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LE RUBRICHE- IL LOOK QUOTIDIANO. Etica e pellicce: la ferita che non si chiude

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di Antonella Lenti

Non so come faranno questi vegani, questi vegetariani e tutta quella gente lì che mangia solo verdura… non pensano alla loro vecchiaia? Non mangiano calcio, non si nutrono con le cose necessarie, ma il calcio da vecchi è fondamentale per le ossa…”

È proprio così, pensa che ho anche mia figlia adesso che sta diventando sempre più rigorosa e non le vanno più bene neppure le scarpe di pelle, le borse di pelle, tutto quello che può avere un vago sentore di provenienza animale. Diventa implacabile con chi porta ancora le pellicce.”

La conversazione si è svolta al banco di un bar tra due signore che sorseggiavano il caffè. Signore critiche sul modern way of life basato su un inossidabile politicamente corretto. Dall’alimentazione all’abbigliamento. Imputate prime le pellicce che già nei decenni scorsi sono state al centro di tante contestazioni. In quel caso erano a sfondo socio-politico. Erano manifestazioni anti-borghesi. E l’icona borghese erano le signore con la pelliccia, espressione della decadenza di una società spinta al lusso più sfrenato che, per essere accettata dai simili, aveva necessità, urgenza, impellenza di mostrare gli oggetti con i quali si poteva identificare senza dubbio alcuno l’appartenenza sociale. Hai la pelliccia? Beh, sei borghese, magari un “parvenu” e chissà da dove arrivano tutti quei soldi!

Poi tutto è cambiato negli anni del riflusso… In fondo essere borghesi non era così disdicevole e che male c’era se, alla fine di un anno di lavoro, a Natale come regalo importante ti arrivava la pelliccia? Di visone, naturalmente, se no non c’era sugo. Quelle altre robette che si trovavano anche nei negozi di abbigliamento normali non davano l’idea. Meglio aspettare il visone! Quella sì era una meta. Anche a costo di tanti sacrifici la conquista di un tal cappotto di pelo valeva tutto.

Evvvai! Una volta raggiunta la meta che goduria essere circondate dalle amiche al momento dello sfoggio del nuovo totem che dava allo status sociale un valore conclamato. “Ora che anch’io ho la pelliccia…” Come dire, “ora che sono arrivata a metà della scala sociale (e aspetta di vedere che cosa verrà dopo), merito più rispetto e attenzione”. Sembrava infatti questo il messaggio del tuo corpo avvolto in un tale tappeto morbido e caldo che scendeva fino ai piedi e senza pietà ti faceva sembrare più tappa di quanto in realtà fossi. Erano gli esagerati anni Ottanta. Anni di benessere. Così si diceva. Resta il dubbio: era reale o solo apparente? Probabilmente tante di quelle pellicce che sfilavano sulla vasca delle strade principali delle città, che attraevano l’attenzione nei momenti mondani serali, erano il frutto di una storia economica finanziaria che in quel periodo andava in scena. Erano gli incassi di parte delle cedole degli investimenti finanziari a portare in dono pellicce e gioielli a fine anno. La vendita del debito pubblico portava nei conti delle famiglie ricchezze insperate. E giù a comprare beni duraturi… e pellicce.

Parentesi chiusa, le pellicce sono andate in cavalleria e il desiderio improvvisamente è calato. Finita la libido intorno alle pellicce. Anzi, chi l’aveva avuta fingeva di non conoscerne l’esistenza. Pellicce dalle stelle alle stalle. Guai a indossarne una. Non già per contestare uno status borghese, argomento politico di cui non fregava quasi più a nessuno… No, per etica. Porti un animale morto sulle spalle? Vergognati. Le povere pellicce confezionate che fine hanno fatto? Sono rimaste custodite negli armadi per lunghi anni. E intanto similpellicce – le chiamano eco, ma sarebbe meglio trovare altre definizioni perchè non si vede granchè di ecologico in un materiale plastico – hanno preso il loro posto. Anzi sono anche meglio perchè assumono a piacere tutti i colori dell’arcobaleno. E le pellicce vere, conquistate con tanti sacrifici? Ritrovano nuova vita nel vintage. Non c’è mercatino, non c’è negozio che di tanto in tanto le riproponga. A questo punto il dubbio mi assale. La valutazione etica sull’uso di pelo animale per coprirsi – anche Oetzi, l’uomo del Similaun era coperto di pelli – vale anche per una pelliccia entrata nella terza età? Mah.

(pubblicato su Liberta’ il 22 gennaio)

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