
Mocassini che soppiantano le ballerine, così dicono. No contrordine, le espadrillas con la zeppa e il laccio alla caviglia sono la cifra di un’estate torrida che si spera finisca presto. “Ma che stai a dì…” sono i sandali da trekking comodi, morbidosi che danno un tocco rock se vuoi sentirti non banale… e poi tieni conto che le sneakers restano nel cuore e più sono monstrum meglio è… Donne o millepiedi?
Forse l’ambizione di tutte le donne è quella di poter essere millepiedi tanta è la passione per le scarpe che si scopre anche nelle persone più morigerate e parsimoniose che ho conosciuto e su questo terreno – è bene dirlo- si annoverano anche tanti uomini. Scarpe. Quando non si sa cosa comprare, quando una piccola crepa d’insoddisfazione fa breccia nel nostro vivere quotidiano, facciamoci caso, l’attenzione viene catalizzata subito sulle scarpe e talvolta la scelta non può non essere accompagnata anche da una dotazione adeguata di cerotti anti bolle che sono l’insidia più terribile che nascondono ogni forma di scarpe anche se apparentemente innocue come le ciabattine infradito. Quel caldo torrido che innervosisce, che fa sudare anche chi non versa mai una goccia di liquido dalla pelle, che scatena le insoddisfazioni più nascoste; è d’estate che può scatenarsi più facilmente la depressione; è d’estate che più che mai attratti dal sentire comune di dover essere liberi (perché non si sa) spesso si va oltre misura e ci si perde nell’illusione di far parte di un nostro piccolo, modesto ma pur sempre intrigante jet set di serate intorno a tavole imbandite, brindisi esagitati perché l’estate va vissuta fino in fondo e con gli eccessi che mai più in un altro periodo dell’anno potranno esprimersi con questa facilità. Stagione di eccessi?
E giù a comprare scarpe da accumulare nella pila di scatole che ormai hanno raggiunto il soffitto. Gli affari sono affari come resistere se le offerte su un piatto d’argento ti propongono scarpe a una cifra quasi ridicola? Bisogna essere adeguate ai tempi. E i saldi sono il momento in cui la fiera del desiderio represso si scatena, uccide (forse complice quel caldo che stimola gli istinti violenti) i freni inibitori che fino al 5 luglio ci hanno trattenuto dal buttarci nell’acquisto pensando che in fondo quel paio di sandali da trekking li hai già in varie versioni, che pure le espadrillas con la zeppa e il laccio alla caviglia le hai sperimentate varie volte e regolarmente sono state “cedute” al sacco degli scarti perché dopo un po’ stancano e soprattutto a lungo andare diventano importabili e soprattutto maleodoranti. Eppure non si può far trascorrere l’estate senza accaparrarsi i “top dei top più cool” (lo slang in voga usa a gogo questi termini). Bancarelle, negozi low cost presi d’assalto per scegliere, cercare merce che una volta a casa si mostrerà in tutta la sua inutilità scagliando macigni da quel senso di colpa che dorme sottopelle ma è sempre vigile e pronto a svegliarsi per darci una lezione di morale. Intanto le scarpe sono lì, nuove, belle, oggetto di desiderio per mesi e ora sembrano improvvisamente aver perduto tutta la bellezza ammiccante che dalla vetrina per settimane hanno mostrato con tutto l’armamentario per sedurti. Ora che ci sono riuscite a portare a segno il colpo sono improvvisamente diventate banalmente scarpe come tante altre di cui tranquillamente potevi fare a meno… vallo a sapere che l’effetto era questo! Avresti resistito, avresti fatto la sostenuta e a quello sguardo ammiccante dalla vetrina avresti risposto con un altrettanto pesante sguardo di sufficienza come a dire: “Belle, ma non m’incantate”. E via sostenuta per la tua strada… Non è andata così. “Ma la prossima volta… non ci casco!”.
Pubblicato su Libertà il 15 luglio 2019

2 Comments
DONNE O MILLEPIEDI? Chi di scarpe ferisce, di scarpe perisce…mi viene da sorridere e da riflettere, che un paio di scarpe sia un bisogno irrefrenabile , il sostituto di un desiderio che alberga altrove, psicologicamente compresso in un paio di tacchi e di suole, camminare per poter farsi desiderare o desiderare di camminare per esistere, effettivamente in un bisogno compulsivo ce’ un mondo. Il possesso, la vanità, la bellezza ad ogni costo, la sofferenza, e diciamolo forte lo specchio in cui riflettere le nostre contraddizioni . Quanti kilometri percorreremo con ogni paio di scarpe sarà il giusto metro , per aprirci alla comprensione dei nostri difetti, le virtù le conteremo quando capiremo quante paia avevamo effettivamente bisogno, per percorrere la strada che la vita ci ha dato.
Grazie per il tuo commento. MI aiuta sempre a riflettere.
me lo sono chiesta tante volte: di quante scarpe ho consumato tacchi e suola? Fatto il bilancio provo un po’ di vergogna. Il fatto è che per far posto a tutte le scarpe della mia vita se volessi quantificare uno spazio non basterebbe una parete di tre per tre.