SALUTE - SERPE IN SENO

Carolina ha il nodulo e si sente perduta

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3) pubblicato il 22 aprile 2015 (Storia – a puntate – di Carolina)

Non passava mai il tempo la mattina della mammografia prevista per mezzogiorno. I bambini li aveva dirottati  per il pranzo a casa di una conoscente. Per il marito non c’era problema perché sarebbe stato di ritorno a casa dal lavoro non prima delle cinque.
Timorosa Carolina aveva varcato la soglia del centro. Con un fil di voce aveva detto il motivo della sua presenza alle signore della reception che l’avevano indirizzata lungo il corridoio e le avevano detto “si segga, la tecnica la chiamerà per l’esame, durerà poco e poi deve aspettare la visita del medico che leggerà la lastra della mammografia e le farà l’ecografia”.
Il suo cuore batteva vorticosamente nella fossetta al centro delle spalle. Il cuore in gola. Aveva paura dell’esito, ma ancora più di spogliarsi e così aveva passato in rassegna gli indumenti che indossava preoccupata che qualcosa non fosse a posto. Tutto questo contribuiva ad alimentare la sua incertezza e le sue paure. Si era stupita e si era anche un poco tranquillizzata vedendo che tante altre donne fossero lì nella sua stessa situazione. Le aveva viste entrare e uscire velocemente dalle stanze in cui si faceva la radiografia e l’espressione delle donne non faceva trasparire preoccupazione.
Era arrivato il suo turno “Carolina.. venga” le aveva detto una ragazza che avrà avuto nemmeno la metà dei suoi anni. Doveva aver notato una certa tensione nel suo viso e nella sua espressione tanto che le aveva raccomandato “stia tranquilla, non è niente, è veloce e non sentirà dolore. Quando abbiamo finito attende qui fuori e la chiamerà il medico per avere l’esito”. Aveva accennato a un sorriso in segno di gratitudine per questa cortesia che non si aspettava, ma il cuore le batteva ancora a mille.
Non le avevano raccontato bugie, l’esame era stato veloce. Aveva sentito un po’ male quando le avevano schiacciato la mammella e l’aveva vista riprodotta sullo schermo del computer alla sua destra e si era chiesta, ci sarà qualcosa? Mah. Era la prima volta che vedeva la sua mammella da quella prospettiva. Il dolore non era stato nulla di insopportabile.
Dieci minuti soltanto ancora in attesa ed era stata chiamata dalla dottoressa. L’aspettava l’ecografia e poi l’esito. “Signora Carolina si vede una macchia. Dobbiamo fare l’ago aspirato per verificare di cosa si tratta”. Le aveva detto tutto d’un fiato la dottoressa senza guardarla in viso, ma tenendo gli occhi puntati sullo schermo del computer. Si era girata solo quando aveva sentito un singhiozzo. Carolina non era riuscita a contenerlo e incrociando lo sguardo della dottoressa si era lasciata andare in un pianto a dirotto. “Calma, calma” cercava di tranquillizzarla la dottoressa. Tante donne ogni anno incontrano questo problema e lo superano e siamo in tempo: lo abbiamo trovato al suo nascere…”
Ma Carolina non sentiva quelle parole rassicuranti. Si sentiva perduta…

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