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2026, Cittadella, verde… ma non troppo

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2026 Cittadella, verde… ma non troppo

Un po’ verde e un po’ no; un po’ transitabile e un po’ no. Un fatto però è certo: in piazza Cittadella non si scaverà per realizzare un parcheggio interrato.

Come sarà il futuro di questo spazio al centro di tanti tormenti in questi ultimi anni? Una prima risposta alla domanda è arrivata da un’ipotesi di progetto illustrato in questi giorni dagli architetti di Arcadis a cui il Comune ha affidato lo studio supportato da un breve percorso partecipato.

Dalle illustrazioni rese la piazza si presenterà diversa da quello che è sempre stata; e questo è un altro fatto certo. O meglio questa è la speranza.  Obiettivo recuperare uno spazio urbano centrale sottraendolo all’abbandono e alla sfera dei “non luoghi” come è stato da diversi decenni nonostante l’area fosse direttamente collegata a uno dei maggiori, seppur incompiuti, monumenti storici della città com’è palazzo Farnese.

CITTADELLA – Le linee principali del progetto

Alberi e arbusti insieme dovranno formare, o meglio dare l’idea di un mini “bosco urbano”. Sarà in un angolo di piazza Cittadella nella parte contigua a piazza Casali (anche qui il progetto già pronto prevede alberi anche se in linea e non a boschetto).

Altro punto focale i materiali. Dovranno avere coerenza e armonizzarsi con la zona monumentale del Farnese (ciotoli, mattoni di cotto disposti a lisca di pesce, pietra di Luserna per i marciapiedi intorno all’area complessiva. E il traffico? Quello resterà anche se solo su un lato. Una delle questioni cruciali –  il passaggio delle auto nella zona monumentale – nel progetto contiene ancora molti “auspici” e poche certezze che il traffico veicolare possa prendere altre direzioni. Almeno per ora.

Un passo avanti però si può cogliere quando si ipotizza che la zona di fronte alla scuola dovrà essere pedonalizzata per garantire sicurezza ad alunni e studenti che la frequentano ogni giorno e far sì – qualora lo permetta la temperatura –  che quest’angolo della piazza possa diventare un luogo di socialità per gli studenti e perfino “un’aula all’aperto” con alberi e gradoni. Per questo spazio è stato chiesto un potenziamento rispetto alle previsioni del progetto per garantire maggiore ombra se lo spazio venisse usato come “aula all’aperto”.

E visivamente si presenta come un’isola interna alla piazza pensata e suddivisa in quattro zone multifunzioni che però non sono compartimenti stagni ma si intersecano tra loro e tutte insieme, convergono visivamente su traiettorie ideali che hanno al centro il dominus della piazza: sempre il Palazzo, comunemente detto il Farnese.

CITTADELLA – Traffico, nodo irrisolto o trattato “a metà”

I desiderata emersi tante volte negli incontri del percorso in cui si chiedeva che via Cittadella diventasse tutta pedonale (si suggerisce che lo sia, in modo “sperimentale” nel tratto davanti alla scuola) resta sullo sfondo un’ipotesi virtuale… “chissà un domani, forse”. La questione è lasciata a un’eventuale riorganizzazione della viabilità comunale di là da venire. È stato ripetuto durante la presentazione del progetto nella sala Pier Luigi Farnese che dà sul quadrato della piazza e a chi la osserva dall’alto rimanda un’immagine molto dolorosa.

Altra questione viabilistica riguarda via Baciocchi. Anche questo nodo non cambia destinazione e rispetto alle richieste iniziali resta quindi insoluto. Infatti nonostante nella proposta di progetto se ne ipotizzi la riduzione delle due carreggiate resterà aperta alle auto in doppio senso che transiteranno ancora di fronte a palazzo Farnese. Ma non tutta la piazza sarà transitabile. Infatti sul lato opposto al Palazzo l’accesso sarà aperto ai residenti e agli esercizi della zona sia per il carico e scarico delle merci.

Nell’angolo in cui si trovano gli esercizi, bar e ristoranti sarà previsto uno spazio per tavolini, panchine ecc.  Del resto va detto che nel mandato affidato alla società di progettazione la necessaria percorribilità della via suddetta rappresentava uno dei vincoli posti dal Comune.

Sono in breve gli ingredienti della proposta di progetto illustrata dagli architetti di Arcadis a conclusione del percorso partecipato avviato dal Comune per trovare una soluzione di recupero, rigenerazione a uno spazio urbano ora devastato dal cantiere interrotto e trasformarlo da “piazza del buco” (così nominata dall’artista Alberto Esse) dopo il taglio degli alberi, l’abbattimento dell’ex stazione dei bus e la sospensione degli scavi interrotti.

CITTADELLA – I punti fermi dell’ipotesi progettuale

Il progetto è ora solo un’ipotesi che si materializza tenendo conto di alcuni punti fermi.

Primo il budget consegnato dal Comune ai professionisti incaricati di redigerlo: un milione e mezzo di cui “un milione per i lavori di rigenerazione della piazza”, in secondo luogo fare tesoro delle osservazioni proposte da associazioni e cittadini emerse nel corso del  (breve) percorso partecipato e, non certo ultimo, le richieste quasi insindacabili espresse dalla Soprintendenza a cui è stato sottoposta l’idea di progetto prima della sua ufficializzazione. Tanto che l’architetto Andrea Vercellotti che ha condotto il percorso partecipato durante la presentazione ha parlato di un risultato “non scontato” il placet ottenuto della Soprintendenza alla proposta di realizzare il bosco urbano.

Su questo ne abbiamo sottolineato la necessità – ha rilevato – dovute alle diverse condizioni ambientali che viviamo in questi anni e che hanno convinto la Soprintendenza a derogare dalla impostazione di essere rigidamente legati a conservare le fisionomie preesistenti dei luoghi storici.

CITTADELLA – Coerenza nei materiali per piazza Casali

Quindi bosco urbano sì anche se va rimarcata la forte sottolineatura della Sovrintendenza sulla “necessità di mantenere una coerenza formale e sostanziale” con il monumento che domina lo spazio e la cui valorizzazione resta fondamentale. Coerenza formale che, soprattutto sui materiali, dovrà investire anche la revisione del progetto – già esistente – di piazza Casali il cui progetto si era allineato a quello di una piazza Cittadella col parcheggio interrato che oggi, come si è detto, non è più in programma.

Le correzioni che dovranno essere introdotte riguarderanno soprattutto la pavimentazione (oggi prevista esclusivamente in pietra di Luserna) sia per renderla armonizzata con l’area adiacente di piazza Cittadella su cui invece è stato proposto un tris di materiali che avranno come principale caratteristica la capacità drenante per facilitare l’assorbimento della pioggia e soprattutto per contribuire a non moltiplicare gli effetti delle aree di calore delle estati torride che riserva il cambiamento climatico i cui effetti si avvertono in particolare nelle zone di pianura.

Tra i materiali proposti ci sarà, come accennato, anche il cotto disposto a lisca di pesce (così lo presentano nel sottosuolo gli scavi che hanno portato alla luce reperti romani) ma anche ciottoli legati assieme con malta per creare continuità con lo spazio cortile di Palazzo Farnese.

CITTADELLA – Rimandi storici all’idea dei Farnese

L’idea iniziale dei Farnese se il progetto fosse stato completato era di fare della piazza un “giardino di corte” strettamente collegato proprio nel “cannocchiale” di via Cittadella con piazza Cavalli da qui nasce l’idea di una ricucitura per riattivare il rapporto simbolico tra i due spazi del centro storico della città.

Forse anche un modo per far sì che la forza dell’uno contribuisca a rafforzare quella dell’altro. In effetti qualsiasi centro storico per aver la giusta valorizzazione non può presentarsi a chi lo vive o soltanto lo osserva come una sequenza di frammenti staccati tra loro. Insieme e collegati possono aumentare il proprio valore artistico con una ricaduta positiva sul contesto moderno.

Quali sono i riferimenti storici a cui si è attinto nella redazione del progetto? Dal punto di vista storico la piazza avrebbe dovuto completare i fasti pensati per il palazzo. Entrambe le cose sono rimaste nelle intenzioni per la decisione, dopo l’omicidio di Pier Luigi Farnese di interrompere la costruzione del palazzo e quindi di tutto quello che ne avrebbe dovuto rappresentare il contorno. Infatti il ruolo di piazza Cittadella nell’idea iniziale dei Farnese avrebbe dovuto essere il giardino di corte.

Un affresco di Piacenza vista dal Po si trova sulle pareti di Palazzo Farnese a Caprarola in provincia di Viterbo presenta così la città. In quell’affresco – ha segnalato l’architetto Andrea Vercellotti – la prospettiva del palazzo completato raffigurava anche il giardino di corte che occupava l’attuale piazza Cittadella.

Oltre a quello storico altri due filoni hanno puntellato la progettazione. Oltre alla storia anche il paesaggio padano e la presenza dell’acqua, a partire dal vicino Po ma anche dai rivi numerosi presenti nel paesaggio agricolo intorno a Piacenza (passano anche sotto la piazza) sono stati gli elementi ispiratori che hanno influito sulla progettazione della nuova idea di piazza.

CITTADELLA – Critiche e rammarico per il tempo perduto

Piazza Cittadella come si presenta ora dopo l’avvio del cantiere che è stato bloccato. Ora l’area è tornata al Comune che ha affidato l’incarico alla società di progettazione Arcadis arrivata alla fine dell’ideazione presentata durante un confronto con associazioni e cittadini che hanno preso parte al percorso partecipato

Ora di fronte a questo progetto Esse ha presentato un documento sottoscritto da diverse personalità locali nella quale si chiede in sostanza di tornare a bocce ferme e ripensare il tutto.

Come? A piccoli passi: Primo abbattendo la staccionata, trasformare gli scavi – una ferita viva – in un prato e nel frattempo aprire un concorso pubblico per avere un progetto di vasto respiro “unitario, uniforme e organico che riguardi tutto il comparto urbanistico inscindibile costituito da Piazza Casali, Piazza Cittadella e dalle Scuderie  di Maria Luigia evitando interventi frammentari, parziali o incoerenti tra loro”. Altro punto segnalato è la partecipazione “Cittadini, associazioni, comitati, operatori culturali, ordini professionali e tutti i soggetti interessati siano coinvolti attraverso un reale percorso partecipativo”. 

Considerazioni amare hanno fatto da sfondo alla presentazione perché oggi si arriva a un progetto che prevede alberi – ha segnalato Giuseppe Castelnuovo di Legambiente – ma, attenzione, gli alberi in piazza Cittadella c’erano già, belli, sani e alti e sono stati abbattuti. Anche sull’ipotesi di un chiosco (da collocare sulla punta esterna dell’area in cui ci sarà il boschetto) che può essere solo una struttura leggera (ma non previsto dal progetto perché sforerebbe il budget) la segnalazione poteva già esistere se non si fosse abbattuta l’autostazione…

Quanto al parcheggio interrato poi – specifica Castelnuovo – oggi è archiviato ma in tanti lo sostenevamo da anni… Però inascoltati e siamo arrivati fino a qui. È il tono di rammarico che aleggia in queste parole.

CITTADELLLA – Qualche “dubbietto” finale

Comunque sia, tra critiche, proposte molto diverse che pure sono state presentate nel corso del percorso partecipato, si può dire che  quello che ci si appresta a imboccare (forse) è certo un passaggio importante per la definizione della nuova fisionomia che dovrà avere questa piazza che nel tempo ha attraversato tante funzioni. Per la prima volta si è tentato di immaginare come rigenerare lo spazio urbano circostante al palazzo per farne un ambito non “di risulta” ma importante per la città. Peccato che si sia arrivati a questo dopo un trauma che ha comportato lo sconvolgimento della piazza. Resta la speranza che quanto accaduto possa essere anche d’insegnamento e un’opportunità per proseguire in positivo.

Quello di ripensare in modo fruibile quest’area è un esercizio che non era stato ancora fatto da quando è iniziata la lenta rinascita del Farnese come polo culturale (forse partita dalla fine degli anni Settanta con i primi finanziamenti per il restauro edilizio del palazzo). Non si dimentichi che negli anni Cinquanta- Sessanta era utilizzato per ospitare gli sfollati, ancora prima era caserma e comunque lasciato abbandonato a se stesso come tutto il suo contesto tanto che nelle cronache del tempo lo si individuava come un’area difficile carica di emergenze sociali. Sfogliando Libertà di quel periodo lo si può verificare.

Cittadella – rendering del progetto del nuovo spazio urbano. Criterio unificante l’uso dei materiali coerenti con lo storico palazzo Farnese

Ora quello che si coglie dalla proposta è un’idea nuova sia delle funzioni civiche e ricreative che questo luogo potrebbe assumere diverso, molto diverso da quelle che in epoca moderna ha avuto. Dapprima piazza d’armi, spazio per iniziative pubbliche (ci sono immagini che lo testimoniano) fino a stazione degli autobus e infine una progettazione che prevedeva il parcheggio interrato di cui nessuno più parla e che in un rumoroso silenzio (senza una sana autocritica) è scomparso dalla scene. Da chiedersi a questo punto chi lo volesse davvero.

Qui una domanda è d’obbligo. Sempre seguendo il ragionamento della coerenza formale della rigenerazione della piazza e della armonizzazione (anche storica) con il monumento Farnese viene da chiedersi quale fosse la coerenza tra la presenza della mole farnesiana con il precedente progetto (datato 2011) che prevedeva lo scavo per un parcheggio sotterraneo e soprattutto in superficie pensiline per ospitare gli utenti dei bus.

Difficile trovarla questa coerenza. Il Farnese e tutta la Cittadella accanto erano e sono altra cosa. Ma tant’è.

Antonella Lenti

cittadella ultimo

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