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Il rispetto delle regole, svolta epocale dopo le scosse

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Costruisco dunque sono. Senza chiedersi se si puòse vale la pena se èsicuro, se altera gli equilibri naturali… se è compatibile con le intemperanze di un territorio attraversato da innumerevoli faglie da cui possono partire terremoti. No, quando mai è stato fatto? 
Poi arrivano con le scosse di terremoto in un paese che da quel dì si sa che è sismico. Le scosse portano il tempo della contrizione e aprono le porte ai propositi di sempre. 
Scatta la litania solita. “Il patrimonio edilizio non è adeguato; si costruisce dove non si può; in certe zone d’Italia impera, domina e fa da padrone l’abusivismo…” Tutto risaputo. E non da oggi. La litania contempla un lungo rosario di proponimenti. Il canovaccio al completo è stato rispolverato in queste ore dopo le scosse a Ischia che coincidono drammaticamente con l’anniversario della devastazione del centro Italia. Si snocciolano i grani di un rosario ipocrita che recita così: “Occorrono piani antisismici”; Occorre più sicurezza”; “Occorre rivedere i sistemi costruttivi che devono tenere conto dei gradi di sismicità
Arriva la carrellata di esperti, sicuramente stanchi di ripetere ogni volta le stesse cose che mai hanno avuto uno sbocco concreto. C’è chi dice che le leggi ci sono (e tante) per tutto quello che occorre, sicurezza sismica compresa. Si parla dei piani comunali di emergenza che dovrebbero prevedere aree attrezzate (urbanizzate) in grado di accogliere casetteprovvisorie. Sarebbe interessante avere l’elenco di quanti comuni l’hanno predisposta… Ipocrisia se ancora oggi, per il terremoto dello scorso anno,le casette sono una chimera proprio per i problemi delle aree che si fa fatica a individuare. Il nodo è farle rispettare, le leggi, e allora c’è chi si affaccia e suggerisce una legge quadro che le raggruppi tutte quante e le metta a sistema… insomma nuove soluzioni burocratiche tanto distanti da un qualsiasi pensabile esito concreto positivo. Eppure la svolta epocalesarebbe a portata di mano: il semplice rispetto delle regoleMa chi ha voglia di farlo realmente in un paese basato sull’aiutino? Quanto e chi ci si guadagna a far valere le leggi? A conti fatti nessuno. Il beneficio sarebbe collettivo, e quindi non si conta. Non lo vedono conveniente i cittadini chedi fronte alla prospettiva di un progetto edilizio che tenga conto della sismicità alzano le braccia bloccati dai costi. Ne sono consapevoli i tecnici, gli operatori che si adeguano di conseguenza alle esigenze dei clienti. Ne sono consapevoli i politici che, pur confezionando le leggi, si guardano bene dal farle rispettare… (E chi ti vota più se vai a imporre qualcosa?) Tutti consapevoliNella forma tutto è a posto e la coscienza èsalva
Nella pratica? Beh… si deve vivere e lì vige la regola che le regole si interpretano. Ma a volta nella vita vera le scosse portano via anche le persone. E qui si tace.

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