SALUTE - SERPE IN SENO

Salvarsi come, con i fossili?

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Sto vivendo uno dei momenti più difficili della mia vita. Molto più incasinato di quando ho saputo di avere il cancro. La confusione nella quale mi sento piombata mi impedisce di recuperare dentro di me quelle forze che ho usato – e neanche sapevo di avere – durante la fase acuta della malattia. A volte mi sento scollegata da me stessa. Infatti se da un lato esorto le persone che soffrono del post cancro a tenere duro e lottare che comunque sia ne vale la pena, dentro di me sento sfracelli e crolli e a volte penso che quelle esortazioni in realtà le rivolgo a me stessa. L’interrogativo è sempre lo stesso. Come fare per recuperare un minimo di equilibrio interiore? Come fare per ritrovare la voglia di fare delle cose, di avere relazioni e di comunicare con gli altri? In questi giorni in cui su e giù per i sentieri di montagna mi affatico, scopro cose bellissime come il parco geologico Bletterbach di Aldino dove vivi all’interno delle stratificazioni della terra e ti con i tuoi miseri problemi ti senti pulviscolo, cerco di far scaturire dalla mia testa ormai senza un senso compiuto, l’appiglio per stare a galla.
Però alla fine, come in questo momento, mi sento meno viva  di quelle ammoniti di milioni di anni fa imprigionate nell’arenaria. Loro raccontano una storia, raccontano l’evoluzione del pianeta raccontano e trasmettono la grandiosità della vita. Potrebbe essere questo l’appiglio? Forse. Un argomento su cui riflettere.

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