Spending review sugli sprechi della sanita’.
Vengono i brividi a pensare che cosa potra’ succedere. Per un ammalato e’ uno spauracchio da incubo.
In genere quando annunciano questa , diciamo, “misura” la prima cosa che succede e’ che quello che facevi prima senza problemi, da un momento all’altro, non lo potrai piu’ fare.
E’ il caso ad esempio dei controlli post tumore. Bene.
Sono gia’ appesi a un filo per chi si trova nel limbo dei cinque anni in attesa di uscire dalla soglia dell’attenzione. Succede che per i primi due anni ancora si prosegue attraverso un’opera di monitoraggio in day hospital che permettono al paziente di essere controllato da vicino, ma danno anche una sensazione di essere accuditi e che il sistema sanitario, cioe’ la collettivita’ si prende cura della tua salute. Traduce nella pratica quello che in tanti convegni riempie le dichiarazioni di chi la politica sanitaria la costruisce: prendere in carico il paziente. Nel corso della mia vita professionale l’ho sentito dire milioni di volte.
Che presa in carico sarebbe se, a un certo punto di un percorso che si sa dura cinque anni, e che coinvolge una miriadi di problemi sanitari (cuore, ossa, polmoni oltre a fegato e frattaglie varie) ti dicessero mi spiace, la spending review ci impone di concentrarci solo sugli ammalati del momento, (leggi quelli che fanno la chemioterapia) per i controlli i pazienti precedenti si devono arrangiare.
Alla faccia della presa in carico. Penso a tanti che in questo modo si potrebbero perdere per strada perche’ si sa quando sei malato (e finche’ non sei uscito da quel tunnel di 5 anni ti senti sempre malato) sapere che c’e’ chi ti chiama per verificare il tuo stato di salute fa sentire bene. Ci fa sentire curati. Ci fa pensare che qualcuno pensa a noi. Si prende cura di noi a nome della collettivita’.
Ci fa sentire cittadini in difficolta’ non abbandonati a se’ stessi. Cari “tagliatori” di spese sanitarie pensateci. Tagliate dove serve, non sui malati. Altrimenti non si raccontino piu’ balle e tracciate la nuova strada: si salvi chi puo’!!!!