quelle cose ripescate dai bauli e fatte rivivere nel modo giusto possono coprire le spalle e non per preparare la colazione che oggi nessuno fa più in casa travolto dal fascino dello veloce cappuccino e brioche al bar. Vestaglia sia per presenziare a un vernissage, per rendersi attraenti a una festa, per colpire la scena e farsi ricordare da quell’amico in particolare che non ti ha mai filato ma la vestaglia può fare miracoli. Non è questo che tutti noi vogliamo in fondo? Farci ricordare. Guai a non farsi riconoscere. D’ora in poi nella filosofia del mai più senza… una vestaglia da vernissage, non può mancare. Mi viene da pensare a tutto quello che ho accumulato senza avere la minima attenzione all’indumento più trendy della stagione di cui le amiche più attente, con le antenne sulla moda, mi avevano già parlato da un po’. Datemi urgentemente una vestaglia!

E si arriva all’accumulo. Altro capitolo scottante.

Se il solo pensiero di agguantare l’ultima nata del desiderio, la vestaglia, rappresenta già una goduria, riuscire ad aggiungerla alla collezione si trasforma in un vero e proprio appagamento interiore. Wowwww, ce l’ho fatta!!

Negli accumulatori c’è però un momento in cui tutto cambia. Il desiderio di accumulo presto si trasformerà in un altrettanto squilibrata spinta alla tabula rasa a fare piazza pulita di tutto. Pensi a spazi finalmente liberi di cose, niente più polverosi abbigliamenti dimenticati negli angoli più bui della stanza per i quali hai fatto il diavolo a quattro e che non te li sei filati per più di una settimana. Insomma fuori tutto.

La tua settimana delle occasioni fa brindare le associazioni benefiche alle quali doni sacchi su sacchi. Perché tu, quando sgombri, sgombri davvero. Fai le cose in grande nell’accumulo e le fai in grande nello smontaggio. Fuori tutto e non ci ricascherò mai più.

Non c’è da stupirsi di tanto estremismo. È l’eterna dinamica di odio e amore che si manifesta sempre quando a condurre il gioco è la passione. Una qualsiasi passione. Arriva un momento nella vita degli accumulatori seriali che non sopportano più nella loro innata smania e sembrano voler aprire le finestre di una stanza dall’atmosfera troppo pesante, troppo irrespirabile. La stessa dinamica di quando si sa che si sta accumulando peso, ma si finge di non accorgersene. Senti la pesantezza che si allarga nella tua circonferenza. Ti chiedi come abbiano fatto i gradini delle scale a diventare così alti che tanto alti non erano fino al mese precedente. E poi di colpo ti metti a dieta. Mai più questo, mai più quello. In breve ottieni un minimo risultato che ti conforta. La ruota riprende a girare di nuovo: riaccumuli, reingrassi e indossi una vestaglia al vernissage. Che conquista!

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