Rubrica outfit di strada pubblicata su Libertà, quotidiano di Piacenza il 12 settembre scorso
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Tra poco squilla la campanella in classe e le mamme,
insieme al sollievo di non dover più programmare o seguire le giornate
di gioco dei loro pargoli, sono impegnate da tempo a costruire il bagaglio
scolastico, la dote dell’anno 2016-2017 per gli alunni. Dote col fiato
corto perché soggetta ai cambiamenti della moda scolastica, ma anche all’affacciarsi
sulla scena di nuovi eroi dei cartoon. Sono infatti questi i personaggi
che i baby consumatori rincorrono per essere alla pari dei loro compagnucci
di giochi e ora di studi.
Sono gli eroi dei cartoni, ma soprattutto dei
videogiochi del momento infatti ad ispirare zainetti, quaderni, matite,
gomme e anche temperini. Tutto un bagaglio che accompagna il bimbo nell’eterno
cartone della sua vita scolastica. Per non farli sentire soli, per farli
sentire accuditi e guidati dagli idoli del momento: si va da Frozen a Angry
birds, a Star wars, Capitan America, gli Avengers, Violetta, Descendants,
Soy Luna o Tartarughe Ninja, Minions, ma anche un ever green come Spider
Man e così via. Un cartone adatto a ogni età. A tutte le età l’estetica
del primo giorno di scuola ha rappresentato un gradino importante nell’avvio
della propria strada nella socialità. E’ nella scuola, nel primo giorno
di scuola che si formano i gruppi di amici e nemici. Uscendo dalla sfera
di protezione familiare si comincia a camminare da soli. Dalle primarie
alle scuole superiori entra in campo la personalità individuale che per
farsi accogliere e non cacciane all’angolo ha sempre bisogno di un elemento
identificiativo. Chi si ricorda di Iacovitti? del diario che ha accompagnato
tante generaizioni? Per tacere dello zaino rigorosamente militare che doveva
per forza essere ricoperto di slogan e simboli, politici e non, in modo
che vedentoti per strada era facile l’identificazione sia da parte degli
estranei sia da parte dei simili. Il processo è sempre lo stesso: si è
soli, ma si cercano gli altri e per farlo è indispensabile riconoscersi.
Il processo non cambia. I decenni si rincorrono e i meccanismi sono gli
stessi.
Parlando di scuola c’è un altro elemento da tenere in considerazione
e che si apre al momento della ripresa. Sono i bambini – soprattutto i
più piccoli – che tornano a frequentarsi nei loro circoli dove si organizzano
feste, si sta insieme si fanno giochi di società e dove sono soprattutto
le mamme a crogiolarsi. Mamme che si sono inventate un ruolo di tutto rispetto
all’interno di questi avvenimenti. Il ruolo di produttrici di dolci. Fatine
bionde con gonna e polo da collegiali e ballerine ai piedi che arrivano
trafelate, ma senza darlo a vedere perché effettivamente sembrano loro
stesse uscite da una scatola di dolciumi da portare in dono quando si è
invitati da amici… Le mamme hanno scoperto l’affare del cake design.
Un vero affare. Pare che sia diffusa l’abitudine di farsi pubblicità come
provette scultrici di torte all’avvio della scuola. Spuntano quindi biglietti
da visita in cui si promettono mirabolanti progetti con la pasta di zucchero
di tutti i colori e modellata in ogni forma che detti la fantasia. Mi si
racconta che non è raro trovare delle vere e proprie scene dei cartoni
riprodotte su un una torta artistica. «Viene lo scrupolo a tagliarla» ha
confessato una mamma che si è trovata di fronte a uno di questi capolavori.
Guai a sgualcirle. Ma pensiamo alla goduria dei piccoli amichetti e del
festeggiato che si tuffano a pesce per mangiarsi la mano, la gamba o la
testa di uno degli eroi preferiti della loro fantasia. Che cosa c’è di
meglio se non diventare un tutt’uno con un proprio super eroe?
Negli anni
scorsi già a metà agosto sugli scaffali irrompevano i materiali scolastici
che alzavano l’attenzione dei più piccoli, ma certamente non lasciavano
indifferenti le mamme. Non sia mai che il loro bambino possa sentirsi sminuito
rispetto agli altri. Da qui i desiderata di cui si fa richiesta con largo
anticipo. Da qualche anno l’acquisto on line sembra aver preso il sopravvento,
comodo, veloce e soprattutto inconsciamente sembra di non comprare nulla
perché utilizzi un cartoncino colorato e non c’è bisogno di sporcarsi le
mani con il denaro. Il denaro è una cosa sporca quando è cash. Se è virtuale
è come se non ci fosse. Poi si materializza un estratto conto ed è tutto
un altro paio di maniche.