SALUTE - SERPE IN SENO

Storia di Carolina. La notte prima del controllo

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2) pubblicato il 21 aprile 2105

Carolina per tutta la notte non era riuscita a chiudere occhio. Dopo brevi dormiveglia si ritrovava con gli occhi sbarrati nella stanza buia e davanti a sè vedeva macchinari luccicanti infermieri indaffarati con la divisa bianca e ciascuno con un bordo di colore diverso, sentiva rumori e voci “entri la signora…” “la prego si accomodi nel corridoio che la chiamerà la dottoressa”.
Nella sua mente scorrevano le sequenze di quello che di lì a poche ore avrebbe vissuto da vicino. Si era alzata come al solito per preparare la colazione a marito e figli, ma nei suoi occhi non c’era la serenità di sempre. Un’ombra li copriva. Il suo sguardo di continuo andava all’orologio appeso alla parete. Mancavano ancora quattro ore all’appuntamento e mentalmente si organizzava per riempire quel tempo che le sembrava lunghissimo. Telefonò a un’amica che era rimasta nel suo paese d’origine. A lei aveva raccontato l’intenzione di fare quella visita. In casa, però, non aveva detto nulla. Un po’ per non seminare apprensione un po’ per pudore. Carolina aveva quasi paura a parlare del suo corpo, aveva l’impressione di apparire spudorata. Era giovane, ma si sentiva a disagio. Così si era tenuta per sè tutto quanto.
Solo con Maria si era aperta. A lei aveva raccontato le sue sensazioni ed ora l’aveva cercata per trovare conforto. Carolina non aveva mai sentito dentro tanta inquietudine. Aveva la sensazione di aver perso il contatto con la sua solidità. Le era venuto in mente quando suo padre la portava a pescare. Ne era entusiasta, ma aveva paura del momento in cui saliva in barca. Metteva il piede dentro e dondolava tanto da farle temere di cadere in acqua. Batticuore per un solo momento poi tutto passava. La bellezza del mare increspato la luce del sole che radente accarezzava l’acqua facevano scomparire tutte le angosce. In quella mattina era la stessa cosa. Si stava preparando ad andare in mare aperto, quello che la preoccupava maggiormente era il primo passo ma sapeva che poi, una volta salpata, tutto sarebbe stato diverso. (continua)

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