Sono entrata nei tre anni dal cancro e le cose non vanno meglio di prima. Ci sono momenti in cui mi sento smarrita molto di più di quando mi fu diagnosticato il tumore. Mi sono domandata perché mi sto infliggendo una tale sofferenza. Mi sono domandata se non sia il fatto che quella diagnosi mi ha condotta su un percorso protetto di attenzioni e di cure che per un annetto mi hanno come messo una rete di protezione intorno per salvaguardarmi. E così la vita in quell’anno non è stata tanto male. Anzi direi quasi migliore di quanto possa essere in questo momento. A volte i dubbi le insicurezze gli interrogativi insistenti possono diventare più invasivi di un cancro ed è come vivere un cancro di seconda generazione che permea la tua esistenza. E poi una domanda, se su di me questa esperienza ha lasciato questi segni, che tracce può aver lasciato sulle persone che hanno vissuto a fianco la tua stessa esperienza? Mah, se devo essere sincera probabilmente segni molto profondi che emergono, anche questi, a distanza. Addentriamoci nei rapporti interpersonali. Che cosa può’ aver cambiato il cancro? Può essere che una persona una volta dato il proprio aiuto, una volta chiusa l’emergenza, si consideri esentato dal coinvolgimento emotivo perché si considera un tantino spompato? E possibile? E mi piacerebbe sapere quanti rapporti sono diventati cancerogeni nel dopo…. Non lo so. Ma sarebbe interessante indagarlo.
SALUTE - SERPE IN SENO