“Il volontariato, il privato affianca le strutture sanitarie nella ricerca e con la ricerca ho visto, durante la mia carriera lavorativa, tante persone uscire da malattie considerate incurabili e avere una vita ancora lunga e una qualità della stessa vita accettabile”. Questo ha detto il professor Luigi Cavanna alle oltre duecento persone malati, famigliari e persone sensibili che a Pontenure si sono ritrovati per affiancare l’impegno, l’ingegno di cui ogni giorno lavora per strappare al cancro una vita. Bene è’ stata una serata intensa, divertente, emozionante che ha dato ad amop 5.500 euro.
Sotto a quel tendone Tante storie passate dalla disperazione alla speranza e ora a un nuovo cammino.
Ma c’è anche chi soffre ancora. Chi vive, come mi ha detto una signora, con la spada minacciosa sulla testa e questo pensiero, non la fa dormire, non le fa venire il desiderio di conoscere e vedere cose nuove. Non mi va di fare nulla, di comperare nulla tanto il mio unico desiderio e’ quello di svuotarli i miei armadi… E poi non ci credo più’ alla guarigione. La sorte mi ha tirato un brutto scherzo. Pensavo di esserne fuori e invece eccolo di nuovo… E quindi non ci credo più.
Ecco il cancro fa anche questo ti invade non solo il corpo ma anche la testa.
No signora cerchi di resistere…
Cerchi un pertugio di chiaro nell’orribile scuro della disperazione. Non permetta al cancro di averla vinta sulla sua vita. E’ sbagliato per lei, per chi le sta accanto. Esortazione che mi sono sentita di fare con calore alla signora anche se la capisco fino in fondo. Ma in questi anni di convivenza con questa serpe in seno che mi sono trovata, coltivata o che altro, ho capito che un filo per uscire dal casino c’è sempre. Basta cercarlo con attenzione. Anche ora che la chiarezza non domina i miei pensieri, ogni giorno colgo uno spunto per continuare. Perché, che senso ha? Mi ha chiesto la signora. Ha senso per dare un senso a noi stesse. perché c’è lo meritiamo. E’ questo il senso. Stare bene c’è lo meritiamo. Punto.
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