SALUTE - SERPE IN SENO

Oncologia integrata? Spazio a Yoga e Qui-gong

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ARTICOLO PUBBLICATO
SU LIBERTA’ – QUOTIZIANO DI PIACENZA
IL 20 NOVEMBRE 2016

Appuntamenti a Miami e Firenze per l’associazione piacentina NoiLivia Bidin: finalmente si riconosce dignità scientifica per le terapie

Oncologia convenzionale che si integra con terapie che provengono dalla
cultura orientale come Agopuntura, Qi-gong, yoga? Si può. E’ il messaggio
che arriva da due importanti appuntamenti sul tema “medicina integrata”
che si sono svolti agli antipodi, ma che si chiamano l’un l’altro. Uno
a Miami, il Sio (Sociality integrative oncology) e l’altro a Firenze promosso
da ARTOI (Associazione ricerca terapie oncologiche integrate). Appuntamenti
a cui era presente anche una delegazione dell’associazione piacentina Noi
(Nuova oncologia integrata) formata da Livia Bidin, oncologa dell’ospedale
di Piacenza, Glenda Marfante, psicologa e Francesca Putignano osteopata.
In America l’esperienza delle Medicina integrata è sedimentata in importanti
ospedali di tutto il paese tanto che entra a pieno titolo nella cura –
segnala Livia Bidin – e in Italia si stanno facendo strada diverse esperienze
importanti. Una su tutte quelle della Toscana.
Grazie all’impegno di molte
persone – aggiunge la dottoressa Bidin – la Medicina Integrata sta finalmente
trovando la dignità scientifica che merita. La Toscana è una realtà che
lo testimonia con il suo inserimento nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza.
Ci sono poi ambulatori in cui vi è l’assistenza del SSN come quello di
Aosta, il reparto di Oncologia Integrata di Merano, il Master di Oncologia
Integrata all’Università Marconi di Roma. Insomma la sensibilità rispetto
a questo tema è in crescita.
L’auspicio – segnala – è quello che anche
in altre regioni possano essere autorizzate realtà assistenziali di medicina
integrata convenzionate. Credo che col tempo sarà possibile. Sarà di notevole
vantaggio per la comunità, per le persone malate la cui cura è motivo essenziale
dell’essere medici e operatori sanitari».
La medicina integrata sta facendo
breccia anche nelle strutture convenzionali, dunque. «Se ne inizia a parlare
– spiega la dottoressa Bidin che comunque mette in rilievo il fatto che
non si tratta di medicina alternativa, non è medicina complementare, ma
è medicina integrata. «Una distinzione molto importante – spiega – significa
che la “convenzionale” e “l’integrata” si rafforzano a vicenda. Si tratta
dell’utilizzo di terapie di supoporto che si concentrano su alcuni aspetti
della persona ammalata di tumore, ma non solo. Un grande supporto arriva
anche per le malattie croniche in quanto lo scopo di queste terapie è quello
di attivare risorse dell’individuo. Principio fondamentale nella medicina
orientale è spingere l’individuo a prendersi cura di sé e a farlo quotidianamente.
Qui si introduce certamente anche un fattore culturale. La nostra medicina
punta a risolvere il problema acuto – dice la dott. Bidin – manca però
l’attenzione al resto della persona.
A Firenze l’oncologa piacentina ha
illustrato nel suo intervento l’esperienza condotta a Piacenza dello studio
sulle campane tibetane. Insieme a Luca Pigaiani e Manlio Casini abbiamo
valutato risposte – racconta – sulla funzionalità cardiovascolare e sulla
regolazione del sistema nervoso autonomo che riduce gli stati di allerta.
Con questa pratica migliora quella che normalmente viene chiamata “l’attività
mentale del pensiero involontario” responsabile degli stati di ansia. Uno
studio che è stato molto apprezzato durante il congresso di Firenze. A
Piacenza intanto in cantiere un progetto importante dell’associazione Noi.
Durante le attività programmate per tutto il 2017, si misureranno gli effetti
soggettivi e oggettivi delle attività di supporto non convenzionale come
yoga, Qi-gong, Reikiu e massaggi. Questo sarà possibile grazie al finanziamento
che speriamo di ottenere da una Fondazione nazionale che si occupa di tumore
al seno.

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