SALUTE - SERPE IN SENO

Taccuino di una lunga estate…

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Da tempo mi sto dedicando a mettere ordine nelle sensazioni nei pensieri e nell’esperienze che ho immagazzinato nel corso della lunga estate col cancro. Con lui sono andata in vacanza, non in luoghi di villeggiatura, ma in un mondo a parte sospeso su una nuvola quella dell’incertezza. Mi sono accomodata seraficamente nello spazio che “quello mi ha lasciato. A singhiozzo ho lavorato quando me lo permetteva. Ho preso nota, più nella mia testa che non sul foglio bianco e non riesco a completare il quadro perché mi sembra che la storia non sia ancora arrivata alla sua conclusione naturale.
Quell’ombra che mi ha inseguita per mesi mi sembra non si sia ancora dissolta completamente.
Ho un ricordo molto vivo delle giornate passate sul lettino del day hospital di oncologia con le infermiere che ti assistono e loro stesso intimorite dall’iniezione più difficile: la rossa epirubicina che estraggono dal frigo nel momento in cui te le devono iniettare e senti un flusso gelido salirti nelle vene che poi devono essere lavate. Ricordo lo sguardo comprensivo del professor Cavanna che, transitando nel corridoio, con la dolcezza che lo caratterizza non perdeva occasione di soffermarsi con qualche paziente per una battuta, per una parola amica foss’anche “attenzione, stai dimagrendo troppo”. Sempre attento a leggere negli occhi la paura mista a speranza e una domanda, dottore, ce la farò? E lui deciso e tenue al tempo stesso a rincuorare… ce la facciamo, ce la facciamo.
Ora quei corridoi li frequento per i controlli. La dolcezza e l’attenzione per il paziente restano il segno distintivo. Grazie.

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