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Alberi e paesaggio ricchezza e valore

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Alberi e paesaggio urbano: ricchezza e valore primario – Alberi in piazza Cittadella, dieci giorni per decidere. Il giudice ferma motoseghe e cantiere. Intanto studia le carte.

Le motoseghe pronte per entrare in azione in piazza Cittadella rimarranno per ora inoperose, non solo: anche tutto il cantiere resterà fermo

Lo ha deciso il giudice del Tribunale di Piacenza nella prima udienza per discutere il ricorso presentato da Legambiente e alcuni residenti della piazza. Il ricorso chiedeva di bloccare l’abbattimento dei 15 alberi che incorniciano la vecchia stazione degli autobus.  

Entro 10 giorni le parti in causa dovranno inviare una serie di documenti richiesti dal giudice ritenuti utili per avere un approfondimento completo.  

Sulla vicenda si contrappongono direttamente gli ambientalisti ricorrenti e la ditta Piacenza Parcheggi a cui il comune a fine luglio ha affidato il lavoro. Un rinvio che determina lo stop all’inizio lavori fino a quando la discussione sulla vertenza non sarà approfondita nei dettagli.

A questo proposito le testuali parole del giudice Antonino Fazio “Assegna termine di giorni dieci, ad entrambe le parti, per brevi note, con indicazione dei riferimenti giurisprudenziali anche comunitari, su tale questione; Autorizza la resistente Piacenza Parcheggi SPA a chiedere al Comune di Piacenza di essere autorizzata a sospendere i lavori sino alla conclusione del presente procedimento civile (trattandosi di atto doveroso), senza incorrere in penali per ritardo o inadempimento; riserva all’esito la decisione”.

Su questo aspetto il Comune ha fatto sapere che “a seguito della consegna delle aree, la conduzione dei lavori e la gestione del cantiere sono e restano in capo al concessionario privato, come da contratto stipulato”.

Legambiente e i residenti della Piazza avevano incaricato gli avvocati Umberto Fantigrossi, Valeria Fantigrossi e Claudio Tagliaferri per presentare un ricorso ex art. 700 codice di procedura civile al Tribunale di Piacenza. Nel ricorso si sostiene “l’inconciliabilità del progetto in questione con il diritto alla salute e all’ambiente”. Per queste ragioni si chiedeva di “inibire il taglio delle piante ritenute monumentali ex lege”.

Tra le valutazioni addotte per il ricorso la considerazione che “l’opera, a seguito del taglio delle piante e della lastricatura della piazza con pietre, arrecherebbe ulteriore peggioramento alla pessima qualità dell’aria di Piacenza, ma anche un dannoso incremento delle temperature, andando in direzione contraria a quanto i chiari orientamenti europei e i dispositivi dei Piani Nazionale, Regionale e Comunale dispongono per attuare misure di adattamento ai cambiamenti climatici”.

ALBERI – “Decisione non attesa, ma sperata”

Che non vi fosse una decisione finale alla prima udienza era ampiamente previsto anche per la complessità del tema in questione. “La vediamo come una cosa positiva – dichiara Laura Chiappa presidente di Legambiente nel commentare l’esito dell’udienza – dà la possibilità di spiegare le posizioni in merito a questa vicenda e non procedere non solo al taglio delle piante, ma anche di avviare il cantiere. Una decisione non attesa anche se sperata perché – segnala ancora Chiappa – il ricorso era innovativo e quindi si prospettava degno di essere approfondito”.

Gli alberi possono fare un gran rumore. Possono farlo ancora di più se insieme alla mobilitazione di tante persone. E in “Cittadella“ è un dato di fatto. È questo che accade da settimane in una piazza presidiata, giorno e notte, da tanti cittadini che hanno lanciato una tripla sfida che ha anche il sapore di una richiesta specifica e chiara: cambiare il progetto di sviluppo alla base delle scelte urbanistiche che riguardano la città.

S’intravede in questo episodio – forse in queste dimensioni pochi immaginavano – l’emergere di un messaggio più profondo che tocca da vicino la logica e i criteri di una urbanistica di stampo nuovo che non prescinda dal paesaggio, sia quello rurale e sia quello urbano, come in questo caso.

ALBERI – Verde come àncora di salvezza

Ricacciati fuori le mura in tempi di espansione e di crescita abitativa, al verde e agli alberi oggi si appellano in tanti (non certo la totalità dei cittadini) come fossero àncora di salvezza spaventati dagli effetti devastanti – anche sulla salute – dei cambiamenti climatici visti e vissuti sulla pelle in questi ultimi anni.

A questo punto la domanda non ha una semplice risposta. Come riqualificare, riordinare e adeguare alle nuove esigenze il paesaggio urbano affermandone mettendo al centro un cuore verde che non ha? E soprattutto come sedimentare, allargare la consapevolezza che questo processo è diventato indispensabile?

Sono anche questi gli interrogativi che muovono l’azione di chi si è mobilitato mettendo se stessi in prima fila in piazza Cittadella. Domande che arrivano dirette alle amministrazioni che il territorio, con le loro scelte, governano e plasmano.

Richieste che comportano un compito difficile, ma non più eludibile tanto più se la percezione dell’esistenza di un grande problema diventa patrimonio di tanti.

La pressione si fa forte ed esige risposte chiare e veloci.

Il paesaggio diventa una questione centrale – sottolinea Laura Chiappa di Legambiente – per la qualità della vita, la salute di tutti. Nel progettare occorre tenere conto di elementi di sostenibilità e non possiamo continuare a ripeterlo senza tradurlo in concreto. Sostenibilità non è una parola astratta, significa azione concreta per una progettazione diversa della nostra città. 

ALBERI – Le sfide che arrivano dalla piazza

Questa piazza così “agguerrita” si può dire lanci dunque alcune sfide alla collettività piacentina.

La prima ha l’obiettivo di salvare gli alberi che, di questi tempi, sono un bene prezioso per le condizioni climatiche in una città surriscaldata dalle isole di calore estive e comprende anche le condizioni dell’aria appesantita dalle polveri sottili; la seconda sfida chiede una “rivisitazione” del progetto di parcheggio interrato che, in quella localizzazione, non contribuirà a limitare l’acceso veicolare nella zona storica; la terza sfida è per salvare l’edificio dell’ex autostazione rigenerandolo per ospitare il mercatino rionale una volta che l’attuale sede di piazza Casali sarà abbattuto.

Oltre a tutto questo insieme fa appello perché si ridiscutail progetto di riqualificazione di questa parte della città che ha al centro un bene prezioso come Palazzo Farnese, uno dei fulcri del turismo.

Ora lo stop temporaneo arrivato dal tribunale introduce un altro elemento nuovo che forse ha pochi precedenti e su cui è bene concentrare una riflessione. Parla di mentalità mutata rispetto alle questioni ambientali Laura Chiappa. La sensibilità è cresciuta moltissimo e si allarga non solo alle alberature da proteggere e salvare – segnala – ma  si estende al significato più ampio dei temi ambientali che investono direttamente la salute e la vita di tutti e di ogni giorno.

La presidente di Legambiente rimarca poi il fatto che i piacentini – e lo hanno dimostrato con l’enorme adesione a questa iniziativa – mostrano oggi attenzione nuova rispetto. Oggi la partecipazione è stata davvero enorme… È una processione continua di persone che arrivano a firmare – dice Chiappa – anche di notte tanti i giovani che si avvicinano al banchetto. E poi che dire, vanno ringraziate e ricordate tutte le persone che ci portano viveri e bevande. Una risposta bellissima e di cuore che dimostra come sia grande, convinta l’opposizione all’abbattimento degli alberi”.

ALBERI – La memoria corre alle esperienze del passato

Una mobilitazione tanto massiccia – oltre 19mila le firme raccolte in brevissimo tempo – sono un segnale che dice che non deve e non può essere ignorato. Il presidio di piazza Cittadella richiama alla memoria altre esperienze del passato. Nel corso di questi ultimi trent’anni diverse sono state le prese di posizione da parte dei cittadini intorno a progetti contestati per una crescente preoccupazione che riguardava l’ambiente.

Quella che si consuma oggi in piazza Cittadella ha qualcosa di diverso dalle vicende precedenti che comunque hanno mobilitato tante persone. Tra queste basta ricordare la mobilitazione per il parco della Pertite, ma anche il movimento No tube che ha raccolto migliaia di firme contro l’ipotesi di una diga in Val Trebbia e in Val Nure e che sottendeva anche la richiesta di utilizzo e gestione dell’acqua più responsabile trattandosi di un bene comune insostituibile. Sull’acqua, nel 2011, si svolse anche un referendum i cui risultati furono inequivocabili, ma l’applicazione concreta non è mai stata attuata fino in fondo.

Intorno ai 15 alberi della piazza le adesioni continuano a crescere e in brevissimo tempo – l’arco è di pochi giorni – e l’aria che si respira, la partecipazione, il sostegno che viene manifestato a chi, giorno e notte, è presente sulla piazza ricorda un’altra battaglia piacentina che risale agli anni Novanta.

Non interessava Piacenza, ma Agazzano e il contendere era la realizzazione di una discarica contro cui si organizzò l’intero paese. Le tende di Rivasso divennero per molti mesi il vero cuore della comunità. Alla fine il progetto di discarica venne archiviato. Ma la lotta non fu semplice, anzi dura e a tratti rude e cattiva.

ALBERI – Dieci giorni di riflessioni e poi…

Non possiamo sapere ora quale sarà, tra 10 giorni, la decisione finale del giudice. Intanto questo periodo di stand by dà l’occasione per riflettere, cercare di comprendere quello che si è attivato attorno a piazza Cittadella. E non è poco.

In queste settimane sono state avanzate alcune proposte tra cui l’idea dello spostamento degli alberi in altro sito che è parsa subito difficilmente attuabile. Riguardo a questo aspetto il Comune ha reso noto il risultato della perizia commissionata ad alcuni botanici sulla fattibilità dell’intervento e la valutazione non è positiva. In una nota si segnala infatti che gli alberi, per i costi elevati, che comporterebbe l’operazione, non si spostano.

Farlo “ammonterebbe a 1.020.500 euro più Iva considerando di riuscire a trapiantare tutti i quindici alberi in questione. Si tratta di 68.500 euro più Iva ad albero comprensivi della manutenzione per ogni singolo esemplare – spiega la nota comunale – nei successivi tre anni, più eventuali altri due”. Si aggiunge però l’impegno a ripristinare la dote verde venuta meno con l’abbattimento  con una consistente compensazione di alberi (in altra zona).

“L’Amministrazione comunale ritiene dunque sia più opportuno e sensato muoversi nella direzione di una compensazione, anche “rafforzata” – segnala la nota – rispetto agli obblighi di legge, valutando piantumazioni di alberature già adulte; e ciò a differenza di quanto solitamente accade in occasione di compensazioni ambientali”. Archiviato questo argomento – su cui, a dire il vero, nessuno sembrava aver riposto speranze – resta un interrogativo sull’incontro tra le parti per illustrare le posizioni in campo. Previsto poi sospeso, ma che resta nell’aria.

Si era aperto uno spiraglio per un confronto pubblico tra l’amministrazione comunale – sostenitrice del progetto che ha inserito nel suo programma elettorale del 2022 – e gli oppositori al progetto. Comunque sia le posizioni appaiono talmente distanti che pare difficile immaginare sul parcheggio interrato – punto centrale della questione – sostenuto convintamente dal Comune, osteggiato altrettanto convintamente da associazioni e cittadini, si possa arrivare a una posizione comune. Improbabile. E quindi cosa potrà accadere una volta archiviata la pratica del tribunale?

Nella discussione pubblica avrebbero potuto essere affrontate anche proposte alternative per rispondere al fabbisogno di spazi di parcheggio in questa parte della città. A questo proposito da più parti si lancia l’idea dell’edificio abbandonato di via X Giugno.

ALBERI – Il sostegno alla mobilitazione

Nel frattempo ampio il sostegno che si registra intorno alla manifestazione permanente in piazza Cittadella per salvare gli alberi e contestare la realizzazione del parcheggio sotterraneo. Dall’associazione dei liberali piacentini un invito rivolto al Comune a “rivedere il progetto lanciando un concorso di idee, anche a livello nazionale, che possa dare ad uno dei luoghi più belli della città quell’evidenza storico-artistica che merita, senza intervenire con la realizzazione di un parcheggio sotterraneo”.

L’associazione dei liberali quindi propone in alternativa “un parcheggio poco distante. Acquistando l’edificio fatiscente di via X Giugno – suggerisce – dove si avrebbero più posti auto dei 200 previsti e che toglierebbe di mezzo tutti i problemi che la vicenda ha oggi creato e di cui beneficerebbe l’intera città, ma anche le casse comunali”. Recente è una “lezione” promossa dall’associazione “Archistoria” in cui si è spiegato che dagli scavi potrebbero emergere diverse tappe della storia della città dall’epoca romana fino a quella medievale.

Reperti importanti sono già stati ritrovati durante lavori eseguiti nella scuola Mazzini a poche decine di metri dal luogo dello scavo per il parcheggio. E quindi la domanda è ovvia: che succederebbe in caso di ritrovamenti di reperti significativi? Insomma lo sbocco della vicenda del parcheggio interrato – ha alle spalle una lunga storia di almeno 13 anni di intenzioni inespresse – resta imprevedibile.

Tredici anni in cui, sia l’attenzione dei cittadini, sia le esigenze delal vita urbana sono molto cambiate. La domanda che ricorre dunque è impegnativa: una soluzione pensata tanto tempo fa può essere ancora oggi la risposta agli indiscutibili problemi del traffico e della sosta di questa parte della città? E soprattutto è quello che serve per la sua condizione ambientale?

ALBERI – I temi e gli argomenti del ricorso

Può essere utile ricordare le argomentazioni contenute nel ricorso presentato a fine agosto da Legambiente e residenti di piazza Cittadella. Questi alcuni passi del ricorso che mette al centro il ruolo degli alberi nel contesto della piazza: “Il ruolo dell’ombra nella gestione delle temperature alte è fondamentale perché impedisce che la pavimentazione accumuli calore che verrà poi rilasciato nelle ore in cui oggettivamente la temperatura scenderebbe.

Vanno richiamati al riguardo i dati dell‘Osservatorio Clima dell’ARPAE Emilia Romagna secondo i quali le temperature medie in Emilia Romagna sono cresciute di 2 gradi centigradi dal 1960 al 2020;  le temperature massime estive (oltre i 30 gradi) sono passate da circa 25 giorni all’anno nel 1960 a oltre 75 giorni nel 2020;  le notti tropicali passeranno da 11 a 29 dal confronto fra il periodo 1961-1990 e le previsioni del periodo 20212050”. Quindi si prosegue nella segnalazione degli effetti che produrrebbe la trasformazione della piazza.

“In piazza Cittadella oggi ci sono 15 alberi d’alto fusto (tigli e cedri che superano i 15 metri d’altezza) piantati a metà degli anni ’50 insieme alla realizzazione della stazione delle corriere. Cioè alberi di alto fusto e di quasi settant’anni, ormai autonomi, alberi di valore, anche economico, che una volta eliminati non potranno essere più ripristinati in un tempo breve. 

Il progetto di Piazza Cittadella ne prevede l’abbattimento per far posto a un parcheggio interrato: il progetto consiste infatti in una pavimentazione in pietra e porfido, cioè grigio/marrone, per l’intera piazza, una pensilina che coprirà non più del 10% della superficie, rampe e vie d’accesso, e la messa a dimora di 9 piante costrette a cercare di sopravvivere in piccole vasche, quindi bene che vada di piccole dimensioni. 

L’eliminazione delle piante e dell’area a prato antistante alla stazione e il rivestimento in pietra per le parti sopra il parcheggio e asfalto per le aree di circolazione dei mezzi sono interventi “da manuale” per creare un’isola di calore, cioè una zona con un microclima più caldo rispetto al clima generale della città. A progetto ultimato la piazza avrà tutte le caratteristiche per essere un luogo che accumula calore, cioè più caldo delle vie circostanti.

Si deve, infine, evidenziare che il progetto del cantiere che sta per essere avviato contrasta palesemente con la pianificazione del Comune di Piacenza, in particolare con il Piano di Azione Energia Sostenibile e il Clima approvato con Del. n.15 del 26/4/202 che, a proposito degli interventi su strade, parcheggi e piazze e di altre aree urbane di alta densità edilizia e impermeabilizzazione del suolo, prevede: la riduzione della superficie impermeabile mediante la sostituzione della stessa con aree a prato o con pavimentazione di tipo filtrante.

Va poi considerata la sostituzione della pavimentazione con nuovi materiali che assorbono il calore o maggiormente riflettente, o la modifica con utilizzo di colori chiari ricoprenti; l’aumento delle aree ombreggiate mediante l’inserimento di elementi vegetali (alberi, rampicanti) o di manufatti e sistemi di schermatura, quali pergolati e tessuti parasole; l’aumento del verde, a terra e pensile; l’inserimento di fontane e specchi d’acqua.  Esattamente l’opposto dell’intervento che sta per essere realizzato”.

Antonella Lenti

alberi
info@antonellalenti.it

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