Pubblicato da Libertà il 4 aprile 2019
Il chiodo quando arriva fa presto a diventare un chiodo fisso. La regola vuole che la primavera, stilisticamente parlando, si ripresenti inesorabile. La primavera c’è, anche se tutti sono convinti che non ci siano più le stagioni di una volta. C’è anche se passa di bocca in bocca l’osservazione che la primavera è già un’estate piena o che, al contrario, non si decide a spogliarsi dell’inverno. C’è una primavera dei tempi moderni che se ne infischia dell’equinozio, già archiviato da settimane, e che resta semmai buono solo per anime olistiche.
Non si scappa: se il calendario dice che la primavera è arrivata tutto viene di conseguenza. Pioggia (magari) neve (quando mai) non contano, sandali, zeppe e smanicati come se piovesse (questi sì) si fanno largo nel nostro immaginario e non solo. Comincia infatti la caccia grossa per accaparrarsi “il mai più senza” della stagione.
Un folletto nottetempo ha sgomberato tutto quello che restava dello stantìo polveroso inverno e lo ha sostituito con il nuovo che avanza. Nel nuovo che avanza ci buttiamo: non può che portarci un sospiro fresco che ci fa sentire sollevati, leggeri e spinti verso scoperte e sorprese. Notare come quel “nuovo” che si annuncia riusciamo solo a immaginarlo sempre positivo, foriero di aperture e novità che possano alleggerirci la vita. Un meccanismo oliato che si ripete all’infinito e, nonostante le cocenti delusioni che puntualmente ci colgono, si annuncia sempre col vento in poppa. Pazienza poi se con quel vento arriva anche tempesta.
Dunque primavera sia e non è primavera senza un chiodo.
Anche quella del 2019 non trasgredisce.
Quesito: quanti “chiodi” si sono consumati nelle lunghe primavere che abbiamo alle spalle? Direi almeno un paio di decine. Ma il già visto e portato non ci basta. E’ il nuovo che accende nuove pulsioni anche se ha sapore di vecchio, non importa. Non sia mai che si aprano i bauli per recuperarli: il vintage va bene, ma la moda è moda. E così vai col nuovo. Vuoi perché “Con gli anni si cambia forma del corpo” quando l’evidenza invece sono una ventina di chili di troppo. Vuoi perché “Io avevo un giubbino-chiodo di pelle, ma con le frange troppo Peter Fonda in Easy rider e mi sembra eccessivo, ti pare che alla mia età vada in giro frangiato?” in realtà il giubbino frangiato sarebbe decisamente off con la piazza d’armi che ti si è aperta sulla cocuzza. Vuoi perché “Tu capisci, non posso vestirmi come mia figlia sedicenne” ed è così che dopo una serie di “vuoi perché” lo scorso week-end hai fatto il filo a un giubbino di pelle super griffato che superava il costo di quattro gomme da neve per il Suv sottocasa.
Giubbini&giubbini. Quello del momento non ha mai la stessa allure, la stessa forma di quelli avuti in passato e ti ritrovi in buona compagnia a chiedere alla commessa di turno: “Ma i chiodini, così carini per la primavera, non le sono mica arrivati? li ho visti nel folder che mi avete mandato a casa e sono imperdibili?”
Martellante richiesta che la malcapitata – ancora alle prese con la naftalina con cui riporre l’invenduto invernale (sempre troppo) – si sente ripetere da ogni cliente, tanto che sicuramente ne ha già fatto segretamente indigestione. E pensare che la primavera è solo all’inizio. Almeno nel calendario, quanto al meteo è tutto un altro paio di maniche. Sulla scala delle previsioni, di minuto in minuto, si rischia di perdere il senno. Prendi l’ombrello. No, lascialo a casa. Procurati un ombrellone, farà caldo africano. No, attento coi tornado in agguato possono diventare armi letali… Vestiti leggero. No, la coda dell’inverno non è ancora in letargo.
Qualche certezza ci sarà a questo mondo?
Beh, consoliamoci con una su tutte: il chiodo che fa primavera.
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