Una societa’ stanca che sta in disparte
Elezione come un reality che costruisci sulla rete. Posti, twitti, messaggi, lanci tag. Cresce il tuo appeal e diventi popolare. Poi una domenica esce dall’astuccio la cara vecchia matita copiativa... con cui fare i conti. Molti hanno deciso di non usare quella matita. Quasi meta’ dei piacentini con la facolta’ di votare hanno girato le spalle alla politica convinti che tra loro e la politica la distanza sia incolmabile.
Perche? Non ne hanno visto l’utilita’: la sentono una bolla vuota che si apre per chiedere il voto e poi si ripiega ruotando sul proprio ombelico. Non ne hanno sentito la passione. Non hanno respirato l’imminente arrivo di aria nuova. Non ne hanno colto la spinta evocativa che la politica mette in movimento quando introduce l’elemento del sogno che, con il contributo collettivo, puo’ diventare possibile. E’ la societa’ liquida, bellezza. La societa’ liquida porta elettori liquidi. Ma come ti rapporti con elettori liquidi che ora sono qui con te e domani non si sa?
Il risultato di questo primo turno mette sulla graticola il Pd: oneri e onori per chi ha il ruolo “alfa”. Dalla coalizione di centrosinistra e’ emersa debolezza perche’ vissuta e interpretata come la continuita’. La voglia e laricerca di “nuovo” e’ andata delusa. Ma tranquilli, nulla e’ statico, nulla e’ definitivo e “vecchio” e “nuovo” sono categorie leggere che cambiano direzione a seconda del momento. Il nuovo, come il vecchio, non e’ mai per sempre. Figurarsi in politica.
Anche per le divergenze di questi mesi, per la scissione patita, e’ un fatto che la sofferenza si concentri in questo momento sul Pd. Ai partiti di governo, una volta finito l’innamoramento, non si perdona. Il Pd appare un partito alla ricerca di un’identita’ di sinistra moderata (ma e’ poi questo che si sta cercando?). Dell’identita’ non escono contorni nuovi, moderni e concreti. Il distacco degli elettori che i numeri raccontano fa pensare che il Pd sia sempre piu’ vissuto come l’espressione dei garantiti, della parte di societa’ che “ce l’ha fatta” e che non si “spella le mani per sopravvivere”. Anzi, spesso puo’ essere identificato come il partito che sostiene i poveri di casa d’altri e dimentica i propri, che intanto restano indietro. Il tema epocale dei migranti (che probabilmente e’ stato uno dei vittoriosi elementi che ha spinto i partiti di centrodestra) e’ stato presente, anche se sottotraccia, nella campagna elettorale. Gli elettori hanno mostrato di gradire meno quello che sembrava strutturato, predefinito, confezionato. Il risultato di Stefano Torre andrebbe proprio a dimostrarlo. Nemat Shafik,,studiosa che analizza la comunicazione spiega, tornando ad Aristotele, che sono tre gli elementi della comunicazione indispensabili per suscitare interesse: Ethos, Pathos e Logos. Gli esperti, cosi’ invisi, posseggono quest’ultimo, ma debbono lavorare molto – a suo dire – su Ethos e Pathosse vogliono tornare in auge. Necessita’ che, direi, hanno anche i politici.Indistintamente. E queste elezioni ce lo indicano. Infine i Cinque stelle esclusi dal ballottaggio (non solo a Piacenza). E’ curioso: resta fuori un movimento di spessore nazionale che nei sondaggi su eventuali Politiche danno al primo posto. C’e’ da riflettere sulla societa’ liquida che si trasforma quando meno te lo aspetti. E che domani sara’ gia’ diversa da oggi.