OUTFIT DI STRADA del 27 giugno 2016 – rubrica settimanale di Libertà del lunedì
Per le vie del centro storico di Napoli respiri l’odore
della vita. Nel vero senso della parola. Nei colori, chiari e scuri. La
vedi fluire sulle scritte underground che a ogni metro del centro storico
ti avvolgono, ti circondano. Capisci perché qui ha voluto vivere Leopardi
fuggendo da un padre conservatore, oppressivo e clericale. Calpestando
lo stesso suolo senti talvolta tutta la poesia di quei luoghi. Capisci
perché ad ogni angolo ti puoi imbattere in un set cinematografico. E Napoli
essa stessa è un set cinematografico. Napoli ti fa respirare. A volte quello
che respiri ti fa girare la testa, ti tormenta l’anima e non ti piace affatto.
Come ritrovarti improvvisamente, girato l’angolo, in un vicoletto che scopri
più popolato in strada che negli edifici verticali, scuri e dove probabilmente
non filtra mai un raggio di sole. Lì si conduce una vita in ombra e la
si porta all’aperto per bruciare le tappe. Come i tanti bambini adulti
che incontri nei vicoli. Già aggressivi anche se appena alti una spanna
i maschi, sexy e ammiccanti certe bambine che hanno fretta di crescere
e tuffarsi nel mondo che le circonda. Bambine e bambini tutti con qualcosa
che li collega alla moda, al look dal taglio di capelli all’ultimo grido
col cranio rasato da una parte e la coda di cavallo dall’altro. Mini uomini
e mini donne già impostati. Napoli fa girare la testa, incanta, fa arrabbiare
e arrossire, ma quando la lasci non ti abbandona. Garantito. Un bellissimo
omaggio alla bellezza, alla grandiosità di una città che è stata capitale
maestosa e ricca in tempi andati e che trasmette ancora, tra le rughe della
sofferenza, tanto di quella storia, è venuto proprio dagli stilisti che
festeggeranno a Napoli il loro compleanno aziendale. Dolce&Gabbana hanno
già omaggiato Napoli con un servizio fotografico di presentazione delle
loro collezioni di cui è stato dato ampio risalto sui giornali. Una scelta
voluta, una scelta per dare risalto alla vita vera e non patinata che si
coglie negli anfratti degli angoli bellissimi delle piazze e delle vie
da Spaccanapoli a San Gregorio Armeno (la via degli artigiani del presepe).
Risultato: foto di grande effetto, ma anche un’esperienza di comunicazione
col reale che sui set della moda raramente si osservano. Modelle truccate
per strada, mises cambiate nel retro dei negozi che sono un tutt’uno con
la via un drappello di giovani e meno giovani a osservare divertiti quanto
avveniva intorno. Insomma, un tuffo nella realtà che non guasta per un
mondo che si basa spesso sulla sola finzione.
Perché la moda è finzione.
E lo scopri in periodo di saldi. Tutto quello che era alle stelle te lo
ritrovi declassato sia nel prezzo sia nella presentazione e ti chiedi se
proprio valeva la pena di scapiccolarti al primo sole primaverile a cercare
sulle vie dello shopping la novità per l’imminente bella stagione. Ti ammiccano
dalle vetrine i completi che le commesse esperte sanno proporre e mischiare.
Ci sanno fare davvero e in certi casi gli stessi manichini si animano e
ti fanno l’occhiolino: allungano il braccio e con l’indice ti fanno segno
di avvicinarti addirittura in qualche caso, come nei vecchi manichini con
la testa e la postura sinuosa, sembrava quasi che quegli occhi setosi ti
puntassero tanto da sentirtene ammagliata. Nella maggior parte dei casi
l’adescamento è sempre riuscito e riesce ancora. Entri, compri, esci, torni
a casa e scopri, in fondo a un cassettone che non apri da anni, una maglietta
simile a quella inanimata sul tavolo appena acquistata da cui penzola un
cartellino. Accidenti non mi ricordavo che ce l’avevo. E’ il primo impulso.
Un moto di stizza ti viene poi qualche settimana dopo quando dietro agli
striscioni dei saldi di fine stagione intravedi la tua maglietta comprata
a prezzo pieno oggi nientemeno che con il 50 per cento di sconto. Dalle
stelle alle stalle. Non è più indosso al manichino, si trova appoggiata
ai piedi. Ed è insieme ad altri capi che ti vengono proposti come un affarone
imperdibile. Affarone? Garantito. Come quello che hai concluso tu quando
ha comprato la maglietta a prezzo pieno. Dalle stelle alle stalle.