LENTI A CONTATTO

Una città a tutto gas

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

QUADRANTE SULLA REALTA’

E’ dagli anni Ottanta che ci tormentiamo con le polveri sottili prima e sottilissime poi senza arrivare a capo di nulla. Senza avere il coraggio di operare scelte di salute. Oggi gli sforamenti con i dati allarmati sull’aria si rincorrono. Certo il traffico cittadino non è l’unica parte in causa tanto più che la pianura fa questo effetto, fa ristagnare l’aria sbatte a terra le particelle e tutto si complica. Non ci si dimentica neppure che più o meno le zone urbane soffrono tutte dello stesso problema. Ma non è una consolazione. Non può essere una consolazione.

Se ancora non s’è capito le cose tendono a peggiorare sempre di più (complice anche le persistenti scarsità di piogge regolari che lavano il cielo) e l’azione umana, quanto meno, dovrebbe rendersi conto di questo, studiare soluzioni e metterle in pratica, soluzioni alternative che permettano una mobilità libera senza costrizioni per nessuno. Basta cercare esempi virtuosi e in giro per l’Europa ce ne sono tanti.

Metto il dito sull’argomento più scomodo. Da tre decenni abbondanti allontaniamo come fosse satana il pericolo di una pedonalizzazione del centro che, si è sempre detto, sarebbe dichiarare il de profundis delle attività commerciali in centro convinti che per arrivare al negozio e comperare un paio di scarpe sia indispensabile avere sotto di sé quattro gomme. Storica fu la crociata a favore dell’accesso in auto al centro che si scatenò in quegli Ottanta con esplicite vignette di una Piacenza fortificata con tanti cartelli di divieto di accesso alle porte e altrettanti allarmanti annunci di chiusura di esercizi commerciali strozzati da una foga ambientalista del vietare a più non posso.

Questa grande smania di auto – di cui palesemente si faceva richiesta – ha fatto sì che in quegli anni e in quelli successivi tutte le amministrazioni alla guida della città abbiamo strizzato l’occhio a quella grande voglia di sgommare per le vie del centro, anche nei vicoli più piccoli. Assecondando tanta passione ci si è dimenticati di mettere in campo scelte concrete che potessero lentamente, molto lentamente s’intende, contribuire a cambiare quel costume profondamente radicato nei piacentini. Evidentemente, entrare in auto nel centro storico cittadino produce una goduria ineguagliabile, così si è lascito fare. Ancora oggi uno studio ha evidenziato che il parcheggio lo cerchiamo a 5 minuti appena dalla nostra destinazione…

Così nessuno si è curato del problema e ci si è astenuti – come invece è stato fatto in tutte le altre città vicine più o meno delle dimensioni di Piacenza – dall’irrobustire quella rete di parcheggi intorno al cuore centrale cittadino che avrebbero via via agevolato un mutamento nel comportamento di tutti noi. Liberando le strette vie cittadine da auto in sosta perenne e permettendoci di scoprire che a piedi si possono fare incontri interessanti, che a piedi si possono notare bellezze minori di una città tanto bella quanto inconsapevole di esserlo. Andando a piedi poi, ce lo dicono in continuazione tutti i medici, fa bene alla salute fa bene alla psiche. Attenzione però non fa bene se respiri gas di scarico a go-go.

Come percorrere via Taverna (per citarne una ad esempio), da piazza Borgo a piazzale Taverna, alla fine del percorso sei quasi tentato di chiedere riparo al vicino ospedale per una visita pneumologica.

I polmoni di tutti chiedono spiegazioni, s’interrogano sul perché ci si ostina ad avvelenarli in questo modo. Ma a chiedere il conto è pure il commercio che, a giudicare dalle serrande abbassate – via Calzolai sempre più desolante in pochi metri di strada sono decine le vetrine chiuse, sporche ricettacolo di ogni immondizia  – non hanno ottenuto molti favori da una Piacenza con accelerazione a tutto gas.

Ora come dire siamo stretti in una morsa: con la necessità urgente di fare qualcosa di utile, di intelligente e di sano e il tempo che stringe come anche finanziamenti ridotti all’osso per qualsiasi progetto. Bisogna fare in fretta e fare tutto. Complicato. Intanto da anni la città è disertata da tanti che hanno lasciato la residenza a favore dei paesi della cintura. In mancanza di un servizio di trasporto ambientalmente friendly (fanno tremare i gas di scarico che eruttano i pullman) ecco ancora che arrivano in soccorso le 4 ruote. Al lavoro tutti i giorni bisogna pur andare e come farlo? A piedi? Certo che no. Amministrare un sistema urbano significa anche saper trovare le soluzioni. E non sarebbe neppure tanto difficile, basterebbe avere l’umiltà di integrarsi con le esperienze degli altri. Anche fuori dai nostri confini. Inventiamo una Piacenza libera dai gas…A piccoli passi, s’intende.

Antonella Lenti

Lascia un commento