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Attraversiamo – lasciare/approdare Festival del Pensare contemporaneo

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Attraversiamo la vita. Ogni giorno. Non da soli ma insieme a tanti anche senza che ce ne accorgiamo. E il vortice contemporaneo talvolta sposta la nostra attenzione, ci rende svagati, distratti a inseguire l’attimo che fugge veloce a catturarlo, a farlo proprio. Ci sentiremo più ricchi, appagati, soddisfatti, compiuti? No.

Attraversiamo la vita di ogni giorno che in un baleno cambia sotto i nostri occhi. Tanto più in questo inizio di millennio in cui abbiamo l’impressione di essere “IL TUTTO” in certi momenti e che subito dopo in un attimo diventa IL NULLA. Capire il contemporaneo è riflettere sulle nostre vite, sulle scelte e anche sull’oscurità di una faccia della luna che non si mostra a noi ma ci si staglia davanti con il fatto compiuto. E quanta parte possiamo avere noi per governare il fatto compiuto? Molto, poco, niente?

Interrogativi dell’oggi. Domande del contemporaneo. Del pensare contemporaneo che per il quarto anno consecutivo dal 24 al 27 di settembre occuperà piazze, strade, palazzi luoghi istituzionali e non per accompagnarci, per darci la mano ed entrare nella riflessione nel confronto, nel dialogo tra tanti e sconosciuti tra loro che s’interrogheranno davanti a noi invitandoci nella nuova dimensione. Attraversare il contemporaneo. Mostrandosi come persone, invitandoci a fermarci a non correre a non andare oltre. L’esistenza si vive se la si ascolta.

Siamo pronti a farlo? Siamo attrezzati per capire quello che ci ruota intorno? Siamo smarriti dal vortice? Forse tutto questo insieme. Ma non ci deve spaventare, ci dobbiamo cimentare. Non possiamo lasciar correre. Si vada. Si attraversi. Tutti insieme. Proviamoci.

E come hanno spiegato gli organizzatori nella conferenza stampa di presentazione che si è svolta nella sede regionale di Bolagna alla presenza del presidente della giunta regionale Michele de Pascale “il tema di quest’anno, Attraversiamo. Lasciare/Approdare, ha l’obiettivo di accompagnare il pubblico a riconoscere l’attraversamento come condizione costitutiva dell’esistenza: siamo esseri in transito, continuamente chiamati a lasciare qualcosa di noi e ad approdare a nuove forme di consapevolezza, relazione e presenza nel mondo. Attraversiamo invita a riflettere sul cambiamento come movimento permanente che ci trasforma e ci mette in relazione con gli altri, con gli spazi che abitiamo e con il tempo che ci è dato.

Il Festival raccoglie questa sfida portando a Piacenza voci tra le più stimolanti della cultura contemporanea – hanno segnalato – e mantenendo un sempre più urgente focus generazionale: i più giovani stanno attraversando un tempo segnato dalla precarietà, dall’accelerazione tecnologica e dalla dissoluzione delle promesse di stabilità ereditate dal passato. In questo spaesamento prendono forma domande che riguardano tutti e che chiedono di essere ascoltate, perché proprio in chi attraversa senza mappe si manifesta la possibilità di immaginare nuovi modi di stare insieme, apprendere e costruire futuro”.

Sì i giovani. Hanno riposto numerosi alla candidatura come volontari per lavorare durante il Festival. Se nella prima edizione erano 50 – hanno segnalato i promotori – nell’edizione di quest’anno le candidature presentare sono 166 e oltre cento di loro hanno confermato la loro adesione.

I giovani. Ma non solo. Tra le ambizioni sottolineate nell’illustrazione degli appuntamenti quella di mettere in relazione l’umanità che attraverserà Piacenza per questa esperienza (lo scorso anno sono state 25mila le presenze proveniente da tutte le parti d’Italia). Senza discriminazioni tra generazioni, appartenenze, competenze, professionalità il gesto dell’attraversiamo vuole parlare a tutto. Perché il tema di quest’anno non accantona nessuno. L’attraversare la vita, come si è detto, fa parte del compito dell’esistenza. Attraversare può essere anche vagabondare senza meta, ma non senza lasciare un segno. Piccolo è grande che sia.

Lasciare un segno. L’esistenza rimane questo. In barba alla tecnologia: ci fagociterà e ci disperderà? Non lo sappiamo. Attraversiamo anche questo campo restando vigili e consapevoli. Sempre. Insomma il tema 2026 è insieme intrigante, molto intimo, ancor più di quello dello scorso anno incentrato sulle Vite svelate.

Perché interpella direttamente ciascuno. Con le sue potenzialità di stare in questo mondo spesso sconvolto, che non riconosciamo, che ci sfugge e da cui, tante volte, vorremmo sottrarci. Ma noi ne facciamo parte. Pensarci e riflettere ci può dare la chiave per capire meglio noi stessi e per stare meglio insieme agli altri. E se alziamo lo sguardo oltre l’orizzonte immediato ci accorgiamo che ci sarebbe un gran bisogno di stare meglio insieme agli altri…

E l’attraversamento dove si compirà? Tantissimi i temi in caldo dal lavoro, alla scuola, ai rapporti personali, ai confini, all’intelligenza artificiale, all’invecchiamento, alla medicina, al vedere gli altri, al desiderio… uno spazio in cui ciascuno può cimentarsi a capire a trovare qualche risposta… o forse a incasinarsi con ulterori domande sulla vita propria e di tutti.

Il programma, esplorare l’attraversamento

Il Festival vede per il quarto anno la curatela di Alessandro Fusacchia, con la direzione filosofica di Andrea Colamedici e Maura Gancitano dei Tlon. Particolare attenzione sarà riservata ai giovani e alla scuola a cui è dedicato un ricco programma educational, confermando Piacenza come luogo di incontro, formazione e partecipazione per studentesse, studenti e docenti.

Sarà lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini a inaugurare il Festival giovedì 24 settembre alle 18.30. Presidente della Fondazione Minotauro di Milano e tra le voci più autorevoli sul mondo degli adolescenti e dei giovani adulti, Lancini rifletterà sul significato dell’attraversare come esperienza di crescita, partendo dai temi del suo nuovo libro A volte ti amo(Einaudi, 2026).

Dalle ore 21, piazza Cavalli ospiterà i primi concerti filosofici del Festival con La musica ci attraversa, una serata che intreccia musica e pensiero con le esibizioni di Vasco Brondi, Levante, Mannarino e Rares, accompagnate dalle riflessioni filosofiche di Andrea Colamedici e Maura Gancitano.

Il percorso di Attraversiamo prevede oltre 60 eventi, molti dei quali in contemporanea, con fino a cinque appuntamenti in parallelo.

Tra i tanti ospiti, il filologo e scrittore Johnny L. Bertolio, la filosofa Francesca Recchia Luciani e Maria Luisa Frisa, critica, curatrice di moda, dialogheranno sulle grandi scrittrici, filosofe e artiste dimenticate, proponendo una rilettura del canone culturale tramite le voci femminili. L’attore e scrittore Luigi Lo Cascio incontrerà il poeta e critico Giorgiomaria Cornelio sul suo universo letterario, mentre la poetessa Mariangela Gualtieri sarà al centro di un appuntamento dedicato alla forza della parola e della poesia.

La scrittrice Dacia Maraini racconterà infine le figure di donne che, grazie alla scrittura, hanno trasformato la storia della letteratura e conquistato nuovi spazi di libertà. La filosofa Michela Marzano dedicherà una lectio all’adolescenza, al rapporto tra giovani e adulti e al valore dell’ascolto. Il linguista e neuroscienziato Andrea Moro terrà una lectio sul rapporto tra linguaggio, universo e pensiero umano, a partire dal De rerum natura di Lucrezio.

Spazio anche all’attualità. La giornalista, scrittrice e femminista Lucie Azema dialogherà sui nuovi modi di attraversare il mondo, oltre il turismo di massa. L’economista e statistico Fabrizio BarcaSerena Mazzini, esperta di social media strategy e critica dei mass media, il sociologo Lorenzo Zamponi ed Elsa Fornero, economista, già ministra del Lavoro, rifletteranno sullo stato della democrazia contemporanea e sulla partecipazione collettiva, in collaborazione con Fdd – Forum disuguaglianze e diversità.

La giornalista Mariangela Pira, l’imprenditrice sociale ed esperta di misurazione dell’impatto sociale Arancha MartínezElena Leonardi, responsabile Sostenibilità di Banca Generali, e Anna Maria Fellegara, pro rettrice vicaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, allargheranno lo sguardo ai cambiamenti dell’economia e della finanza nello scenario globale.

Silvia Bencivelli e Dario Vergassola, Giorgio Diritti, Roy Paci sono alcuni degli ospiti che saliranno sul palco.

Il link al programma è disponibile su: www.pensarecontemporaneo.it Il Festival del Pensare contemporaneo è un progetto di Rete Cultura Piacenza, promosso da Comune di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano, in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Provincia di Piacenza, Camera di Commercio dell’Emilia, Diocesi di Piacenza-Bobbio, realizzato da Fondazione Teatri di Piacenza.

l premio internazionale ‘Pensare Contemporaneo 2026’

Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, sarà consegnato il Premio Internazionale ‘Pensare Contemporaneo’, istituito dai promotori del Festival e assegnato a personalità che hanno saputo cambiare in modo significativo, a livello internazionale, il modo di pensare la società contemporanea. Dopo il filosofo sudcoreano Byung-chul Han e lo scrittore cileno Benjamín Labatut, premiati nelle scorse edizioni, quest’anno la commissione ha deciso di assegnarlo al fondatore di Wikipedia per aver reso il sapere un bene comune: aperto, gratuito e costruito collettivamente da milioni di sconosciuti che scelgono di fidarsi gli uni degli altri.

Autore del recente saggio The Seven Rules of Trust(2025), Wales terrà uno speech su ‘Attraversiamo. Lasciare/Approdare’durante la cerimonia di chiusura e di assegnazione del premiodomenica 27 settembre alle 18.30 al Palazzo Gotico.

Piacenza capitale europea della cultura 2033 “Una sfida che la Regione vuole giocare fino in fondo”

Da Piacenza presenti alla illustrazione del programma in Regione i protagonisti organizzativi e istituzionali del Festival la sindaca e presidente Fondazione Teatri Katia Tarasconi,  Mario Magnelli, vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano e presidente comitato promotore Festival del Pensare contemporaneo, Cristina Ferrari, direttrice Fondazione Teatri, Alessandro Fusacchia, curatore del Festival, Maura Gancitano e Andrea Colamedici, direzione filosofica del Festival.

Tarasconi in quest’occasione ha incassato il sostegno del presidente della Regione Michele de Pascale per la candidatura a Città europea della cultura per il 2033 candidatura lanciata lo scorso anno proprio dall’edizione precedente del Festival del Pensare contemporaneo. “Saremo al fianco della città nel valorizzare le sue eccellenze, le sue energie creative e la sua vocazione europea, perché questa candidatura è un investimento sul futuro: un’occasione per costruire nuove connessioni, promuovere il territorio e affermare il ruolo della cultura come motore di sviluppo e coesione sociale». Il festival – è stato detto – accentua l’attenzione su una “riflessione che accompagna anche il cammino di Piacenza verso la candidatura a Capitale europea della Cultura 2033”.

La Regione sostiene convintamente e valorizza eventi come questo, perché il dialogo e la discussione sono strumenti della democrazia, di comunità aperte e protagoniste della crescita culturale.

Un’esperienza che meglio di tutte – ha precisato la sindaca Tarasconi – rappresenta la città che vogliamo essere: aperta, curiosa, capace di confrontarsi con ciò che accade nel mondo e di coinvolgere le persone, a partire dai più giovani. Di cultura come “straordinario motore di sviluppo umano, sociale e anche economico ha parlato Mario Magnelli presidente del Comitato promotore del Festival e vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano presieduta da Roberto Reggi. “Alla base degli obiettivi del festival – ha segnalato Magnelli – un’opportunità di crescita soprattutto per i giovani da cui possono scaturire idee nuove, energia, capacità di immaginare un futuro migliore del tempo che stiamo attraversando”.

E non trascurabile a questo proposito, parlando di nuove generazioni, la parte attiva che hanno svolto – già nell’edizione dello scorso anno – nella scelta del tema che si è poi sviluppato in questa quarta edizione Attraversiamo, appunto. Un impegno che anche quest’anno vedrà tanti giovani studenti provenienti da tutta Italia nei Laboratori in cui discuteranno come proseguire nel tessere la tela dei prossimi appuntamenti chee scriveranno il canovaccio dei prossimi Pensar Contemporanei.

attraversiamo

Antonella Lenti

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